Occhi
di Gatto
Occhi
di gatto un altro colpo è stato fatto.
Tra
il 1981 e il 1985 viene pubblicato in Giappone il manga Occhi di gatto, di Tsukasa
Hōjō, uno dei prodotti di maggior successo, con oltre 18 milioni di copie
vendute. Da quella serie sono nati anche i cartoon famosissimi in Italia (nel
1997 anche un live action giapponese). E a distanza di oltre 40’anni, grazie ad
una produzione franco tedesca, viene prodotta anche una serie televisiva (disponibile
in Italia su piattaforme come Rai e Prime Video). E se il prodotto originale è rivolto
soprattutto ad un pubblico più piccolo, la serie sembra rivolto alle stesse
persone che guardavano quei cartoni, ma oggi con 40’anni di più. Cambia lo stile,
abbandona il tono scanzonato degli anni 80, per trasformarsi in un thriller
d'azione. Si lasciano anche le vie anguste giapponesi per vedere i tetti e i
musei di Parigi.
Nell'anime,
Sheila, Kelly e Tati (Hitomi, Rui e Ai nella versione giapponese) sono
le proprietarie di un bar, "Cat's Eye" ("Occhi di gatto" in
italiano). Ma in verità questa è solo un a copertura, in realtà sono tre ladre
infallibili, atletiche, fasciate in tutine di lycra attillatissime. Ma i loro
colpi, molto teatrali e sempre annunciati alla polizia, hanno uno scopo ben
preciso, quello di recuperare le opere appartenute a Michael Heinz, un famoso
artista degli anni '40, (e padre delle tre sorelle). Queste opere erano state
trafugate dai nazisti e loro sperano che, recuperando i quadri, possano ritrovare
il padre. A dirigere le indagini su Occhi di gatto c’è Toshio Utsumi (Matthew
Hisman nell'anime degli anni 80), che è anche il fidanzato di Kisugi.
La
serie live-action è una sorta di prequel alle avventure di occhi di
gatto. Infatti, vediamo le tre ragazze che iniziano la ricerca del padre
rubando i primi dipinti, ma sono tutt’altro che pronte, infatti sono spesso
goffe e non hanno ancora aperto il loro locale. Ma si punta anche a
caratterizzare (e naturalmente renderle più contemporanee) molto di più i
personaggi: Sylia perde quel tocco da femme fatale distaccata per diventare una
figura più profonda, sempre in bilico tra una vita privata (un fidanzato e il
lavoro) e la voglia di ritrovare il padre; Alexia è una giovane attivista
Gen-Z, con un rapporto saffico non accettato dalla famiglia della fidanzata,
mentre Tam resta il motore emotivo del trio, è lei infatti a spingere il trio
ad iniziare questa avventura, ma è dilaniata dall’amore per Quentin Chapuis, il
poliziotto che indaga su occhi di gatto. All’inizio della serie Tam è di
ritorno da un lunghissimo viaggio e il nuovo incontro con Quentin non la lascia
indifferente.
Infatti,
se il fulcro comico dell'anime era la cecità di Matthew che non riusciva
a capire che la ladra che inseguiva era la sua fidanzata nella serie TV viene tolta
l'ironia: Quentin e Tam sono ex fidanzati che si ritrovano, e la caccia
all'uomo si tinge di sfumature decisamente più noir e drammatiche. Per altro
Quentin ha una fidanzata in polizia e anche lei chiamata a indagare su Occhi di
gatto.
Si decide anche di lasciare le
tutine sgargianti per optare su tute scure da parkour, sicuramente più comode.
Il
cambio di location, da Tokyo a Parigi, è stato approvato dallo stesso Tsukasa
Hōjō, che ha concesso i diritti alla realizzazione della serie dopo aver letto la
trama. I furti non avvengono più in gallerie d'arte generiche ma in luoghi
iconici come il Louvre o Versailles.
Rispetto
alla serie animata, la cosa che manca veramente, è la presenza di un gatto
domestico sempre presente in ogni puntata. Qui Occhi di gatto, prima ancora di essere
il nome del locale è il nome di un quadro.
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