lunedì 15 giugno 2026

 

Pilgrim

 





Pubblicato nel 2013, questo monumentale thriller d'esordio (quasi 900 pagine nell'edizione cartacea) è diventato rapidamente un cult del genere. L'autore non è un novizio della narrazione: Terry Hayes è un affermato sceneggiatore cinematografico (ha lavorato a film come Mad Max 2 e Vertical Limit), e questa sua impronta visiva e ritmica si avverte in ogni singolo capitolo.

La storia si muove su tre linee narrative principali che, all'inizio, sembrano completamente slegate, ma che Hayes riesce a far convergere in modo geometrico e impeccabile:

Il delitto perfetto: In uno squallido hotel di Manhattan viene trovato il cadavere di una donna. È stata privata dei denti, le impronte digitali sono state cancellate con l'acido e il viso è sfigurato. Chi l'ha uccisa ha seguito alla lettera le istruzioni contenute in un raro manuale di criminologia forense.

L'investigatore fantasma: L'autore di quel manuale è il protagonista, Scott Murdoch (noto con il nome in codice di Pilgrim). È l'ex capo di un'unità segretissima dell'intelligence americana, un uomo formalmente "inesistente" che si è ritirato a vita privata, ma che viene richiamato in servizio dal dipartimento di polizia di New York per risolvere l'omicidio che lui stesso, involontariamente, ha ispirato.

La minaccia globale: Nel frattempo, in Arabia Saudita, un uomo sconvolto dal dolore e dall'odio verso l'Occidente, noto come il Saraceno, sta mettendo a punto un piano terroristico spaventoso: sintetizzare una variante letale del virus del vaiolo, resistente ai vaccini, per scatenare un'apocalisse biologica negli Stati Uniti.

Pilgrim si troverà così a correre contro il tempo in una caccia all'uomo globale che lo porterà da New York all'Arabia Saudita, passando per i laboratori di restauro di Firenze e le rovine della Turchia.

Il ritmo e il taglio cinematografico: Nonostante la mole del libro, i capitoli sono brevi e terminano quasi sempre con un cliffhanger (un finale sospeso) che ti costringe a leggere la pagina successiva. I personaggi sono ben costruiti, in particolare il Saraceno non un classico cattivo bidimensionale ma Hayes spende molte pagine per raccontarci la sua infanzia, le sue ferite e la sua radicalizzazione, pagine che non rallentano il ritmo del racconto, come si potrebbe pensare, ma sono essenziali per capire il personaggio e le motivazioni che lo spingono ad agire. Purtroppo, Pilgrim è però il classico cliché della superspia: è il migliore in tutto, ha una memoria prodigiosa, è stato adottato da miliardari ed è incredibilmente scaltro.

E nonostante sia un libro particolarmente lungo e pieno di linee narrative che si intrecciano e si sovrappongono, Hayes riesce richiuderle tutte facendole quadrare alla perfezione nel finale.

Se cerchi una lettura profonda e letteraria sulla complessità geopolitica potresti rimanere deluso, ma se cerchi un'avventura geopolitica mozzafiato, una caccia all'uomo globale e una trama che non ti lascia respirare, è un capolavoro del suo genere.

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