venerdì 8 maggio 2026

 

La banda della Uno Bianca




 

“La Uno Bianca resta una delle vicende più oscure e dolorose della nostra storia recente. I depistaggi non sono mancati; ma il più insidioso potrebbe essere stato quello che ha indotto a credere che il mito maledetto dei Savi bastasse a spiegare l'enigma dei delitti commessi con le loro armi”.

A scriverlo, in una lettera al quotidiano La Stampa il 7 maggio 2026, Lucia Musti, Procuratore Generale presso la Corte d'Appello di Torino, e Giovanni Spinosa, magistrato in quiescenza. I giudici che nel 1994 ricoprivano il ruolo di Sostituti Procuratori della Repubblica a Bologna e titolari delle indagini sulla Uno Bianca, lettera scritta dopo le dichiarazioni di Roberto Savi a Francesca Fagnani.

Le parole di Roberto Savi e dei PM riaprono una storia che sembrava chiusa nel 1994. Una delle storie che hanno segnato la recente storia della nostra repubblica, non solo per l’efferatezza dei delitti e degli atti criminali che la banda portò a termine, ma soprattutto per quel senso di tradimento delle istituzioni che i membri della banda (tutti poliziotti a parte il terzo fratello Savi, unico civile della banda) si sono macchiati.

La banda fu attiva tra il 1987 e il 1994 principalmente tra Emilia-Romagna e Marche, mettendo a segno 103 atti criminali, uccidendo 24 persone e ferendone più di 100.

Tutto era iniziato il 19 giugno 1987 quando, a bordo di una Fiat Regata rapinarono il casello autostradale di Pesaro mettendo a segno un colpo di un milione e 300 mila lire. Nei mesi successivi, lungo l’autostrada A14, la banda mise a segno altri 12 colpi. Ma negli anni vennero presi di mira anche uffici postali, Coop, distributori di benzina.

Tra i delitti più efferati la “Strage del Pilastro”. Siamo nel 1991, a Bologna. In una vettura alcuni carabinieri superano una macchina con a bordo alcuni componenti della Banda. Questi, pensando che la manovra era per l’identificazione della loro vettura, decidono di passare all’azione e uccidono i tre carabinieri (Moneta, Mitilini e Stefanini) a sangue freddo.

8 anni di delitti avvolti nel mistero, visto che le indagini non stavano portando a nulla. Nel 1995, alla commissione stragi, una relazione di Antonio Di Pietro, puntava il dito proprio su come erano state gestite le indagini: “Sono stati fatti troppi errori, ma soprattutto è mancata una strategia investigativa. E a volte nell' errore si è insistito pervicacemente” le parole dell’ex PM che punta il dito sui suoi ex colleghi.

La svolta nelle indagini arrivò solo nel 1994. 2 poliziotti di Rimini, Luciano Baglioni e Pietro Costanza, iniziarono a pensare fuori dagli schemi e iniziarono a sorvegliare alcuni luoghi che ritenevano possibili obiettivi. Così, il 3 novembre 1994, notarono Fabio Savi mentre eseguì un sopralluogo in una banca a Santa Giustina nel riminese. Savi somigliava, come fisionomia, alla figura di uno dei membri della banda registrati dalle telecamere di sorveglianza di una banca, così lo seguirono e in breve tempo la loro azione portò all’arresto dei membri della banda.

Il processo si concluse il 6 marzo 1996 con condanne durissime: Roberto, Fabio e Alberto Savi insieme a Marino Occhipinti furono condannati all'ergastolo mentre Pietro Gugliotta a 28 anni.

Storia finita? Nient’affatto. Alcuni familiari delle vittime e diversi magistrati hanno ipotizzato per anni che dietro la banda ci fossero mandanti occulti o legami con i servizi segreti tanto che è stata aperta una nuova inchiesta affidata al procuratore capo di Bologna Paolo Guido e i pm Lucia Russo e Andrea De Feis, per trovare complici ed eventuali coperture.

L’ultimo atto di questa lunga vicenda, poi, l’intervista di Roberto Savi a Berlve Crime. Durante l’intervista il criminale ha più volte fatto capire che dietro ad alcune delle loro azioni c’erano i servizi segreti, che non solo avrebbero commissionato alcuni omicidi, ma avrebbero anche contribuire a depistare le indagini. Per poi affermare che dietro la strage all’armeria di via Volturno, il 2 maggio 1991, dove furono uccisi la titolare Licia Ansaloni e il carabiniere in congedo Pietro Capolungo, c’era la richiesta dei Servizi. Savi, infatti, spiega che loro non avevano bisogno di armi, né di fare quel colpo e che Capolungo non era solo un ex carabiniere, ma era legato ai servizi dell’arma. Dichiarazioni che confermerebbero i timori dei familiari delle vittime e che i magistrati approfondiranno a breve.

giovedì 7 maggio 2026

 In libreria 



Titolo 59 minuti per morire

Autore Holly Seddon

Editore: Newton Compton

Pubblicazione: 1° maggio 2026

Trama


È una sera come tante. Le persone tornano a casa dal lavoro, preparano la cena per i loro figli, si accoccolano sui divani con i loro compagni. E poi arriva il messaggio che sconvolge la vita di tutti: “Dei missili distruggeranno l’Inghilterra tra cinquantanove minuti. Cercate immediatamente riparo”. 59 minuti per morire segue il viaggio di tre donne che cercano di salvarsi e proteggere le proprie famiglie. Carrie è una giovane madre disperata, decisa a ricongiungersi con sua figlia. Frankie, incinta da poco, vede la sua vacanza romantica trasformarsi in un incubo. E poi c’è una donna enigmatica, pronta a tutto pur di proteggere Bunny, la figlia adolescente. Un conto alla rovescia tra paura, coraggio e istinto di sopravvivenza.

mercoledì 6 maggio 2026

 

Gli adepti

Ingar Johnsrud

 

L’esordio di Ingar Johnsrud è sicuramente un romanzo potente. Gli adepti viene pubblicato in Italia da Einaudi nel 2016 e ha tutti i tratti del thriller scandinavo cupo e denso, come abbiamo imparato ad apprezzare da autori come Jo Nesbø. (Da noi arriverà, nel 2017, anche I cacciatori, secondo capitolo con protagonista il detective Fredrik Beier).

La storia vede l’ispettore Fredrik Beier impegnato nella scomparsa di una giovane ragazza. Ma non è un caso come tutti gli altri, intanto perché a sparire è la figlia di un politico di primo piano del partito di governo, ma anche perché la ragazza è un membro di una setta cristiana: La luce di Dio.

La polizia di Oslo scopre che la setta vive in una villa. ma nella villa viene consumata una strage e tutti i membri muoiono. Intervenuta sul luogo la polizia scopre anche che nei sotterranei della villa c’è un laboratorio ma non capiscono l’utilizzo.

Ad indagare viene chiamato appunto Fredrik Beier affiancato da una giovane collega musulmana, Kafa Iqbal.

La paura della popolazione, molto assecondata dai giornali, è che ci sia un gruppo terrorista pronto a colpire in Norvegia, ma Beier e Iqbal capiscono ben presto che la verità va cercata nel passato.

Naturalmente la storia si colloca, come abbiamo accennato, nel filone del Nordic noir, ma con una dimensione complottistica ed esoterica: una setta religiosa, e misteri che arrivano dalla Seconda guerra mondiale e dal nazismo austriaco, fanatismo cristiano e corruzione.

I due protagonisti si integrano alla perfezione, con Beier uomo tormentato molto lontano dall’eroe tradizionale e Iqbal importante anche per le sue origini musulmana. E la scrittura alterna lunghe descrizioni di azione con dialoghi pieni di sottintesi psicologici.

Se la trama multilivello (il presente ed il passato storico) ci aiuta ad arrivare gradualmente alla verità, ma la complessità della struttura ti obbliga a seguire con attenzione il susseguirsi dei fatti.

lunedì 4 maggio 2026

 In Libreria 



Titolo Invisibili.

Autore Bernard Minier

Editore: Baldini + Castoldi

Pubblicazione: 1 maggio

Trama

In Galizia, nel Nord della Spagna, un killer rapisce donne all’alba, mentre si recano al lavoro. Donne che incrociamo ogni giorno senza vederle, donne delle pulizie, cassiere, commesse… Donne che scompaiono nel nulla, inghiottite dal silenzio. Le «invisibili» della società. A Madrid, invece, la violenza esplode sotto i riflettori. Qualcuno prende di mira persone benestanti, lasciando sulle pareti delle loro case una scritta identica ogni volta: «Ammazziamo i ricchi».

Due assassini. Due mondi agli antipodi. Nessun legame apparente. E in un clima di rabbia e protesta sociale, Lucia Guerrero, tenente della Guardia Civil, dovrà indagare su entrambi i casi. Ma più si avvicina alla verità, più tutto si confonde. Messaggi anonimi la perseguitano, tra morti scenografiche e un dubbio assillante: è lei la cacciatrice… o la pedina di due menti diaboliche?


giovedì 30 aprile 2026

In Libreria




 




Titolo LA MOSSA DEL GRANCHIO

Autore SANDRONE DAZIERI

Editore: Rizzoli

Pubblicazione: 28 aprile 2026

Trama

Quando Dante Torre arriva tra le colline del Piemonte per una consulenza ai Servizi, non si aspetta di trovare qualcosa che lo riguarda così da vicino. Dentro una chiesetta, riemersa dai resti di una frana, viene scoperto un cadavere rimasto intrappolato sotto le rocce per decenni. Disegnato sul muro, c’è un loto stilizzato: il segno di un possibile omicidio rituale. Ma la verità è ancora più sconvolgente. Il corpo è di Alba, il primo amore di Dante, la donna che anni prima lo aveva accolto nella comunità Tarayoga, aiutandolo a ricominciare dopo l’orrore del Silo. Prima che possa avvicinarsi alla verità, qualcuno, però, tenta di ucciderlo: un camion lo sperona. Per lui non ci sono dubbi. C’è un “demone” che vuole fermarlo. Intanto in Francia l’ex vicequestore Colomba Caselli abita con Glenn, che le offre il suo incondizionato amore e una vita ricca e spensierata. Ma se ti sei occupata di criminali e assassini, è difficile lasciarsi il passato alle spalle. Soprattutto se al tuo fianco c’è sempre stato un socio brillante come Dante. Quando la notizia del suo incidente la raggiunge, Colomba lascia da parte i dubbi e parte al volo per cominciare con l’amico, vivo per un soffio, un’indagine impossibile. Insieme scoprono che la morte di Alba non è un caso isolato. Uno dopo l’altro, gli ex membri della comunità stanno morendo in circostanze sospette. Una scia di sangue riporta Dante nei ricordi più oscuri, e li trascina entrambi in una spirale dove ogni mossa può essere letale.

mercoledì 29 aprile 2026

 Serial Killer




Montie Ralph Rissell

 


“Montie Ralph Rissell, un diciottenne che aveva abbandonato gli studi superiori, si è dichiarato colpevole ieri dell'omicidio di quattro giovani donne di Alexandria, avvenuto tra l'agosto del 1976 e il marzo del 1977 in una zona boschiva vicino ai loro appartamenti lungo la Shirley Highway”. Questa notizia veniva diffusa il 23 settembre 1977 dal Washington Post.

Montie Ralph Rissell nasce a Wellington, in Kansas, il 28 novembre 1958. Qui vive con i suoi genitori, William L. Rissell e Roberta, fino all’età di 7 anni, quando il padre lasciò la madre (divorzieranno ufficialmente 2 anni più tardi). La madre si risposa poco dopo e con il nuovo marito si trasferiscono a Sacramento, in California, ma anche questo nuovo matrimonio ha vita breve. Il patrigno di Rissell è un uomo violento e non lega con i figli di Roberta.

Fin da giovane i fratelli maggiori di Montie lo instradano all’alcol e all’uso di sostanze stupefacenti e spesso rimangono da solo quando la madre li lascia per scappare con il marito per alcuni giorni.

Come riporta il Washington Post, citando un rapporto dei servizi della libertà vigilata, Rissell "non ha beneficiato di una supervisione maschile costante e riferisce di non aver avuto buoni rapporti né con il padre né con il patrigno", mentre, secondo i servizi sociali, “era uno studente nella media, ma all'età di 12 anni fu accusato di "abitudini e comportamenti lesivi del suo benessere".

Nel 1971, ancora giovanissimo, inizia la sua carriera criminale: prima venne accusato di aver rubato 27 dollari, poi una vettura.

Il 16 aprile 1973, stupra e deruba una donna che abitava nel suo stesso condominio. Una valutazione psichiatriche e psicologiche parla di Rissell come “di un giovane disturbato che necessitava urgentemente di una terapia intensiva in un ambiente chiuso”. Così tra il 5 febbraio 1974 e il 29 agosto 1975, viene ricoverato al Variety Children's Hospital di Miami.

Tornato in libertà finì ancora nei guai con la giustizia, arrestato per tentata rapina, fu condannato a 5 anni di reclusione, condanna sospesa con l’obbligo di continuare le terapie psichiatriche con il dottor Richard A. Ratner.

Rissell ha una vita precaria (abbiamo visto una famiglia disfuzionale alle spalle e l’uso di alcol fin da piccolo) e la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato quando la fidanza lo ha lasciato per mettersi con un altro ragazzo, uno stress che Rissell non ha saputo gestire.

Aveva saputo della rottura tramite una lettera che la stessa ex gli aveva scritto. Così decide di affrontarla di persona, ma arrivato da lei, la trova con un altro ragazzo. Pieno di rabbia torna verso casa quando incontra Aura Marina Gabor, una prostituta che esercitava vicino al suo appartamento. La minaccio con il coltello ma lei si offrì di fare sesso con lui in cambio della vita. Ma dopo aver consumato la uccide.

Il suo secondo omicidio arriva nel marzo 1977, quando violenta e uccide Ursula Miltenberger, una ragazza di 22 anni che lavorava presso un fast food.  

Il mese successivo, nell’aprile del 1977, stuprò e uccise Gladys Ross Bradley, una ragazza di ventisette anni impiegata in un ufficio postale.

Il 19 aprile scomparve Aletha Byrd, una consulente di 34 anni, il cuio corpo verrà ritrovato a maggio.

La sua ultima vittima fu Jeanette McClelland, uccisa a maggio.

La polizia aveva iniziato a sospettare di Rissell e quando perquisì la sua auto trovò il portafogli di Aletha Byrd. Dopo essere stato arrestato confessò tutti gli omicidi.

martedì 28 aprile 2026

 

Lazarus

 




Lazarus è una miniserie Pubblicata nell’ottobre del 2025 sulla piattaforma Prime Video, scritta dallo scrittore statunitense Harlan Coben insieme allo sceneggiatore inglese Danny Brocklehurst (già insieme alla serie Netflix “Un inganno di troppo”, anche se questa volta il prodotto per Prime non è un adattamento di un romanzo dello stesso Coben ma un lavoro originale).

La serie è ambientata in Inghilterra dei nostri giorni ma la narrazione ha un prologo che risale al 1998 quando Joel Lazarus, protagonista della serie, trova la sorella gemella Sutton assassinata.

C’è poi un salto di 25 anni e ci troviamo a oggi quando Joel “Laz” Lazarus è diventato uno psicologo forense, ripercorrendo le orme del padre. Il suo lavoro è quello di avere a che fare con pericolosi criminali, ma il dramma della morte della sorella è un trauma che difficilmente riesce a superare. Per di più, al termine di una complessa visita con un detenuto, la sorella più piccolo lo chiama per dirgli che il padre si era suicidato.

Da qui inizia un thriller psicologico intenso. Joel torna nella sua città natale, dove la sorella era morta e il padre si era appena suicidato. Qui inizia a sospettare che il padre non si fosse suicidato. Non solo il padre avrebbe lasciato un messaggio troppo criptico per essere considerato quello di un suicida, ma mettendo a posto il vecchio studio del padre, si presenta una vecchia paziente: Cassandra (Sianad Gregory). Laz rimane spiazzato perché Cassandra lo scambia per il padre e gli racconta i suoi problemi con il fidanzato. Questo incontro però lo turba, e non poco, così decide di cercare Cassandra, ma presto scopre che la ragazza era morta anni prima. La sensazione di aver incontrato una donna morta tanto tempo prima viene confermato quando nello studio del padre vede proprio il padre deceduto solo pochissimi giorni prima che gli spiega non solo che lui non si è suicidato ma che nei giorni successivi avrebbe visto altre persone morte.

Parte così l’indagine di Laz per capire cosa fosse successo al padre. Ma la morte del padre è collegata alla morte della sorella gemella.

Tutti i personaggi che ruotano intorno a Laz hanno sempre un ruolo importante nella narrazione, e non sono solo fantasmi che lui ritrova tornato nel paese natale: come Seth (David Fynn), amico di infanzia di Laz, diventato poliziotto, l’ex moglie Bella (Karla Crome), e la detective Alison Brown (Kate Ashfield) amica di lunga data del padre di Laz.

Coben e Brocklehurst riescono a dare un ritmo narrativo impressionante e quando si pensa di essere giunti ad un punto fermo della storia, ci si accorge che si è in un altro vicolo cieco e solo alla fine tutte le storie riescono a trovare una conclusione. Una serie da vedere fino in fondo.

 

lunedì 27 aprile 2026

in libreria




 




Titolo Troppi segreti tra noi

Autore Emma Robinson

Editore: Newton Compton Editore

Pubblicazione: 8 aprile 2026

Trama

Quando Lucy, un’amica di vecchia data, invita Ellen e il marito Robert nella sua villa in Spagna, la coppia vede l’occasione perfetta per ritrovare l’intimità perduta, ora che le figlie sono cresciute e vivono ormai per conto loro. Ellen spera che questa vacanza possa riavvicinarli, ma fin dall’arrivo qualcosa sembra incrinarsi. Robert appare distante, silenzioso, evita lo sguardo della moglie e durante le cene si comporta in modo insolito. Ellen nota con crescente inquietudine la complicità tra Robert e la figlia adulta di Lucy, e un senso di disagio si insinua in lei. Una mattina, Ellen trova per caso un biglietto spiegazzato nel cassetto del marito. Le parole che legge sono un terremoto per la sua vita: si rende conto che Robert le ha nascosto un segreto devastante. Ma affrontarlo significherebbe rivelare un errore del passato che ha sempre tenuto nascosto. Ora, con due verità sul punto di essere svelate, Ellen si chiede: la sua famiglia potrà mai perdonarla per ciò che ha fatto?

venerdì 24 aprile 2026


Il telefono senza fili

Marco Malvaldi

 


Quinto capitolo della celebre serie del "BarLume”, i soliti vecchietti e Massimo si trovano ad affrontare un nuovo caso. Questa volta tutto inizia con la scomparsa della contessa Vanessa Benedetti, un'imprenditrice che gestisce un agriturismo insieme al marito Gianfranco.

Le indagini, all’inizio, portano a sospettare un allontanamento volontario dell’imprenditrice, ma presto la situazione si complica. Anche perché, mentre la polizia brancola nel buio saranno Ampelio, Aldo, Pilade e Gino, (appunto i vecchietti del Barlume) a provare a trovar la soluzione al caso, con il loro approccio preferito rispetto a tutti i cittadini di Pineta: il pettegolezzo e la critica feroce. A loro le prime deduzioni della polizia suonano male, così riescono a trascinare nell’indagine parallela il barista Massimo Viviani.

Come sempre, già il titolo scelto da Malvaldi, ci aiuta a capire dove lo scrittore vuole andare. Malvaldi infatti scegli, per i suoi romanzi, i titoli di giochi e questa volta abbiamo il telefono senza fili, e il concetto di "messaggio distorto", la verità manipolata e fraintesa, così da allontanare sempre di più la risoluzione del caso.

Anche questa volta poi, Malvaldi riesce a unire magistralmente l’ironia tipica dei suoi romanzi con una struttura gialla rigida. Commedia e mistero. Battute dissacranti e indagine analitica.

In libreria 




 



Titolo Le chiavi di casa

Autore Patrick Fogli

Editore: SEM

Pubblicazione: 14 aprile 2026

Trama

Tutte le famiglie hanno segreti, ogni famiglia gestisce i segreti a modo suo. I Landi li hanno sepolti sotto una coltre di silenzio avvolto nel manto scintillante del successo. La CaseL, infatti, è uno dei colossi italiani della gestione dati. Il merito di quell’ascesa è di una persona sola: Tommaso Landi, il rampollo dal talento purissimo. Genio della matematica, dottorato al MIT, hacker nel crepuscolo digitale di notti insonni, è stato lui a prendere in mano l’azienda sull’orlo del fallimento e a proiettarla nell’olimpo delle Big Tech. Una favola che all’improvviso si trasforma in un incubo. Un incendio divampa nella villa di famiglia e uccide Tommaso e i suoi genitori. Sopravvive solo la sorella Alice, che sta studiando a Londra.

 

Il fuoco divora corpi, archivi e segreti. Ma ciò che deve restare nascosto non si cancella mai davvero. Cova sotto la cenere, sempre pronto a emergere dall’oblio. Ed è quello che succede un giorno, a Bologna, quando un uomo muore tra le braccia di Gabriele Riccardi. Si chiama Lorenzo Verratti. È un senzatetto. Prima di morire, stava cercando proprio Gabriele.

 

Riccardi ha provato a smettere di fare il poliziotto. Ha lasciato la divisa, ma non ha mai abbandonato la sua idea di giustizia. Gestisce un locale, vive con Martina, avvocato che difende donne vittime di violenza, e prova a convincersi di aver chiuso con il passato. Ma non è vero. Quando la sorella di Lorenzo gli chiede di scoprire la verità, Riccardi comincia a indagare in una Bologna paesaggio dell’alienazione dove si alternano mense per i bisognosi, parcheggi in cui cova la disperazione e appartamenti chiusi che celano misteri. Ogni risposta apre una crepa. Ogni crepa porta ai Landi. E ad Alice, ora in carcere per aver ucciso il più piccolo dei suoi figli.

 

Con una scrittura ispirata a una precisione balistica, Patrick Fogli firma un thriller psicologico di rara potenza, capace di raccontare la vertigine che si prova quando le chiavi di casa, invece di introdurci a ciò che è familiare, spalancano le porte del mistero. E dell’ignoto.

 

“Anche lui ha il suo incendio che lo aspetta, da qualche parte. Per diventare una fenice serve una fiamma che ti bruci fino alle ossa.”

 

giovedì 23 aprile 2026

 

Guerrieri - La regola dell'equilibrio


 


Nel 2007 ci aveva provato Mediaset a portare sul piccolo schermo l’avvocato Guerrieri, iconico personaggio creato da Gianrico Carofiglio. Il ruolo del protagonista era stato affidato ad Emilio Solfrizzi e la regia era firmata da Alberto Sironi (regista anche di Montalbano). La trasposizione di Testimone inconsapevole (l’omonimo libro è stato editato da Sellerio nel 2002) e Ad occhi chiusi (stesso editore uscito nel 2003), non ha avuto l’apprezzamento che ci si aspettava.

A quasi vent’anni di distanza, Guerrieri torna in TV, questa volta sulle reti Rai.

Guerrieri è interpretato da Alessandro Gasmann en tra i protagonisti vediamo anche Ivana Lotito (Annapaola Doria), Anita Caprioli (Nadia Greco), Michele Venitucci (Carmelo Tancredi), Lea Gavino (Consuelo Favia), Stefano Dionisi (Piero Larocca).

Guerrieri è un avvocato brillante ma alla sua vita professionale, costellata di successi, non corrisponde una vita privata serena, con un matrimonio fallito e le notti passate sul divano del suo studio per sentirsi meno solo.

La serie riprende tre libri di Carofiglio: Ragionevoli dubbi (Sellerio 2006), dove Guerrieri prende le difese di Fabio Paolicelli, accusato di traffico internazionale di stupefacenti; Le perfezioni provvisorie (Sellerio 2010), l’avvocato viene assunto per ritrovare Manuela, una ragazza scomparsa 6 mesi prima dai Trulli; Colpevole, racconto inedito con Guerrieri che viene assunto per difendere Angelo Venturi, il barman del Chelsea, il locale della sua amica e cliente Nadia. Ma il filo conduttore di tutti gli episodi è legato all’ultimo romanzo che ha ispirato questa prima stagione La regola dell’equilibrio (Einaudi 2014), il giudice Piero Larocca, amico di vecchia data di Guerrieri, è accusato di corruzione e chiede proprio a Guerrieri di difenderlo. Quella contro Larocca è un accanimento della Procura di Foggia contro un collega che ha avuto successo oppure c’è dietro qualcosa di più?

Se la narrazione riesce ad essere abbastanza fedele ai romanzi, forse manca quel senso di malinconia che caratterizza Guerrieri. Nei libri è sempre ben descritto l’animo tormentato di Guerrieri, spesso ad un passo dal lasciare l’avvocatura. Un malessere, per esempio, che nei libri vediamo anche nel rapporto di Guerrieri con il sacco da box, che non è solo un modo per boxare dentro casa, ma alle volte un interlocutore.

Altra differenza, magari solo stilistica, è che nei libri non manca né la musica ne i libri (Carofiglio addirittura inventa titoli e citazioni per esigenze narrative), cosa che troviamo poco o nulla nella trasposizione televisiva.

 

In libreria



Titolo Un ospite per la notte

Autore Heather Gudenkauf

Editore: Newton Compton Editore

Pubblicazione: 3 aprile 2026

Trama

Wylie Lark è una scrittrice che ha raggiunto la fama ricostruendo nei suoi romanzi dei casi di cronaca nera irrisolti. Per lavorare al nuovo libro, si trasferisce in una casa di campagna circondata solamente da neve e silenzio. Sarebbe un luogo idilliaco, se decenni prima non fosse stata teatro di un’orribile tragedia: due persone assassinate a sangue freddo e una ragazzina di appena tredici anni scomparsa nel nulla. Con il passare dei giorni e il peggiorare delle condizioni meteo, Wylie si sente sempre più prigioniera della casa e perseguitata dai suoi segreti. Ma è il ritrovamento di un bambino sperduto nella tormenta a sconvolgerla: da dove arriva, e per quanto tempo ha vagato al freddo? Dopo averlo portato al sicuro e aver cercato invano di ottenere risposte, Wylie inizia a sospettare che la minaccia nascosta tra quelle mura non sia sepolta nel passato. E improvvisamente la casa sembra essere tutt’altro che isolata...

lunedì 20 aprile 2026

 

Quello che non uccide

David Lagercrantz


 

Quella che è stata affidata a David Lagercrantz non era impresa facile, e se proprio non ci fosse riuscito a portarla a termine, credo che ci sia andato vicinissimo.

Stieg Larsson, uno dei migliori autori svedesi contemporanei, ci lascia, prematuramente, nel 2004. Giornalista investigativo (si era occupato in particolare di gruppi di estrema destra nel suo paese), aveva un sogno nel cassetto, diventare uno scrittore di gialli. Nel 2004, l’anno della sua morte, contatto un editore per consegnare i primi tre capitoli di quella che lui aveva pensato come una saga di una decina di volumi. Larsson non vedrà mai pubblicato il suo capolavoro, ma la trilogia Millenium diventerà un caso letterario mondiale con milioni di volumi venduti.  Creando anche non poche polemiche tra la compagna dello stesso Larson e la sua famiglia di origine per l’eredità letteraria.

Dopo 7 anni dalla pubblicazione dell’ultimo libro firmato (e dopo che i libri avevano già avuto una loro trasposizione cinematografica, e addirittura un remake americano oltre agli originali svedesi) viene chiesto a David Lagercrantz di portare avanti la serie.

Nel 2015 esce così “Quello che non uccide”.

La storia prosegue da dove avevamo lasciato i nostri protagonisti. Mikael Blomkvist è alla ricerca di un nuovo scoop, soprattutto perché la sua rivista non naviga in ottime acque e lui e la sua socia, Eika, hanno venduto alcune quote della rivista ad un network editoriale norvegese che vorrebbe trasformare e rendere la rivista più “patinata”. Lisbeth Salander invece continua a vivere chiusa nel suo appartamento, lontana da tutti. Siamo nel 2015 e vediamo i primi tentativi dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale. Uno dei più grandi esperti della materia, dopo essere tornato in Svezia dagli Stati Uniti per prendersi cura del figlio autistico "savant", entra in contatto con Blomkvist. L'uomo sostiene di avere informazioni esplosive ma viene ucciso davanti gli occhi del figlio autistico e dello stesso Blomkvist. Lisbeth, che si era intrufolata nel sistema dell’NSA americana, vuole aiutare il bambino che è diventato testimone oculare dell’omicidio.  

Sicuramente ci troviamo davanti ad un’operazione commerciale (e non sarebbe la prima del genere), ma ben riuscita. Infatti, il libro è piacevole e scorre bene, con un buon ritmo e un intreccio narrativo che regge il paragone dell’opera di Larson, e i personaggi principali ci sembrano ricalcare molto quelli dello stesso Larson.

Magari mancano le digressioni del padre di Millenium che ci aveva abituati anche a pagine di denuncia sociali e lunghe descrizioni che qui un pochino mancano.

Notizia di questi ultimi tempi, invece, stanno per iniziare le riprese di una serie televisiva sul primo volume della trilogia. Sceneggiatura e produzione sono affidate a Steve Lightfoot e Angela LaManna per Sky Original, e da quello che sappiamo la serie, che verrà girata in Lituania, sarà composta da otto episodi.

 

 

venerdì 17 aprile 2026

 

Zero day

 




Se il protagonista è Robert de Niro dovrebbe bastare ad assicurarci una grande serie. MA Zero Day è composto da un cast niente male (Lizzy Caplan, Jesse Plemons, Joan Allen, Connie Britton, Bill Camp Dan Stevens, Angela Bassett, Matthew Modine, Clark Gregg). E ci aggiungiamo anche un attacco terroristico/informatico e una cospirazione ed arriviamo ad avere una serie tutta da vedere.

Zero Day, il giorno zero, quello dell’attacco informatico contro gli Stati Uniti. Per un minuto tutti gli apparecchi elettronici hanno un blackout, si spegne tutto. Questo porta a migliaia di morti e feriti. Gli Stati Uniti in ginocchio.

Ma ad indagare non viene chiamata l’FBI o qualche agenzia governativa. Viene creato infatti una commissione d’inchiesta con il compito di far luce sulla vicenda.

A guidare la commissione viene arruolato l’anziano ex presidente George Mullen (De Niro). Alla commissione vengono dati poteri speciali per scoprire che si cela dietro l’attacco, ed il primo sospettato non può non essere che la Russia.

C’è un tema ricorrente che ci dovrebbe fare riflettere. Abbiamo detto che a Mullen, e a tutta la commissione, vengono dati poteri speciali, andando oltre la Costituzione degli Stati Uniti. Poteri quasi assoluti (per fare un esempio, la commissione non ha nessun bisogno di mandati firmati da nessun giudice per perquisizioni, i sospettati vengono interrogati senza la presenza di un avvocato, avete presente “hai diritto ad un avvocato”, qui non lo hanno). Ma cosa succede se ad un uomo solo dai un potere così grande? Poteri quasi da dittatore?

Mullen/De Niro è un ex presidente amatissimo, ma anziano (sembra aver qualche problema di memoria) con un passato segnato da un lutto. Un ex Presidente che non ha accettato per correre un secondo mandato, lasciando dietro una serie di interrogativi.

Se tutto questo non bastasse, c’è Lizzy Caplan che interpreta Alexandra Mullen, figlia di De Niro, e deputata degli Stati Uniti, che avrà il compito di controllare l’operato del padre.

Dal giorno zero parte la caccia ad una scomoda verità che molti vorrebbero non venisse svelato.

L’ultima scena con De Niro davanti al Congresso riunito degli Stati Uniti che spiega le conclusioni della commissione è una scena di grande impatto.

giovedì 16 aprile 2026

 

La canzone di Marinella

 

Quella di Marinella è una storia vera, cantava, nel 1964, Fabrizio de Andrè in una delle sue più belle e famose canzoni.

 

A raccontarlo lo stesso Fabrizio de Andrè che, nel 1993, intervistato da Luciano Lanza, disse:

 

«La Canzone di Marinella non è nata per caso, semplicemente perché volevo raccontare una favola d'amore. È tutto il contrario. È la storia di una ragazza che a sedici anni ha perduto i genitori, una ragazza di campagna dalle parti di Asti. È stata cacciata dagli zii e si è messa a battere lungo le sponde del Tanaro e un giorno ha trovato uno che le ha portato via la borsetta dal braccio e l'ha buttata nel fiume e non potendo fare niente per restituirle la vita, ho cercato di cambiarle la morte. Così è nata "La canzone di Marinella", che se vogliamo ha anch'essa delle motivazioni sociali, nascostissime. Ho voluto completamente mistificare la sorte di Marinella. Non ha altra chiave di lettura se non quella di un amore disgraziato; se tu non racconti il retroscena è impossibile che uno pensi che all'origine c'era una gravissima problematica sociale. Certi fatti della realtà, soprattutto quand'ero giovane, mi davano un grande fastidio, allora cercavo di mutare la realtà.»

 

Ed effettivamente il cantautore genovese si ispirò ad una storia realmente accaduta per scrivere la canzone. È la storia di Maria Boccuzzi.

Maria nasce a Radicena, allora un piccolo comune in provincia di Reggio Calabria, nell’ottobre del 1920. La sua famiglia di origine era molto umile, così nel 1928 si trasferiscono a Milano, ma le cose non migliorano, e la giovane Maria fu costretta ad entrare presto nel mondo del lavoro. A soli 15 anni iniziò a lavorare presso la Regia Manifattura Tabacchi. È in questo contesto che incontrò un giovane universitario. Come lei pieno di sogni, ma anche privo di mezzi economici. Un amore che la portò a scappare giovanissima di casa, per andare a vivere con lui in una soffitta. Ma le difficoltà economiche ebbero la meglio sull’amore, così lui ben presto abbandonò Maria. Lei si ritrovò quindi sola e senza un posto dove stare, costringendola a lavori di fortuna. Iniziò anche a fare la ballerina di avanspettacolo con il nome d’arte Mary Pirimpo, ma con scarsissimi risultati.

È in questi teatri che conobbe Luigi Citti detto Jimmy, un ex ballerino, noto per la vita notturna milanese, che divenne il suo amante. Ma conobbe anche Carlo Soresi, detto “Carlone”, un protettore. che introdusse Maria alla prostituzione.

Erano la fine dei sogni di Maria che iniziò a prostituirsi nelle case chiuse.

Sognava di fuggire e tornare ad una vita lontana dalla prostituzione, ma tutto finì il 28 gennaio 1953. Quella mattina il suo corpo venne ritrovato nel fiume Olona, a Milano, uccisa da 6 colpi di pistola. Il suo corpo venne portato subito all’obitorio e vennero avviate le indagini.

I primi sospettati furono, naturalmente, Luigi Citti e Carlo Soresi, ma non c’erano elementi incriminanti nei loro confronti.

Dopo un anno, con il coinvolgimento anche dell’Interpol, le indagini non portarono a nulla e il caso si raffreddò. E ancora oggi è uno dei casi irrisolti italiani.

martedì 14 aprile 2026

 In libreria





Titolo BURATTINAI

Autore Grazia Scanavini

Editore: Salani

Pubblicazione: 14 aprile 2026

Trama

«Era stanca, pensò guardando le vie del centro semideserte scorrere oltre il finestrino. Ma la compattezza che avvertiva, in questo gruppo appena nato, le dava forza e la faceva sentire parte di qualcosa di finalmente giusto, senza compromessi. Le toccava una corda di pace».

Le chiamano ‘Lavandaie’ perché un tempo, nello stabile che oggi ospita la loro centrale operativa, le suore lavavano la lana. Ora, quelle sei poliziotte puliscono lo sporco della società, riportando a galla ciò che tutti preferirebbero rimanesse sommerso. Squadra Speciale F è il loro nome ufficiale. F come Ferrara, la città in cui l’unità investigativa è stata creata. F come femminicidio, il tipo di reato su cui indagano. A guidarla sul campo è la commissaria Emma Mastrangeli, una donna autoironica, allergica ai compromessi, determinata a scoprire la verità sulla morte della sorella, ufficialmente un cold case. Accanto a lei, un gruppo fuori da ogni cliché: Miranda, Viola, Nausica, Lila, Febe, donne diversissime, con competenze e ferite personali, capaci di affrontare la violenza di genere con uno sguardo nuovo, ostinato, scomodo. Il loro primo caso è l’omicidio di Marina Palazzi, proprietaria di un’osteria del centro, trovata senza vita in una scena che sembra raccontare una rapina finita male. Ma l’inchiesta porta le Lavandaie a scrutare oltre le apparenze, tra relazioni opache, segreti familiari e dinamiche di potere invisibili, anche tra le forze di polizia. E mentre la squadra scaverà nel male che la circonda, i demoni del passato di Emma torneranno a chiederle ascolto. Con un giallo che tocca il cuore stesso della giustizia e non fa sconti a nessuno, Grazia Scanavini mette a nudo le dinamiche di genere e della manipolazione, per raccontare una violenza che spesso non lascia lividi evidenti, ma tracce profondissime nelle persone e nella società.

 

The Diplomat




 

Arrivata alla terza stagione su Netflix, e in attesa della quarta già annunciata, The Diplomat è un thriller politico ad alta tensione.  Tutto ruota intorno a Kate Wyler (interpretata da Keri Russell che per questo ruolo nel 2026 ha vinto l’Actor Awards 2026). Kate è una diplomatica di carriera, sposata con Hal Wyler (Rufus Sewell), anche lui impegnato nel corpo diplomatico degli Stati Uniti che spesso ha fatto ombra sulla carriera della moglie. Kate, abituata a prestare servizio in zone di guerra, è pronta per una nuova missione diplomatica, ed è pronta ad andare in Afghanistan, ma i piani cambiano rapidamente, un attacco terroristico ad una portaerei britannica spinge il Presidente degli Stati Uniti a nominarla ambasciatrice in Inghilterra e viene catapultata a Londra.

A Londra si troverà al centro dell’azione politica, dovrà gestire un ufficio complesso in un momento delicato come un attacco terroristico, trovare un equilibrio tra diplomazia e il lavoro della CIA, creare un rapporto con un Primo Ministro inglese tutt’altro che malleabile e con un ministro degli Esteri meno impulsivo ma in contrasti con il Premier, in più deve cercare di non far naufragare il proprio matrimonio con Hal che spesso si intromette nel lavoro della moglie. Proprio il rapporto Kate-Hal è il cuore pulsante della serie, perché il loro non è solo un matrimonio in crisi, ma anche una partnership professionale. Hal, infatti, sembra sempre pronto a dare una mano alla moglie, ma alle volte sembra soffrire il suo essere “marito dell’ambasciatrice”. Le azioni di Hal sembrano sempre avere un secondo fine, e sempre a sottolineare il suo ruolo nella diplomazia USA.

Interessante anche il rapporto tra Kate e il ministro degli Esteri britannico (interpretato da David Gyasi). Un rapporto che alle volte sembra andare oltre il professionale.

La serie è scritta da Debora Cahn, tra gli autori di The West Wing, serie che raccontava il lavoro dell’ala ovest della Casa Bianca, dove lavora il Presidente degli Stati Uniti. In qualche modo se con The West Wing si voleva raccontare la politica USA vista dallo Studio Ovale ora si guarda la stessa politica da oltre oceano.

Il finale di ogni stagione lasciano con il fiato sospeso e non vedi l’ora di proseguire.

lunedì 13 aprile 2026

 In libreria



Titolo: Maledizione Notre-Dame

Autore Barbara Frale

Casa editrice: Newton ompton

Pubblicazione: 3 aprile 2026

Trama:


Parigi, 1302.


C’è una maledizione che aleggia sulla porta sinistra della facciata di Notre- Dame, quella forgiata dal geniale fabbro Biscornet con l’aiuto del Maligno: chi la attraversa nelle notti di luna nera può evocare lo spirito del fabbro e chiedere il suo aiuto per compiere imprese impossibili a un comune mortale.
A questa leggenda pensa il re di Francia Filippo il Bello, proprio in una notte di luna nera. Una minaccia inimmaginabile incombe sul suo regno, e per allontanarla il sovrano è disposto a tutto, anche ad attraversare quella soglia maledetta.


Nello stesso momento, a Roma, il sonno di Dante Alighieri è turbato da un incubo: una foresta oscura, popolata di fiere e attraversata da un sentiero che conduce a una terribile porta… È la porta dell’Inferno, che lo attende come un sinistro presagio di dannazione.


Quando la giovane Maddalena Caetani, nipote di papa Bonifacio VIII, scompare misteriosamente nel nulla, i sospetti si addensano proprio su Dante, che ha lasciato Roma pochi giorni prima. L’A­lighieri intende vendicarsi di Bonifacio VIII che ha favorito la sua condanna all’esilio? Oppure è stato il re di Francia a ordinare quel sequestro, per tenere il papa sotto ricatto?


Qualcuno ha davvero attraversato la porta maledetta di Notre-Dame e stretto un oscuro patto con il demonio. Un nemico senza volto si muove nell’ombra, deciso a scatenare una guerra all’ultimo sangue tra Filippo il Bello e Bonifacio VIII, pronto a sacrificare senza il minimo scrupolo tutte le vite innocenti che serviranno per raggiungere il suo scopo.

venerdì 10 aprile 2026

In Libreria





Titolo: Scomparsa. La spiaggia

Autore Karen Sander

Casa editrice: Giunti

Pubblicazione: 8 aprile 2026

Trama: La diciannovenne Lilli Sternberg, una ragazza sorda dal passato traumatico, scompare senza lasciare traccia. Ha appuntamento in spiaggia con la sua amica del cuore Fabienne ed è molto strano che non ci sia perché non è da lei arrivare in ritardo, né tantomeno non presentarsi. La polizia, guidata dal commissario capo Tom Engelhardt, setaccia immediatamente l’intera zona. Siamo sulla costa del Mar Baltico, tra foreste impenetrabili e oscuri acquitrini. Un’area molto vasta e difficile da perlustrare. E quando in uno stagno viene rinvenuta la bicicletta della ragazza, si comincia a temere il peggio… L’unica pista per le indagini è l’ultimo messaggio che Lilli ha inviato sul cellulare di Fabienne: la foto di una sequenza di segni apparentemente casuali disegnati sulla sabbia. Per decifrare il misterioso indizio viene richiesto l’aiuto della crittografa Mascha Krieger. Ma gli investigatori brancolano nel buio: si tratta di un rapimento? Di una lettera d’addio in codice? Un caso che sconvolge la piccola cittadina di Sellnitz e che riapre una ferita vecchia di anni: quella della morte della madre di Lilli, proprio nello stesso tratto di spiaggia… Karen Sander torna in libreria con il primo avvincente capitolo di una trilogia thriller che ha scalato le classifiche tedesche e ha avuto così tanto successo da richiedere uno spin-off. Un mistero oscuro e intricato che vi terrà incollati alle pagine. 

giovedì 9 aprile 2026

 Serial killer

John J. Joubert

 




Nato nel luglio del 1963 a Lawrence (Massachusetts), la sua infanzia è stata segnata dal divorzio dei suoi genitori quando aveva appena 6 anni e nel 1974, con la sorellina e la madre si trasferirono in un piccolo appartamento a Portland, nel Maine. In questo periodo avrebbe voluto continuare a vedere il padre, ma non gli fu permesso, e continuò a crescere con la madre autoritaria.

E se a casa il rapporto con la madre era teso, a scuola le cose non andavano certo meglio. Infatti, mentre i suoi voti erano buoni avendo anche diversi interessi extrascolastici (suonava nella banda musicale della scuola, correva nella squadra di atletica e frequentando gli Scout), era diventato il bersaglio di alcuni ragazzi che lo bullizzavano.

Forse proprio come risposta a tutto questo che ha iniziato ad avere pulsioni sadiche, sognando anche di uccidere perfetti sconosciuti.

A 13 anni il suo primo atto di violenza, quando provò ad accoltellare una ragazzina con una matita, mentre il giorno successivo, con una lametta da barba, ferì un'altra ragazza. Atti che però non portarono a nessuna incriminazione.

Le cose cambiarono il 22 agosto 1982, quando Richard Stetson, un ragazzino di appena undici anni, uscì di casa per fare jogging, senza però fare ritorno. Siamo a Portland, nel Maine. I suoi genitori avvertirono prontamente le forze dell’ordine ed iniziarono le ricerche. Ma il corpo del ragazzino fu rinvenuto il giorno dopo la scomparsa sul ciglio della Interstate 295.

Il corpo di Richard era stato trovato con segni dell’aggressione, era stato spogliato e l’aggressore l’aveva accoltellato e strangolato. E lo aveva anche morso.

Per l’omicidio di Richard venne arrestato un uomo che passò in carcere circa un anno e mezzo prima di essere scagionato completamente, infatti, il confrontato la sua dentatura con il calco del morso su Richard non corrispondeva.

Poco più di un anno dopo la scomparsa di Richard, nel settembre del 1983, una nuova vittima: Danny Joe Eberle, di 13 anni. Danny consegnava i giornali porta a porta e scomparve il 18 settembre 1983 a Bellevue, in Nebraska. Danny fi ritrovato 3 giorni.  Anche lui era sta spogliato e come Richard sul corpo erano presenti diverse ferite da taglio. Le indagini sulla scomparsa di Danny (prima del ritrovamento del cadavere quindi) furono affidate all’FBI, competente per questo genere di reati. Vennero seguite diverse piste e anche in questo caso venne individuato un sospettato, ma rilasciato poco dopo perché non corrispondeva al profilo criminale elaborato dai federai.

Il 2 dicembre 1983, scomparve Christopher Walden, un ragazzino di 12 anni. Il suo corpo venne ritrovato due giorni dopo. Questo crimine aveva alcuni aspetti in comune alla morte di Danny (l’arma del delitto, il profilo geografico), ma anche alcune differenze: in questo caso, il ragazzo, non era stato legato.

Nella zona si era creato il panico e la polizia aveva iniziato a seguire diverse piste e segnalazioni, come quella di un insegnate di suola media che aveva visto aggirarsi, nei pressi della sua scuola, una vettura sospetta. Aveva segnalato la targa alle autorità che, quando la controllarono, scoprirono che era una vettura presa a noleggio da John Joubert. Proseguendo le indagini scoprono anche che John Joubert aveva una macchina compatibile con quella descritta da diversi testimoni oculari. L’FBI ha quindi perquisito l’abitazione di Joubert trovando una corda compatibile a quella usata per immobilizzare Danny.

Joubert venne quindi arrestato.

Un poliziotto del Meine lesse la notizia e si incuriosì. Questo poliziotto aveva lavorato all’omicidio del piccolo Richard e aveva notato alcune similitudini tra il suo caso e i due in Nebraska. Chiese il confronto tra i denti di Joubert e il calco sul corpo di Richard. I due morsi erano uguali.

Joubert, a questo punto, di dichiarò colpevole dell’omicidio dei due ragazzini del Nebraska. Una perizia psichiatrica lo descriveva come affetto da disturbo ossessivo-compulsivo, tendenze sadiche e disturbo schizoide di personalità, ma, secondo la perizia, era in gradi di intendere e volere nell’atto di compiere i delitti.

Fu condannato a morte per i due omicidi del Nebraska. Venne anche processato nel Maine e condannato all’ergastolo per l’omicidio di Richard (il Maine ha abolito la pena di morte).

Joubert fu giustiziato il 17 luglio 1996.

mercoledì 8 aprile 2026

 In libreria


Titolo: L’inquilina

Autore Freida McFadden

Casa editrice: Newton Compton Editori

Pubblicazione: 8 aprile 2026

Trama: Blake Porter sta vivendo il momento migliore della sua vita: una brillante carriera, una recente promozione e un futuro tutto da costruire con la sua fi danzata, Krista. Finché, all’improvviso, tutto cambia. Accusato ingiustamente di aver danneggiato la sua azienda, Blake viene licenziato e si ritrova con una reputazione distrutta. E così, incapace di pagare il mutuo del nuovo appartamento dove vive con Krista, è costretto a trovare un modo per tirare avanti. Ed ecco che arriva Whitney. Bella, affascinante, alla mano, e in cerca di una stanza in affitto. Sembra la soluzione perfetta per Blake. O forse no. Perché qualcosa non torna. I vicini iniziano a comportarsi in modo strano. Un odore di decomposizione invade la casa, nonostante le pulizie. Rumori inquietanti lo svegliano nel cuore della notte. E Blake comincia a temere che qualcuno conosca i suoi segreti più oscuri… Il pericolo si nasconde tra le mura di casa, e quando se ne rende conto è troppo tardi. La trappola è già scattata.

martedì 7 aprile 2026

 

Matlock

 

 


Sulla piattaforma Paramount è disponibile la serie tv Matlock, ispirato al celebre legal-drama degli anni '80. La serie originale, andata in onda dal 1986 al 1995, vedeva come protagonista Andy Griffith nel ruolo dell'astuto avvocato difensore Ben Matlock, di Atlanta, famose per le sue arringhe finali e le indagini private volte a scagionare il proprio cliente.

La nuova versione di Matlock è però un’operazione brillante perché, pur citando la vecchia serie in ogni puntata, se ne distacca per ambientazione, e mescola il fascino dei classici procedurali con un tocco moderno.

La serie si apre con Madeline "Mat" Matlock (interpretata da Kathy Bates), un avvocato settantenne, che si intrufola in una riunione nello studio legale Jacobson Moore alla ricerca di un lavoro. Lei, che racconta di essere stata un avvocato nella sua città natale ma che non esercita più, da poco vedova di un uomo che la tradiva e che aveva sperperato tutti i loro soldi, con un nipote da accudire, ha bisogno di rientrare al lavoro per guadagnare soldi (il suo scopo dichiarato è quello di poter lavorare nel campo del diritto farmaceutico proprio perché in quell’ambito girano più soldi). E oltre la bravura nel campo legale mette a disposizione anche un aspetto da nonnina innocua che spesso passa inosservato (come ha dimostrato riuscendo ad introdursi nello studio). Riesce così a farsi assumere. La serie segue quindi l’evoluzione di una trama orizzontale ma con casi penali per ogni puntata. Ed è proprio la missione di Metlock a tenerci incollati alla tv.

Ma alla fine della prima puntata scopriamo il vero motivo che l’ha portata a farsi assumere proprio in quel prestigioso studio di New York, e non è pagare le bollette, ma qualcosa di molto personale. 

L’interpretazione di Kathy Bates e grandiosa e il personaggio sembra scritto apposta per lei. Riesce ad essere una vecchietta indifesa e un’abile stratega nel giro di poche scene.

Ma insieme a lei vengono ben sviluppati tanti personaggi. Molto bello, nella prima stagione, il rapporto tra Metlock e il suo superiore, Olympia Lawrence (interpretato da Skye P. Marshall) un avvocato rampante e a tratti arrivista che spesso fa trasparire il suo lato umano, un rapporto che si inclina nella seconda stagione facendo aumentare la tensione narrativa. La squadra di Olympia, oltre a Metlock, ha altri due giovanissimi praticanti Billy Martinez (David Del Rio) e Sarah Franklin (Leah Lewis). Giovani e amici, sono diversissimi tra loro, il primo empatico e pronto ad aiutare tutti, l’altra fredda arrivista. Personaggi non comprimari ma fondamentali nella narrazione.

 In libreria

Le madri bugiarde

Katherine Faulkner


 

Quando una giovane tata viene trovata morta in circostanze misteriose, il caso attira l’attenzione di Tash, in cerca di una storia per lanciare la sua carriera di giornalista freelance. Ma, oltre che di uno scoop, c’è anche un’altra cosa di cui Tash sente il bisogno: nuovi amici che la aiutino ad affrontare la maternità.
Pensa di poterli trovare tra i genitori dei compagni di suo figlio. In particolare le altre madri. Un gruppo di donne sofisticate che vivono in un quartiere di viali alberati e splendide case. Tutto quello che Tash vorrebbe essere. Quando la accolgono nella loro cerchia, Tash scopre la vita che ha sempre sognato: le eleganti abitazioni a schiera londinesi sono ben lontane dalla sua casetta subissata dalle bollette. E così viene velocemente trascinata nel loro ricco mondo fatto di caffè, cocktail e cene eleganti.
Ma quando è rinvenuto un altro corpo senza vita, in lei cresce il sospetto che, sotto la sfavillante superficie, la comunità nasconda inquietanti segreti. Più Tash indaga, più si ritrova a disagio vicino alle altre madri. Queste donne sono davvero sue amiche? O c’è un’altra ragione più pericolosa per cui è stata accettata così rapidamente nel loro mondo esclusivo? Chi, esattamente, sta indagando su chi?

venerdì 3 aprile 2026

 

L’uomo dagli occhi tristi

Pierluigi Pulixi




 

L’esordio del commissario Vito Strega (uno dei personaggi preferiti da Pulixi) è del 2015 con Il canto degli innocenti (Edizioni E7O ripubblicato nel 2025 da Rizzoli). Ora torna, nell’ottavo volume della saga, con L’Uomo dagli occhi tristi (anche se in questa storia Strega ha un ruolo marginale). Anche in questo caso però la bravura di Piergiorgio è di inserire un complesso caso da risolvere nella vita vera dei protagonisti del romanzo, che, oltre ad affrontare l’indagine devono lottare con i propri demoni.

Siamo, naturalmente, in Sardegna, nella zona dell’Alta Ogliastra. Qui, sopra un’imbarcazione che va alla deriva in un lago, viene trovato il corpo di un giovane, particolarità, il ragazzo è travestito da donna. Vista la poca preparazione delle forze dell’ordine locali, ad indagare sull’omicidio vengono chiamate le ispettrici Mara Rais ed Eva Croce (le due fidate collaboratrici di Strega). Il loro compito però è quello di chiude il caso senza clamore. C’è infatti il rischio che questo caso vada a danneggiare una grossa inchiesta portata avanti dalla Direzione Distrettuale Antimafia della regione al cui centro c’è la figura di Daniele Enna. Enna non solo è il proprietario del motoscafo dove è stato ritrovato il corpo, ma è anche un politico in rampa di lancio, ex sindaco proprio di quelle zone, poi consigliere regionale e pronto alla candidatura come presidente della regione, ma soprattutto un politico amato dalla sua gente. Il sospetto degli inquirenti è che dietro la sua immagine pubblica si nasconda una rete di interessi e ricatti (Enna punta molto sul tema delle rinnovabili). Ma le due ispettrici devono anche combattere con i loro problemi personali. Mara, infatti, si trova al centro di un brutto divorzio con l’ex marito che vuole toglierle la possibilità di stare con sua figlia, mentre Eva deve affrontare un fantasma del passato di cui nessuno è a conoscenza. E se non bastasse le due donne sono seguite da qualcuno che ha mire di vendetta nei loro confronti.

Pulixi riesce ad alternare momenti di pura adrenalina con pagine più riflessive ma senza far venire meno la tensione. E, come spesso accade nei suoi romanzi, la Sardegna diventa quasi un personaggio aggiuntivo e non solo un palcoscenico dove si muovono i protagonisti. Le sue descrizioni fanno vedere una bellezza mozzafiato, ma non rinuncia mai a raccontare anche la Sardegna lontana dal turismo e rurale.

Il finale ci fa anche intuire di aspettarci un nuovo capitolo della storia, infatti, mentre il crimine viene risolto, i problemi di Mara Rais ed Eva Croce sono tutt’altro che risolti e coinvolgeranno anche Strega.