Guerrieri - La regola dell'equilibrio
Nel 2007 ci aveva provato Mediaset a portare sul
piccolo schermo l’avvocato Guerrieri, iconico personaggio creato da Gianrico
Carofiglio. Il ruolo del protagonista era stato affidato ad Emilio Solfrizzi e
la regia era firmata da Alberto Sironi (regista anche di Montalbano). La
trasposizione di Testimone inconsapevole (l’omonimo libro è stato editato da
Sellerio nel 2002) e Ad occhi chiusi (stesso editore uscito nel 2003), non ha
avuto l’apprezzamento che ci si aspettava.
A quasi vent’anni di distanza, Guerrieri torna in
TV, questa volta sulle reti Rai.
Guerrieri è interpretato da Alessandro Gasmann en
tra i protagonisti vediamo anche Ivana Lotito (Annapaola Doria), Anita Caprioli
(Nadia Greco), Michele Venitucci (Carmelo Tancredi), Lea Gavino (Consuelo Favia),
Stefano Dionisi (Piero Larocca).
Guerrieri è un avvocato brillante ma alla sua vita
professionale, costellata di successi, non corrisponde una vita privata serena,
con un matrimonio fallito e le notti passate sul divano del suo studio per
sentirsi meno solo.
La serie riprende tre libri di Carofiglio: Ragionevoli
dubbi (Sellerio 2006), dove Guerrieri prende le difese di Fabio Paolicelli,
accusato di traffico internazionale di stupefacenti; Le perfezioni
provvisorie (Sellerio 2010), l’avvocato viene assunto per ritrovare
Manuela, una ragazza scomparsa 6 mesi prima dai Trulli; Colpevole, racconto
inedito con Guerrieri che viene assunto per difendere Angelo Venturi, il barman
del Chelsea, il locale della sua amica e cliente Nadia. Ma il filo conduttore
di tutti gli episodi è legato all’ultimo romanzo che ha ispirato questa prima
stagione La regola dell’equilibrio (Einaudi 2014), il giudice Piero
Larocca, amico di vecchia data di Guerrieri, è accusato di corruzione e chiede
proprio a Guerrieri di difenderlo. Quella contro Larocca è un accanimento della
Procura di Foggia contro un collega che ha avuto successo oppure c’è dietro
qualcosa di più?
Se la narrazione riesce ad essere abbastanza fedele
ai romanzi, forse manca quel senso di malinconia che caratterizza Guerrieri.
Nei libri è sempre ben descritto l’animo tormentato di Guerrieri, spesso ad un
passo dal lasciare l’avvocatura. Un malessere, per esempio, che nei libri
vediamo anche nel rapporto di Guerrieri con il sacco da box, che non è solo un
modo per boxare dentro casa, ma alle volte un interlocutore.
Altra differenza, magari solo stilistica, è che nei
libri non manca né la musica ne i libri (Carofiglio addirittura inventa titoli
e citazioni per esigenze narrative), cosa che troviamo poco o nulla nella
trasposizione televisiva.
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