giovedì 23 aprile 2026

 

Guerrieri - La regola dell'equilibrio


 


Nel 2007 ci aveva provato Mediaset a portare sul piccolo schermo l’avvocato Guerrieri, iconico personaggio creato da Gianrico Carofiglio. Il ruolo del protagonista era stato affidato ad Emilio Solfrizzi e la regia era firmata da Alberto Sironi (regista anche di Montalbano). La trasposizione di Testimone inconsapevole (l’omonimo libro è stato editato da Sellerio nel 2002) e Ad occhi chiusi (stesso editore uscito nel 2003), non ha avuto l’apprezzamento che ci si aspettava.

A quasi vent’anni di distanza, Guerrieri torna in TV, questa volta sulle reti Rai.

Guerrieri è interpretato da Alessandro Gasmann en tra i protagonisti vediamo anche Ivana Lotito (Annapaola Doria), Anita Caprioli (Nadia Greco), Michele Venitucci (Carmelo Tancredi), Lea Gavino (Consuelo Favia), Stefano Dionisi (Piero Larocca).

Guerrieri è un avvocato brillante ma alla sua vita professionale, costellata di successi, non corrisponde una vita privata serena, con un matrimonio fallito e le notti passate sul divano del suo studio per sentirsi meno solo.

La serie riprende tre libri di Carofiglio: Ragionevoli dubbi (Sellerio 2006), dove Guerrieri prende le difese di Fabio Paolicelli, accusato di traffico internazionale di stupefacenti; Le perfezioni provvisorie (Sellerio 2010), l’avvocato viene assunto per ritrovare Manuela, una ragazza scomparsa 6 mesi prima dai Trulli; Colpevole, racconto inedito con Guerrieri che viene assunto per difendere Angelo Venturi, il barman del Chelsea, il locale della sua amica e cliente Nadia. Ma il filo conduttore di tutti gli episodi è legato all’ultimo romanzo che ha ispirato questa prima stagione La regola dell’equilibrio (Einaudi 2014), il giudice Piero Larocca, amico di vecchia data di Guerrieri, è accusato di corruzione e chiede proprio a Guerrieri di difenderlo. Quella contro Larocca è un accanimento della Procura di Foggia contro un collega che ha avuto successo oppure c’è dietro qualcosa di più?

Se la narrazione riesce ad essere abbastanza fedele ai romanzi, forse manca quel senso di malinconia che caratterizza Guerrieri. Nei libri è sempre ben descritto l’animo tormentato di Guerrieri, spesso ad un passo dal lasciare l’avvocatura. Un malessere, per esempio, che nei libri vediamo anche nel rapporto di Guerrieri con il sacco da box, che non è solo un modo per boxare dentro casa, ma alle volte un interlocutore.

Altra differenza, magari solo stilistica, è che nei libri non manca né la musica ne i libri (Carofiglio addirittura inventa titoli e citazioni per esigenze narrative), cosa che troviamo poco o nulla nella trasposizione televisiva.

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