The
Diplomat
Arrivata alla terza
stagione su Netflix, e in attesa della quarta già annunciata, The Diplomat è un
thriller politico ad alta tensione.
Tutto ruota intorno a Kate Wyler (interpretata da Keri Russell che per
questo ruolo nel 2026 ha vinto l’Actor Awards 2026). Kate è una diplomatica di
carriera, sposata con Hal Wyler (Rufus Sewell), anche lui impegnato nel corpo
diplomatico degli Stati Uniti che spesso ha fatto ombra sulla carriera della
moglie. Kate, abituata a prestare servizio in zone di guerra, è pronta per una
nuova missione diplomatica, ed è pronta ad andare in Afghanistan, ma i piani
cambiano rapidamente, un attacco terroristico ad una portaerei britannica
spinge il Presidente degli Stati Uniti a nominarla ambasciatrice in Inghilterra
e viene catapultata a Londra.
A Londra si troverà al
centro dell’azione politica, dovrà gestire un ufficio complesso in un momento
delicato come un attacco terroristico, trovare un equilibrio tra diplomazia e
il lavoro della CIA, creare un rapporto con un Primo Ministro inglese
tutt’altro che malleabile e con un ministro degli Esteri meno impulsivo ma in
contrasti con il Premier, in più deve cercare di non far naufragare il proprio
matrimonio con Hal che spesso si intromette nel lavoro della moglie. Proprio il
rapporto Kate-Hal è il cuore pulsante della serie, perché il loro non è solo un
matrimonio in crisi, ma anche una partnership professionale. Hal, infatti,
sembra sempre pronto a dare una mano alla moglie, ma alle volte sembra soffrire
il suo essere “marito dell’ambasciatrice”. Le azioni di Hal sembrano sempre
avere un secondo fine, e sempre a sottolineare il suo ruolo nella diplomazia
USA.
Interessante anche il
rapporto tra Kate e il ministro degli Esteri britannico (interpretato da David
Gyasi). Un rapporto che alle volte sembra andare oltre il professionale.
La serie è scritta da
Debora Cahn, tra gli autori di The West Wing, serie che raccontava il lavoro
dell’ala ovest della Casa Bianca, dove lavora il Presidente degli Stati Uniti.
In qualche modo se con The West Wing si voleva raccontare la politica USA vista
dallo Studio Ovale ora si guarda la stessa politica da oltre oceano.
Il finale di ogni
stagione lasciano con il fiato sospeso e non vedi l’ora di proseguire.
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