martedì 14 aprile 2026

 

The Diplomat




 

Arrivata alla terza stagione su Netflix, e in attesa della quarta già annunciata, The Diplomat è un thriller politico ad alta tensione.  Tutto ruota intorno a Kate Wyler (interpretata da Keri Russell che per questo ruolo nel 2026 ha vinto l’Actor Awards 2026). Kate è una diplomatica di carriera, sposata con Hal Wyler (Rufus Sewell), anche lui impegnato nel corpo diplomatico degli Stati Uniti che spesso ha fatto ombra sulla carriera della moglie. Kate, abituata a prestare servizio in zone di guerra, è pronta per una nuova missione diplomatica, ed è pronta ad andare in Afghanistan, ma i piani cambiano rapidamente, un attacco terroristico ad una portaerei britannica spinge il Presidente degli Stati Uniti a nominarla ambasciatrice in Inghilterra e viene catapultata a Londra.

A Londra si troverà al centro dell’azione politica, dovrà gestire un ufficio complesso in un momento delicato come un attacco terroristico, trovare un equilibrio tra diplomazia e il lavoro della CIA, creare un rapporto con un Primo Ministro inglese tutt’altro che malleabile e con un ministro degli Esteri meno impulsivo ma in contrasti con il Premier, in più deve cercare di non far naufragare il proprio matrimonio con Hal che spesso si intromette nel lavoro della moglie. Proprio il rapporto Kate-Hal è il cuore pulsante della serie, perché il loro non è solo un matrimonio in crisi, ma anche una partnership professionale. Hal, infatti, sembra sempre pronto a dare una mano alla moglie, ma alle volte sembra soffrire il suo essere “marito dell’ambasciatrice”. Le azioni di Hal sembrano sempre avere un secondo fine, e sempre a sottolineare il suo ruolo nella diplomazia USA.

Interessante anche il rapporto tra Kate e il ministro degli Esteri britannico (interpretato da David Gyasi). Un rapporto che alle volte sembra andare oltre il professionale.

La serie è scritta da Debora Cahn, tra gli autori di The West Wing, serie che raccontava il lavoro dell’ala ovest della Casa Bianca, dove lavora il Presidente degli Stati Uniti. In qualche modo se con The West Wing si voleva raccontare la politica USA vista dallo Studio Ovale ora si guarda la stessa politica da oltre oceano.

Il finale di ogni stagione lasciano con il fiato sospeso e non vedi l’ora di proseguire.

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