lunedì 20 aprile 2026

 

Quello che non uccide

David Lagercrantz


 

Quella che è stata affidata a David Lagercrantz non era impresa facile, e se proprio non ci fosse riuscito a portarla a termine, credo che ci sia andato vicinissimo.

Stieg Larsson, uno dei migliori autori svedesi contemporanei, ci lascia, prematuramente, nel 2004. Giornalista investigativo (si era occupato in particolare di gruppi di estrema destra nel suo paese), aveva un sogno nel cassetto, diventare uno scrittore di gialli. Nel 2004, l’anno della sua morte, contatto un editore per consegnare i primi tre capitoli di quella che lui aveva pensato come una saga di una decina di volumi. Larsson non vedrà mai pubblicato il suo capolavoro, ma la trilogia Millenium diventerà un caso letterario mondiale con milioni di volumi venduti.  Creando anche non poche polemiche tra la compagna dello stesso Larson e la sua famiglia di origine per l’eredità letteraria.

Dopo 7 anni dalla pubblicazione dell’ultimo libro firmato (e dopo che i libri avevano già avuto una loro trasposizione cinematografica, e addirittura un remake americano oltre agli originali svedesi) viene chiesto a David Lagercrantz di portare avanti la serie.

Nel 2015 esce così “Quello che non uccide”.

La storia prosegue da dove avevamo lasciato i nostri protagonisti. Mikael Blomkvist è alla ricerca di un nuovo scoop, soprattutto perché la sua rivista non naviga in ottime acque e lui e la sua socia, Eika, hanno venduto alcune quote della rivista ad un network editoriale norvegese che vorrebbe trasformare e rendere la rivista più “patinata”. Lisbeth Salander invece continua a vivere chiusa nel suo appartamento, lontana da tutti. Siamo nel 2015 e vediamo i primi tentativi dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale. Uno dei più grandi esperti della materia, dopo essere tornato in Svezia dagli Stati Uniti per prendersi cura del figlio autistico "savant", entra in contatto con Blomkvist. L'uomo sostiene di avere informazioni esplosive ma viene ucciso davanti gli occhi del figlio autistico e dello stesso Blomkvist. Lisbeth, che si era intrufolata nel sistema dell’NSA americana, vuole aiutare il bambino che è diventato testimone oculare dell’omicidio.  

Sicuramente ci troviamo davanti ad un’operazione commerciale (e non sarebbe la prima del genere), ma ben riuscita. Infatti, il libro è piacevole e scorre bene, con un buon ritmo e un intreccio narrativo che regge il paragone dell’opera di Larson, e i personaggi principali ci sembrano ricalcare molto quelli dello stesso Larson.

Magari mancano le digressioni del padre di Millenium che ci aveva abituati anche a pagine di denuncia sociali e lunghe descrizioni che qui un pochino mancano.

Notizia di questi ultimi tempi, invece, stanno per iniziare le riprese di una serie televisiva sul primo volume della trilogia. Sceneggiatura e produzione sono affidate a Steve Lightfoot e Angela LaManna per Sky Original, e da quello che sappiamo la serie, che verrà girata in Lituania, sarà composta da otto episodi.

 

 

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