martedì 10 febbraio 2026

 In libreria 

Compagni segreti

Xiaolong Qiu



Torna in libreria la pluripremiata serie dell’ispettore Chen al suo tredicesimo episodio, scritto dallo scrittore e traduttore cinese Xiaolong Qiu.

 

Mentre la Cina è scossa da una serie di scandali e da una bolla finanziaria che minaccia di esplodere, l’ex ispettore capo Chen, ora direttore dell’ufficio per la Riforma del sistema giudiziario, riceve una richiesta d’aiuto da Vecchio Cacciatore. L’investigatore privato è alle prese con un incarico affidatogli da una celebre immobiliarista di Shanghai alla disperata ricerca di un certo Xiaohui, più noto come X. In nome dell’antica amicizia che li lega, Chen decide di accettare e, completamente assorto nella nuova indagine, comincia a individuare curiosi parallelismi tra il proprio passato e la storia dell’ex professore di filosofia di cui si sono perse le tracce. Allontanato dall’università dopo i fatti di piazza Tian’anmen, X si nascondeva in una minuscola shikumen di Vicolo della Polvere Rossa, dove si guadagnava da vivere come indovino, interpretando gli ideogrammi seduto su uno sgabello di bambù. Da lì, un giorno, è scomparso. Con l’aiuto di Jin, la sua brillante “piccola segretaria”, Chen farà di tutto per ritrovarlo e permettere così a Mei di salvare l’uomo che la ama in segreto (ricambiato) da quasi quarant’anni. Scoprire che fine ha fatto Xiaohui, che un tempo – proprio come lui – studiava inglese su una panchina del parco del Bund, è per Chen anche un modo di rievocare la propria giovinezza durante la Rivoluzione Culturale. E mentre cerca di ricostruirne la vita, l’ex ispettore capo è preso dall’urgenza non solo di salvare il misterioso X, le cui inclinazioni risuonano sorprendentemente con le sue, ma anche di riscattarsi dai propri errori.

 Serie TV


La sua verità




L’8 gennaio 2026 è uscito sulla piattaforma Netflix la miniserie in 6 episodi La sua verità con Tessa Thompson nella parte di Anna Andrews e Jon Bernthal in quella di Jack Harper.

La sceneggiatura l’adattamento dell’omonimo libro di Alice Feeney (in inglese sia la serie che il libro però si intitolano His & Hers, ovvero lui e lei, che, a mio avviso avrebbe dato ancora di più il senso di questo scontro/incontro tra i due protagonisti).

La storia si apre con l’omicidio brutale di Rachel, un’amica d’infanzia della protagonista Anna. Questo evento riporta Anna nella sua città natale e la costringe a confrontarsi con il suo passato, incluso l’ex marito Jack, ora detective che guida proprio dell’indagine sull’omicidio di Rachel. Sappiamo anche, fin dalle prime battute, che Anna e Jack si sono allontanati circa un anno prima, dopo la prematura morte della loro figlia.

La serie si apre con Anna che torna in un appartamento in piena notte, con una ferita in bocca e bagnata per la pioggia.

La narrazione poi, gioca fin da subito, su piani narrativi differenti, capendo ben presto che la risoluzione del caso va cercata in un passato lontano (quando i protagonisti erano poco più che adolescenti) e con qualche segreto nascosto nel tempo. Altro tema che dà forza alla narrazione e alla trama è il fatto che tutto si svolge in un piccolo paese, un sobborgo di Atlanta, dove tutti si conoscono e dove le vite degli abitanti si intrecciano.

Rachel e Anna erano amiche fin dall’infanzia, come abbiamo detto, e con loro c’era anche la sorella di Jack; lo stesso Jack, lo veniamo a sapere quasi subito, ha una relazione clandestina con Rachel. Tutto si intreccia.

A tutto questo dobbiamo aggiungere che l’interpretazione di Tessa Thompson e Jon Bernthal è un punto di forza della serie, capaci di dare spessore emotivo ai loro ruoli complessi. E poi un grande colpo di scena finale. Quando sembra che tutto sia risolto, che l’assassino venga scoperto, ti accorgi che mancano ancora 20 minuti per la fine della puntata. Io mi sono chiesto: ma cosa dovrà ancora accadere in 20 minuti? E alla fine ti rispondi: deve accadere ancora tutto, perché quella che hai visto fino a quel momento non è la verità. Questo vale il “prezzo” del biglietto. Se la storia e la trama è ben costruita, se la scrittura (se scegliete il libro) o la regia sono all’altezza, vi assicuro che il colpo di scena finale fa la differenza.

La serie rispecchia abbastanza fedelmente la narrazione del libro, anche se ci sono piccolissime differenze. Intanto il libro è ambientato nella campagna inglese (Alice Feeney è cresciuto nell'Essex) mentre la serie, come abbiamo detto, in una cittadina degli USA, questo porta a cambiare la cultura di fondo. Altro cambiamento lo troviamo (poi chissà perché) su alcune identità dei personaggi, per esempio Lexy Jones è l’equivalente della “Cat Jones” del libro.

 


lunedì 9 febbraio 2026

 Il libreria

Il silenzio che resta

di Giuliano Pasini


Una baracca oscura, oltre un ponte. Una figura minacciosa avvolta nell'ombra e un bambino addormentato sotto una coperta rossa. È così che Elena Dal Pozzo vede il figlio Mattia, scomparso da quasi un anno, durante una seduta di ipnoterapia che dovrebbe servire a farle rivivere un momento orrendo per accettarne l'esistenza senza ricorrere al torpore farmacologico in cui si rifugia sempre più spesso. Un tempo è stata una giornalista di valore e prospettiva, era brava. Quando è arrivato Mattia, però, ha dovuto occuparsi della famiglia. Adesso lavora per una piccola emittente locale, ascolta in loop Comfortably Numb dei Pink Floyd per anestetizzare il dolore e tutte le sere cerca di farsi del male. Finché il suo mondo crolla di nuovo. Una telefonata inattesa: una conferenza stampa urgente in questura sembra preludere a qualcosa di grave. Nonostante lo stato alterato, è costretta a muoversi. Viene annunciata la scomparsa di un altro bambino. Nell'anniversario della sparizione di suo figlio. Nello stesso punto. Il passato è pronto a trascinarla di nuovo nell'abisso. Anche perché a guidare le indagini è sempre Santo Mixielutzi, noto in questura come "Sfinge". Un uomo dallo sguardo cupo e dalle poche parole, che sembra non cedere nemmeno davanti al dolore. Un vero professionista che nasconde però un segreto, sepolto sull'isola dove è nato. 

 In libreria



Uscimmo a riveder le stelle di Licia Troisi Marsilio 2025


Licia Troisi ci è ricascata e ci ha regalato un altro giallo godibile e appassionato, ambientato nel mondo scientifico, un mondo che conosce così bene (nel 2012 le è stato conferito il dottorato in astronomia).

Licia Troisi si avvicina al mondo della scrittura giovanissima firmando delle saghe fantasy da milioni di lettori al mondo ma nel 2024 dà una svolta alla sua scrittura e per Marsilio firma prima La luce delle stelle (2024) e poi appunto Uscimmo a riveder le stelle (2025).

Il protagonista in entrambi i volumi e Gabriele Stelle, un giovane ricercatore. Se nel primo romanzo il delitto si consuma dentro le mura domestiche (lo sperduto osservatorio astronomico dove Gabriele lavora, colpito prima da un black-out, e poi il ritrovamento di un cadavere), nel secondo si va in trasferta. La comunità di scienziati è infatti riunita in Lapponia per seguire un convegno e Gabriele, oltre alle incombenze del convegno, deve anche badare ad Alessia, una studentessa di Fisica che gli è stata affibbiata dalla sua capa. E se da una parte il nostro protagonista si deve preoccupare di badare alla giovane, dall’altra il suo rapporto con Mariela, la sua bellissima fidanzata, ha più di una battuta d’arresto.

È a questo punto che viene ritrovato un corpo di una scienziata nella sala server. I sospetti vanno su Nasir Legesse, un ricercatore etiope, che sembra avesse più di un motivo per commettere il delitto. Il problema, per Gabriele, è che Nasir è legato ad Alessia e lei non crede minimamente alla colpevolezza dell’etiope. La giovane studentessa convince quindi Gabriele, oramai conosciuto nell’ambiente per la sua precedente indagine, ad indagare per scagionare Nasir. La narrazione segue così l’indagine non ufficiale di Gabriele insieme ad Alessia, spingendoli oltre la superficie dei fatti e nei meccanismi umani e scientifici che si celano dietro ogni sospetto, ma devono fare i conti anche con la polizia locale che, credendo di aver trovato già il colpevole, non ama vedere i due giovani scienziati in giro.

Ne esce un romanzo più che piacevole, e se manca un po' la suspense dei thriller, la narrazione porta ad un giallo dove ogni passo compiuto dal protagonista ci fa avvicinare alla verità.

 

 

venerdì 6 febbraio 2026

 In Libreria

                                                        L’impronta del lupo





Minneapolis, 2016. Quando un mercante d’armi legato alle gang è vittima di un attentato, gli indizi sembrano puntare verso un suo vicino, Tomas Gomez, che però tutti descrivono come tranquillo e perbene. Eppure Tomas Gomez potrebbe essere il misterioso Lobo, un assassino prezzolato che negli anni Novanta aveva scosso il mondo della criminalità locale con la sua ferocia. Adesso sembra tornato, deciso a regolare vecchi conti in sospeso. Bob Oz è un detective con un passato doloroso e un problema con l’alcol e le donne, che compensa la mancanza di talento non arrendendosi mai. Il caso Gomez lo affascina, suo malgrado. E indagando, contro tutto e tutti, capisce che Lobo – il lupo – non è in cerca di vendetta, ma di giustizia.

(Dal sito dell’Einaudi)  


 True Crime


Cristina Mazzotti la verità dopo cinquant'anni







Il 4 febbraio 2026 la Corte d'Appello di Como ha scritto un altro pezzo di una storia iniziata più di cinquant’anni fa, la sera del 30 giugno 1975.

Cristina Mazzotti era nata nel giugno del 1957 e viveva in una zona esclusiva di Milano (anche se lei era nata a Losanna). Il padre, Elios, era un ricco industriale, e proprio i successi del padre avevano trasformato la ragazza in obiettivo sensibile nel periodo dei sequestri di persona per fini estorsivi. 

Il 30 giugno 1975, Cristina, che aveva da pochissimi giorni compiuto 18’anni, era uscitaper festeggiare la sua maggiore età e la recente promozioni. Con la sua amica, Emanuela Lusari, e il suo fidanzato, Carlo Galli, salirono sulla Mini di Carlo e andarono a fare festa.

Su La Stampa del 2 luglio leggiamo: “Il programma è di trascorrere la serata incontrando un po’ di amici. I tre vanno ad Erba, nel bar «Bosisio» dove trovano un gruppo di ragazzi che li attendono. Alle 22 escono e partono in otto con due auto per un giro in Brianza. Questi giovani hanno una fitta rete di amicizie disseminate per le molte ville; amicizie ravvivate di weekend in weekend. All’una e mezzo la Mini sta per far ritorno alla villa Mazzotti, dopo che gli altri amici, con la seconda auto, se ne sono andati già alle loro abitazioni. La vetturetta, lasciata la Valassina, imbocca la stradina che da Eupilio porta a Galliano”.

A poca distanza da casa, però, la Mini guidata da Carlo viene fermata da quattro uomini a bordo di una Giulia e una Fiat 125. Ma la banda voleva solo Cristina. Quindi legarono Carlo ed Emanuela e li portarono dalle parti di Appiano Gentile. Per Cristina invece era previsto un destino completamente diverso.

La ragazza venne rinchiusa in una buca dentro un garage e poteva respirare solo attraverso un tubo di plastica. Veniva nutrita con un paio di panini al giorno. Per le gravi condizioni in cui viveva Cristina morì tra il 30 luglio e il 1º agosto.

I sequestratori chiesero un riscatto di 5 miliari di lire (poi scesi a poco più di uno). Il riscatto venne pagato, ma a quel punto Cristina era già morta. Il suo corpo venne ritrovato solo agli inizi di settembre.

Le indagini partono a rilento, anzi in una prima fase sembrano non portare a niente. Poi la svolta inaspettata. Libero Ballinari, era un uomo dai legami oscuri e legato alla criminalità. Si reca in una banca Svizzera per provare a ripulire la sua parte del bottino dal sequestro. Ma il fatto destò l’interesse di un’impiegata zelante che avvisò subito la polizia elvetica dell’anomalo versamento. La polizia federale, a sua volta, passò le informazioni ai colleghi italiani che nel giro di poco arrestarono Ballinari. Una volta in carcere a Ballinari ci volle poco per iniziare a collaborare con gli inquirenti. E così fece i nomi di tutti i componenti della banda.

Inizia il processo per 22 imputati davanti al tribunale di Novara. La sentenza di primo grado è nel maggio 1977 e si conclude con 13 condanne di cui 8 ergastoli. La cassazione confermò però solo 4 ergastoli, altri 2 imputati vennero condannati a 30 anni e 5 a più di 20.

Ma la storia non è affatto finita.

Un colpo di scena, inatteso, arriva nel gennaio del 1994. Antonio Zagari era un ‘ndranghetista, figlio del boss Giacomo Zagari. All’inizio degli anni 80 iniziò a collaborare con la giustizia soprattutto per la sua avversione per i sequestri dell’Anonima dell’Aspromonte. Dalle sue dichiarazioni partì l’Operazione Isola Felice, una maxi operazione che portò in carcere diversi esponenti della malavita del varesotto. Tra le altre cose, Antonio Zagari aveva dichiarato che c’era proprio la ‘ndrangheta dietro al sequestro di Cristina. Secondo Zagari però il padre aveva sì organizzato il sequestro ma si era poi tirato indietro, mentre altri affiliato all’Anonima vennero processati. Era la prova che dietro a quel sequestro ci fosse la criminalità organizzata.

Ma la storia non è ancora finita.

Una nuova svolta nelle indagini arriva nel 2007 quando la scientifica riesce ad attribuire al calabrese Demetrio Latella alcune impronte digitali raccolte dalla polizia nel 1975. Latella ammise quindi il suo coinvolgimento nel sequestro. Ma nel 2012 gli imputati (Latella mise in mezzo altre due persone, Giuseppe Calabrò e Antonio Talia) vennero prescritti per sequestro di persona e omicidio volontario.

Dobbiamo aspettare altri 3 anni. Nel 2015 la Corte di Cassazione stabilisce che le pene la cui condanna arriva all’ergastolo è in pratica imprescrivibile, quindi l’omicidio volontario (pena minima 21 anni) con le aggravanti poteva avere come risultato, appunto l’ergastolo.

Fabio Repici, il nuovo avvocato della famiglia Mazzatti, presenta un nuovo esposto contro la prescrizione di Latella, Calabrò e Talia. Si riaprono le indagini condotte da Stefano Civardi, sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia di Milano, che vengono concluse il 9 novembre 2022 e parte un nuovo processo davanti la Corte d’Assise di Como.

Ora siamo alla stretta cronaca. Il 4 febbraio 2026 viene emessa la sentenza contro Latella, Calabrò e Talia. I primi due vengono condannati all’ergastolo per aver fatto parte del commando che sequestrò la ragazza, mentre viene assolto Talia.

Oltre a far definitivamente luce su questo caso, è da segnalare in particolare la condanna di Calabrò. Alessandra Dolci, coordinatrice della DDA di Milano, definisce Calabrò “personaggio autorevole nel mondo calabrese”. Calabrò ha collezionato diverse condanne ma, nonostante i sospetti, non si era mai riusciti ad affermare la sua affiliazione alla criminalità organizzata. Il suo nome era anche emerso dall’inchiesta “Doppia curva” sulle infiltrazioni della mafia nelle curve milanesi, ma non si era proceduto a nessuna incriminazione.

Ora una condanna all’ergastolo pesantissima.

 

giovedì 5 febbraio 2026

 

Il ritorno di Michael Haller



Doppia uscita per l’avvocato della Lincoln. Infatti, mentre esce in libreria per le edizioni Piemme Nessuna via d’uscita, Netflix manda in onda la quarta stagione di Avvocato di difesa – The Lincoln Lawyer.

 

Nessuna via d’uscita

L'avvocato Haller torna con un caso più attuale che mai: una causa contro un colosso dell'Intelligenza Artificiale, che potrebbe essere responsabile dell'omicidio di una ragazzina. Dopo il suo percorso di "rinascita", Mickey Haller prende una nuova direzione e si dedica a un caso d'interesse pubblico, intentando una causa civile contro una società di Intelligenza Artificiale il cui chatbot avrebbe suggerito a un sedicenne di uccidere la sua ex ragazza perché lo aveva tradito. Rappresentando la famiglia della vittima, Mickey esplora il mondo dell'IA, in rapida espansione e in gran parte non regolamentato. Durante il processo, lo affianca il giornalista Jack McEvoy che vorrebbe assistere in silenzio per scrivere un libro sul caso. Ma Mickey lo mette subito al lavoro, affidandogli l'analisi della montagna di documenti emersi durante la fase di ricerca delle prove. Le indagini di McEvoy portano alla scoperta del testimone chiave: un informatore che fino ad allora aveva avuto troppa paura per parlare. Il caso è estremamente pericoloso, perché in gioco ci sono miliardi di dollari. Si dice che le macchine abbiano superato l'intelligenza umana nel 1997, quando il Deep Blue dell'IBM ebbe la meglio sul maestro di scacchi Garry Kasparov con una mossa chiamata "il sacrificio del cavallo". Haller adotterà una strategia simile in tribunale per cercare di sconfiggere le immense forze dell'industria dell'IA schierate contro di lui e i suoi clienti (la sinossi dal sito della casa editrice).


Avvocato di difesa – The Lincoln Lawyer

 

In onda dal 5 febbraio, questa stagione, formata da 10 episodi, è tratta dal romanzo di Connell La legge dell'innocenza uscito nel 2013. Questa volta Heller deve affrontare il caso più difficile ed importante di tutta la sua carriera, perché ad essere sotto processo è lui, accusato di omicidio. Alla fine della terza stagione, infatti, mentre tornava a casa a bordo della sua Lincoln, Heller era stato fermato da un poliziotto per un controllo (la sione, e il finale della quarta ci presenta già un nuovo personaggio interpretato da Cobie Smulders (famosa come Robin Scherbatsky in How I Met Your Mother).