TRUE CRIME
CAROL MALTESI, IN LINEA CON L'ASSASSINO
Quante
volte ci siamo imbattuti, nel mondo letterario, nel classico giornalista
investigatore? Pensiamo a Mikael Blomkvist, inventato da Stieg Larsson e
protagonista della serie Millennium, o a Jack McEvoy di Michael Connelly, e,
per restare in Italia, a Saverio Lamanna di Gaetano Savatteri, protagonista dei
romanzi ambientati a Màkari e diventati anche una serie TV. E quando una storia
che sembra uscita da un libro diventa realtà? In questa storia gli ingredienti
ci sono tutti, anche il giornalista investigatore.
Ma andiamo
con ordine.
Il 20
marzo del 2022 un uomo sta camminando spensierato lungo una strada di montagna
in provincia di Brescia. Ad un certo punto scorge quattro sacchi, quelli per la
spazzatura per intenderci, in un dirupo. È infastidito più che arrabbiato. Non
era infatti la prima volta che quel dirupo veniva scambiato per una discarica
da qualche vandalo che passava nella zona. Siamo a Borno, un paesotto di
neanche 2500 persone a quasi mille metri di altezza sul livello del mare.
L’uomo decide di andare a vedere cosa ci fosse in quei sacchi. Ma quello che
scopre è raccapricciante: lì dentro c’è un corpo smembrato.
Intervengono
subito le forze dell’ordine. Ma il lavoro non è semplice. Il corpo, come
abbiamo detto, era stato smembrato, e probabilmente anche tenuto in un
congelatore, e in questo modo sarà difficile capire quando è avvenuto
l’omicidio. Ma il problema principale è anche dare un mone a quel corpo.
E qui
entra in scena il nostro giornalista/investigatore.
Andrea
Tortelli è il direttore del giornale online BsNews.it, un piccolo giornale
locale, e appena saputa la notizia Tortelli la copre con alcuni servizi. Parla
dei tatuaggi, 11 in tutto, e li descrive sul suo giornale. I lettori commentano
la notizia apparsa on-line, ma alcuni fanno qualcosa di più, contattano
Tortelli e gli segnalano che quei tatuaggi sono simili a quelli di una certa
Charlotte Angie, una ragazza di 26 anni, attrice hard, il cui vero nome,
scoprirà in pochi minuti Tortelli, è Carol Maltesi. Possibile quindi che il corpo
ritrovato nel dirupo sia quello di Carol? Andrea decide di approfondire e
scopre che da un po' di tempo la ragazza sembra scomparsa, tanto che non posta,
sui suoi social, da un po' di tempo.
Trova il
suo numero di telefono e la chiama, ma la ragazza non risponde. Così le manda
un messaggio. Inaspettatamente però al messaggio ha una risposta. Così Andrea
inizia ad avere uno scambio di messaggi.
Intervistato
da Vanity Fair Tortelli spiega: «Dopo qualche ora di indagine mi era già chiaro
che le coincidenze tra il cadavere ritrovato a pezzi a Borno e l’attrice hard
Charlotte Angie erano troppe», e prosegue «C’era una possibilità su milioni
che, nell’arco di qualche centinaio di chilometri, esistessero due donne con
medesimo peso, altezza, età e numerosi tatuaggi coincidenti in punti precisi
del corpo. Ma, di fronte quell’unica possibilità, ho deciso, per dovere, di
fare l’ultima verifica, prendendo contatto diretto con l’utenza telefonica di
Carol». Tornelli, che cercava conferme alla morte della ragazza, alla fine
aveva iniziato a chattare con una persona, e se all’inizio pensava che la
ragazza fosse viva e stesse comunicando con lui, ad un certo punto aveva chiaro
che a rispondergli era, probabilmente, l’assassino. A quel punto era davanti ad
un dilemma: scrivere l’articolo della vita oppure prendere tutto il materiale
raccolto e andare dalle forze di polizia e denunciare la cosa?
«Quando ho
capito che a rispondere era lui - invece di scrivere subito un articolo con i
nomi oppure indagare ancora e addirittura presentarmi sotto casa sua - mi sono
fermato, ho deciso di mettere in ordine tutti gli elementi che avevo a
disposizione e, quindi, di andare in caserma, facendo prevalere la tutela delle
persone che stavano intorno a Carol e l’interesse della Giustizia al mio».
Da
quell’esperienza Andrea Tortelli ha scritto il libro “Sulla tua pelle” edito da
Giunti.
Ma cosa
era successo?
Carol
Maltesi era nata nel 1995, era una giovane di Busto Arsizio, madre di un
bambino piccolo. Aveva iniziato a lavorare come commessa in un negozio ma era
scoppiata la pandemia del Covid e, come molti, aveva perso il proprio lavoro. I
pochi soldi che guadagnava con il sostegno al reddito non erano sufficienti per
vivere, così si è avvicinata al mondo del cinema per adulti e della piattaforma
OnlyFans, dove era conosciuta, come abbiamo visto, con lo pseudonimo di
Charlotte Angie.
Carol
abitava a Rescaldina, in provincia di Milano. Qui incontra Davide Fontana, un
bancario e foodbloger, un suo vicino di casa. Con lui ha una relazione. E con
lui, Carol, gira anche diversi filmati per il suo pubblico. Anche dopo la fine
della loro storia il rapporto tra i due rimane cordiale, e alle volte
continuano a girare video insieme.
Nell’ultimo
periodo della sua vita, però, Carol aveva deciso di trasferirsi e lasciare la
provincia di Milano. Il suo desiderio era quello di andare a vivere nel
veronese, dove viveva il figlio.
Ma tutto
finisce l'11 gennaio 2022.
Secondo la
ricostruzione processuale, Fontana convince Carol a girare un video bondage. In
verità, secondo quanti dimostrato in sede processuale, lo stesso Fontana aveva
creato diversi profili falsi su OnlyFans e con uno di questi, aveva
commissionato un video particolare dove lui avrebbe dovuto legare e
incappucciare la ragazza. Davide quindi segue quelle istruzione, quelle che in
pratica aveva dato lui stesso, e lega la donna ad un palo che era nella stanza
da letto. Si fa anche dare il pin per sbloccare il telefono. Mentre la donna è
legata e incappucciata, Fontana la colpisce ripetutamente alla testa con un
martello e successivamente le infligge una coltellata alla gola. Uccidendola.
Nel
leggere la ricostruzione processuale delle ore dopo l’omicidio, sembra vedere
un uomo che si muove con estrema lucidità e organizzazione. Il suo pensiero, a
quel punto, è quello di occultare il corpo della ragazza. Prova a bruciarlo, ma
senza riuscirci. A quel punto lo seziona in 15 parti e ripone i resti in un
congelatore acquistato appositamente su Amazon.
Ma non
solo, nei mesi successivi (ricordiamo che l’omicidio dovrebbe essere stato
compiuto l’11 gennaio e il corpo è stato ritrovato a marzo inoltrato) Fontana
cerca in tutti i modi di farsi passare per Carol. Due mesi di inganni nel quale
utilizza il cellulare di Carol per rispondere ai messaggi di amici, parenti e
del padre di suo figlio, fingendo che lei stia bene e che si sia trasferita
all'estero (per lavoro andava spesso a Praga per esibizioni dal vivo o voglia
cambiare vita. ma non solo, continua a pagare le bollette e l'affitto della
casa di Carol utilizzando il conto corrente della stessa ragazza.
Come
abbiamo visto il 22 marzo viene trovato il corpo e pochi giorni dopo Tortelli
scoprirà che la ragazza ritrovata era Carol.
In breve
tempo i carabinieri individuano Fontana che confessa l’omicidio.
L’iter
processuale
Fontana
viene condannato a 30 anni di reclusione. La Corte d'Assise di Busto Arsizio
esclude l'aggravante della crudeltà e dei motivi abietti. Nelle motivazioni, i
giudici definiscono Carol Maltesi come una donna "disinibita",
suggerendo che Fontana avesse agito perché si sentiva "usato" da lei.
Queste parole scatenano un'ondata di indignazione pubblica per quello che viene
percepito come un colpevolismo verso la vittima. Un parziale colpo di scena
anche nel processo arriva però con la Corte di Cassazione che aveva
parzialmente annullato la sentenza di secondo grado chiedendo di stabilire se
ci fossero le aggravanti per la premeditazione dell’omicidio. Nel secondo
processo d’appello i giudici hanno quindi riconosciuto le aggravanti
condannando Fontana all’ergastolo.