Il
nido del Corvo
Pierluigi
Pulixi
Pulixi sta diventando
una delle voci più interessanti nel noir italiani. Quest’anno ci ha regalato
due nuovi investigatori, protagonisti del su ultimo lavoro per adulti: Il
nido del Corvo, edito da Feltrinelli.
Il romanzo è la caccia
ad un killer misterioso. Ma tutto ruota, inevitabilmente, intorno ai due
protagonisti: Daniel Corbu (Corvo) e Viola Zardi. Il primo ha una storia
pesante di abusi alle spalle e sappiamo che è stato adottato, vive in campagna
con tutta la sua famiglia e ha un rapporto strettissimo con il padre
(gravemente malato), è anche molto religioso. La Zardi, invece, è ludopatica,
frequenta un ragazzo molto più giovane di lei, ma che sembra non amare fino in
fondo. E se Corbu è sempre preciso ed elegante, la Zardi è sempre trasandata.
Due figure così diverse non potevano che attrarsi, da un punto di vista
professionale. E poi c’è la Sardegna, un elemento tutt’altro che estraneo alla
narrazione, come abbiamo imparato a capire dalle storie di Pulixi. Una Sardegna
rurale e desolata, la penisola del Sinis e Oristano.
La storia inizia quando
il cellulare di Angela Floris viene riacceso. La donna era scomparsa sei mesi
prima e non si sapeva nulla di lei. Le indagini, capiamo abbastanza presto,
erano ferme fino a quell’inaspettato indizio. Ma quando arrivano sul luogo dove
era stato individuato il cellulare i due investigatori trovano anche un altro,
macabro, regalo, una mano tagliata.
Parte una caccia
all’uomo.
Quello che capiamo, fin
da subito, è una particolare perversione del killer verso le mani delel sue
vittime, tanto da essere chiamato Artista per come curava in maniera maniacale
le mani delle sue vittime.
In un recente articolo
apparso su La Repubblica, Pulixi scrive: “Per decenni, il pilastro della
serialità popolare è stato il personaggio iconico e ripetitivo: l'investigatore
infallibile alla Poirot, l'agente segreto intramontabile come James Bond, il
medico legale geniale in stile Kay Scarpetta. Il lettore cercava consolazione
nella reiterazione di una formula collaudata: stessa voce, medesimo mondo,
identica struttura rassicurante. Oggi, questo modello mostra le sue crepe. Il
pubblico, soprattutto quello più giovane, nutrito da narrazioni crossmediali
complesse, desidera sempre più profondità e interconnessioni. Non basta più
seguire le vicende di un singolo eroe. Si vuole esplorare l'universo in cui
quell'eroe vive, incontrare i personaggi di sfondo, vedere eventi da punti
prospettici multipli. Il modello classico della serialità, quello del
personaggio ricorrente che risolve casi o vive avventure in una successione
lineare di romanzi, non è più l'unico paradigma dominante”.
I personaggi di questa
storia hanno una profondità magistrale. Seguiamo l’evolversi della malattia del
padre del Corvo, le delusioni d’amore della Zardi. È una profondità che ci fan
ben sperare di un loro rapido ritorno su un nuovo caso. Grazie alla profondità
della descrizione dei personaggi riusciamo a capirne anche le decisioni e come
agiscono.