martedì 17 marzo 2026


 In libreria

La mossa del Re

Max Seeck

 

Dopo il Lettore fedele, torna il detective Jessica Niemi della polizia di Helsinki.

Sulle rive ventose di Seurasaari, un'isola al largo di Helsinki, viene ritrovato un cadavere: la pelle ricoperta di vernice bianca, un pezzo degli scacchi incastrato in gola. Poco dopo, alla polizia arriva una lettera anonima cifrata che indica una mossa di scacchi e il luogo esatto dell'omicidio. È solo il primo delitto, l'inizio di una sfida mortale. I crimini seguono una logica precisa e gli indizi rimandano a simboli e strategie che sfuggono ai protocolli investigativi. L'omicida non si limita a colpire: provoca, anticipa e orienta l'indagine come su una scacchiera. Incapace di decifrare il disegno che unisce i delitti, la polizia coinvolge Milo Perho, ex profiler dotato di un talento unico nel leggere la mente dei criminali. Per fermare il killer, Milo è costretto a collaborare con Stanislav, campione europeo di scacchi e suo patrigno, l'unico in grado di interpretare il linguaggio strategico dell'assassino. Ma l'indagine si trasforma presto in una sfida personale: ogni mossa è calcolata, ogni indizio apre un nuovo livello di lettura, come se il killer stesse conducendo Milo esattamente dove lui non vuole tornare: nel cuore del suo passato. Milo capisce che non sta solo inseguendo un assassino. È stato scelto come avversario. In questo gioco non esistono pedine innocenti. E la partita è appena iniziata.

lunedì 16 marzo 2026

 

Ballard

 


Nell’estate del 2025 esce sulla piattaforma Prime Video l’ultimo personaggio creato da Michael Connelly: Ballard. La serie nasce come spin-off ufficiale di Bosch: Legacy, tanto che già nell’ultima puntata di Bosch viene introdotto il personaggio di Renée Ballard. Nei romanzi, la detective Ballard fa la sua prima apparizione in L'ultimo giro della notte (e0dito in Italia da Piemme nel 2017). In quel caso la Ballard era confinata nel turno di notte della polizia, in punizione per aver accusato un suo superiore di molestie e già dalla seconda avventura letteraria. La notte più lunga (prima edizione italiana 2018) Ballard si trova a collaborare con Bosch.

Renée Ballard (interpretata da una magnetica Maggie Q), nella serie è una detective che sceglie di lavorare ai casi irrisolti, gestendo un'unità di volontari con pochissimi fondi. La squadra lavora contemporaneamente a diversi casi, un immigrato trovato morto in un motel, la sorella di un politico locale morta nel suo letto uccisa da un predatore sessuale, tutti casi che non hanno avuto risposta per anni e ora grazie all’intuito della Ballard e della sua squadra, avranno una possibilità di avere una nuova indagine. A questo si aggiunge il pericolo di un dipartimento corrotto, e poi c’è la storia personale della stessa Renée, con l’accusa di molestie che l’anno allontanata dai piani alti della polizia di Las Angeles.

Maggie Q dà un’interpretazione molto intensa a Renée, una durezza mista a vulnerabilità (anche sentimentale, nella prima stagione si parla molto del padre morto) e, a differenza di Harry Bosch che è un veterano "vecchia scuola", lei è più dinamica

Bosch è un personaggio secondario nella serie, ma ha un ruolo importante, spesso sembra infatti un mentore per la giovane detective e collabora attivamente alle indagini nonostante sia "in pensione". La serie riesce a fare il passaggio di testimone in modo naturale: Harry non ruba la scena, ma la sua presenza dà continuità a tutto l'universo narrativo.

venerdì 13 marzo 2026


 

Il nido del Corvo

Pierluigi Pulixi



Pulixi sta diventando una delle voci più interessanti nel noir italiani. Quest’anno ci ha regalato due nuovi investigatori, protagonisti del su ultimo lavoro per adulti: Il nido del Corvo, edito da Feltrinelli.

Il romanzo è la caccia ad un killer misterioso. Ma tutto ruota, inevitabilmente, intorno ai due protagonisti: Daniel Corbu (Corvo) e Viola Zardi. Il primo ha una storia pesante di abusi alle spalle e sappiamo che è stato adottato, vive in campagna con tutta la sua famiglia e ha un rapporto strettissimo con il padre (gravemente malato), è anche molto religioso. La Zardi, invece, è ludopatica, frequenta un ragazzo molto più giovane di lei, ma che sembra non amare fino in fondo. E se Corbu è sempre preciso ed elegante, la Zardi è sempre trasandata. Due figure così diverse non potevano che attrarsi, da un punto di vista professionale. E poi c’è la Sardegna, un elemento tutt’altro che estraneo alla narrazione, come abbiamo imparato a capire dalle storie di Pulixi. Una Sardegna rurale e desolata, la penisola del Sinis e Oristano.

La storia inizia quando il cellulare di Angela Floris viene riacceso. La donna era scomparsa sei mesi prima e non si sapeva nulla di lei. Le indagini, capiamo abbastanza presto, erano ferme fino a quell’inaspettato indizio. Ma quando arrivano sul luogo dove era stato individuato il cellulare i due investigatori trovano anche un altro, macabro, regalo, una mano tagliata.

Parte una caccia all’uomo.

Quello che capiamo, fin da subito, è una particolare perversione del killer verso le mani delel sue vittime, tanto da essere chiamato Artista per come curava in maniera maniacale le mani delle sue vittime.

In un recente articolo apparso su La Repubblica, Pulixi scrive: “Per decenni, il pilastro della serialità popolare è stato il personaggio iconico e ripetitivo: l'investigatore infallibile alla Poirot, l'agente segreto intramontabile come James Bond, il medico legale geniale in stile Kay Scarpetta. Il lettore cercava consolazione nella reiterazione di una formula collaudata: stessa voce, medesimo mondo, identica struttura rassicurante. Oggi, questo modello mostra le sue crepe. Il pubblico, soprattutto quello più giovane, nutrito da narrazioni crossmediali complesse, desidera sempre più profondità e interconnessioni. Non basta più seguire le vicende di un singolo eroe. Si vuole esplorare l'universo in cui quell'eroe vive, incontrare i personaggi di sfondo, vedere eventi da punti prospettici multipli. Il modello classico della serialità, quello del personaggio ricorrente che risolve casi o vive avventure in una successione lineare di romanzi, non è più l'unico paradigma dominante”.

I personaggi di questa storia hanno una profondità magistrale. Seguiamo l’evolversi della malattia del padre del Corvo, le delusioni d’amore della Zardi. È una profondità che ci fan ben sperare di un loro rapido ritorno su un nuovo caso. Grazie alla profondità della descrizione dei personaggi riusciamo a capirne anche le decisioni e come agiscono.

giovedì 12 marzo 2026

 

Sotto mentite spoglie

 


 

Sotto mentite spoglie è il settimo romanzo che vede come protagonista il vicequestore della questura di Aosta Rocco Schiavone, creato da Antonio Manzini.

I libri di Manzini su Schiavone sono tanti capitoli della vita di Schiavone. Quindi il romanzo parte proprio da dove avevamo lasciato il Vicequestore e la sua squadra in Il passato è un morto senza cadavere.

Sandra Buccellato era stata rapita dalla sorella e salvata da Schiavone, trovandola però in pessime condizioni. Ed è da lì che parte questo nuovo giallo di Manzini. Sandra è ancora ricoverata e sta concludendo la fisioterapia, forse l’unica nota positiva per Rocco che sta per affrontare un nuovo Natale su ad Aosta, uno dei periodi peggiori per il poliziotto, anche per la presenza, nelle strade della città, di cori che intonano canti natalizi. 

A questo si aggiungono due, anzi, tre casi.

Prima la rapina in una banca, che porterà Schiavone nel ridicolo, anche dopo aver concluso le indagini ed assicurato i malviventi alla giustizia. Ma il tempo di godersi la vittoria e viene ritrovato un corpo senza nome nel lago. Iniziano subito le indagini per capire chi è e perché è stato ucciso, ma nello stesso tempo un chimico di un’importante casa farmaceutica sparisce nel nulla. Per Schiavone non ci sono dubbi sulla priorità dei casi da seguire: per lui il caso importante è l’omicidio, ma il questore, che deve dar conto anche alla politica, insiste per la ricerca del chimico. Questo, infatti, lavora per un’importante azienda che sta per mettere sul mercato un nuovo prodotto frutto di anni di ricerca, e la mancanza del lancio della nuova medicina porterebbe a dei danni economici enormi.

Così Schiavone deve portare avanti le 2 indagini parallelamente, con gli uomini contati (per altro con evidenti limiti come il solito D’Intino) e con l’aiuto esterno di Caterina (spesso prestata dalla sezione in cui lavora, quello contro la violenza sulle donne). Una grossa mano arriverà dai suoi amici romani. Furio e Brizio sentono la mancanza del loro amico relegato ad Aosta e decidono quindi di andare su per Natale, e daranno un grosso contributo alle indagini.  

E, come spesso accade con Manzini, le indagini di Schiavone sono anche la scusa per approfondire tutti i personaggi creati da Mazini, a partire dallo stesso Schiavone. In questo capitolo, infatti, Rocco appare più fragile, soprattutto nel suo rapporto con Sandra. Come ogni personaggio seriale, i personaggi ricorrenti devono crescere con il passare del tempo per dare sempre più corpo alle storie. Vediamo quindi le pene d’amore di D’Intino, i dubbi di Scipioni, l’evoluzione della nuova famiglia di Casella, il matrimonio di Fumagalli e la Gambino.

Anche in questo caso poi, il romanzo non ha un vero finale. Certo, tutte le indagini sono finite ed hanno una conclusione, ma si ha sempre la sensazione che la narrazione sia quasi troncata, aspettando il prossimo capitolo della vita di Rocco.

mercoledì 11 marzo 2026

 

Kay Scarpetta




Nel 1990 la giornalista statunitense Patricia Cornwell pubblica il romanzo Postmortem dando vita al personaggio del medico legale Kay Scarpetta. In questo primo romanzo Scarpetta, che sappiamo essere nata a Miami nel 1956 (come la Cornwell), è un medico legale con specializzazione in patologia forense e assume l'incarico di direttrice dell'istituto di medicina legale della Virginia, oltre ad essere direttrice del National Forensic Academy di Hollywood in Florida. Con questo personaggio si cambia la prospettiva dell’indagine investigativa dando un peso maggiore alla parte scientifica dell’investigazione. Il lettore si abituerà a frequentare non solo le aule dei tribunali o i corridoi delle stazioni di polizia, ma anche obitori, laboratori della scientifica, oltra ad avere un altro tipo di approccio verso le scene del crimine. Come nella vita reale, oltre a smontare alibi e trovare moventi, gli investigatori (e quindi i lettori) devono prendere dimestichezza con DNA e impronte digitali.

Cornwell descrive Scarpetta come una donna brillante e ambiziosa, che si muove in ambienti dominati storicamente da uomini (siamo a metà degli anni 90). La sua competenza scientifica è la sua arma principale: attraverso autopsie, analisi balistiche e studio delle tracce biologiche, ricostruisce la verità nascosta dietro morti apparentemente inspiegabili.

Naturalmente, diventando seriale, la Cornwell ha bisogno di personaggi comprimari di altro livello che aiutano Scarpetta. Pete Marino è un Detective rude ma leale e lavora assiduamente con Scarpetta, il loro rapporto è spesso conflittuale ma basato su rispetto reciproco. Benton Wesley non solo è uno Psicologo dell’FBI ma anche un grande amore della vita di Scarpetta. E poi c’è Lucy Farinelli, nipote geniale e problematica, esperta di tecnologia e investigazioni informatiche.

Kay Scarpetta è presente in quasi trenta romanzi (l’ultimo uscito per Mondadori nel novembre del 2025 è Taglio Letale).  Una lunga carriera che la fa passare per crisi professionali, trasferimenti, scandali politici e attacchi personali. La Cornwell cerca sempre di umanizzarla: Scarpetta è una donna che dubita, soffre, commette errori.

Sono tutti ingredienti che ne fanno un personaggio complessissimo e non poteva mancare la sua trasposizione sul piccolo schermo.

Ci ha pensato Prima. Dall’11 marzo sarà disponibile su Prime Video Scarpetta.  Ad interpretare la protagonista Nicole Kidman. Con lei Jamie Lee Curtis (che interpreta la sorella di Scarpetta), Bobby Cannavale (il detective Pete Marino), Simon Baker (Benton Wesley) e Ariana DeBose (la nipote di Kay). Lo sviluppo della serie e la sceneggiatura sono stati affidati a Liz Sarnoff (tra i sceneggiatori di Lost).

Nella serie Scarpetta deve fare i conti con il suo passato. 28 anni prima aveva portato a termine un caso che ora sembra tornare. E lei ha una seconda occasione per scoprire la verità

martedì 10 marzo 2026

 In libreria

L'ultimo turno

Chris Pavone



 

Chicky Diaz è il portiere più amato del Bohemia, il palazzo più prestigioso dell’Upper West Side, dimora di celebrità, finanzieri e dell’élite culturale di New York. Nel suo lussuoso attico, l’appartamento 11C-D, Emily Longworth ha tutto quello che ha sempre desiderato. Peccato che odi profondamente suo marito, che detestava in silenzio già prima delle recenti rivelazioni sull’origine della sua immensa ricchezza. Ma il contratto prematrimoniale è inattaccabile e lei non ha ancora trovato la forza di lasciarlo. Al piano inferiore, nell’appartamento 2A, Julian Sonnenberg – critico d’arte di successo e uomo che ha vissuto per cinquant’anni una vita piena e cosmopolita – riceve una telefonata devastante. Una notizia che non fa che confermare la sua sensazione: quella di essere ormai irrimediabilmente out. Intanto, nei sotterranei del Bohemia, il personale del palazzo – quasi tutto afroamericano e ispanico – segue con inquietudine le notizie in tv: a pochi isolati di distanza, un nero è stato ucciso dalla polizia. La città sta esplodendo in proteste, scontri, violenze. Mentre si prepara per il suo turno serale, Chicky infrange una regola sacra del mestiere: stasera porterà con sé una pistola. Perché lui sa che, proprio davanti all’ingresso sontuoso e all’apparenza inespugnabile del palazzo, si sta giocando qualcosa di più grande. Stanotte, nemici si scontreranno, lealtà verranno messe alla prova, segreti svelati – e vite spezzate. In un affresco inedito e feroce della New York di oggi, Chris Pavone scrive un giallo perfetto per i nostri tempi, dove suspense, critica sociale e ritmo narrativo si fondono senza soluzione di continuità.

lunedì 9 marzo 2026

 


inganno di troppo



 

Harlan Coben non è solo un autore particolarmente prolifero di thriller, ma sembra particolarmente apprezzato anche da molti produttori (inglesi e francesi in particolare), tanto che da moltissimi suoi libri sono nate fortunate miniserie e sulla piattaforma Netflix c’è una sezione dedicata alle produzioni tratte dai suoi lavori.

Tra queste, dal 1° gennaio 2024, è uscito Un inganno di troppo (Fool Me Once il titolo originale della serie, tratto dall’omonimo libro edito in Italia da Longanesi).

La vita di Maya Stern è sconvolta in pochi mesi. È un’ex soldatessa allontanata dall’esercito (durante la serie vediamo diversi flashback dove la troviamo pilotare un elicottero e sparare dei missili durante una battaglia). Prima perde la sorella, uccisa durante una rapina in casa. E poi il suo amato marito, Joe, ucciso da dei rapinatori nel parco mentre passeggiavano.

Ma mentre si sta riprendendo da questi lutti vede il marito apparire in un baby monitor. Maya è comprensibilmente sconvolta. Parte da qui un’indagine parallela a quella della polizia per capire cose sia successo al marito, capire se quello che aveva visto era solo la sua immaginazione, se il marito fosse realmente morto. Per altro la registrazione della telecamera è stata fatta sparire dalla baby sitter che nega tutto. E insieme alla ricerca del marito anche scoprire chi avesse ucciso la sorella. Ma in tutto questo c’è anche un’indagine ufficiale della polizia, affidata al detective Sami Kierce, un poliziotto non più giovanissimo e, soprattutto, malato (in una delle prime scene lo vediamo perdere improvvisamente i sensi mentre era al volante). Maya poi deve scavare anche nei segreti della famiglia del marito. Joe, infatti, appartiene ad una ricca e potente famiglia inglese, proprietari di una grande azienda farmaceutica a cui capo c’è proprio la madre di Joe.

La serie, 8 puntate in tutto, con una media di 50 minuti a puntata (tranne l’ultima di soli 35 minuti) è scritta per tenerti con il fiato sospeso fino alla fine, strutturata con il cliffhanger (espediente narrativo che interrompe bruscamente una scena in un momento di alta tensione o colpo di scena rimandando la fine della scena alla puntata successiva).

I personaggi sono ben descritti e hanno una grande profondità, il rapporto tra Maya e la suocera, o per meglio dire, il loro conflitto, è ben descritto tanto che la protagonista sembra sempre sul punto di crollare (si gioca molto sulla possibilità che lei sia una donna instabile, segnata dalla guerra e finita con la morte della sorella prima e del marito dopo, mentre la suocera, si capisce, è una psicologa). Per altro non rimangono domande sospese, ma ogni mistero viene svelato alla fine (un bel finale inaspettato) e tutto si tiene insieme. Soprattutto la serie punta a un colpo di scena finale forte che chiude tutte le linee narrative senza lasciare buchi.