Zero
day
Se il protagonista è Robert
de Niro dovrebbe bastare ad assicurarci una grande serie. MA Zero Day è
composto da un cast niente male (Lizzy Caplan, Jesse Plemons, Joan Allen, Connie
Britton, Bill Camp Dan Stevens, Angela Bassett, Matthew Modine, Clark Gregg). E
ci aggiungiamo anche un attacco terroristico/informatico e una cospirazione ed
arriviamo ad avere una serie tutta da vedere.
Zero Day, il giorno
zero, quello dell’attacco informatico contro gli Stati Uniti. Per un minuto
tutti gli apparecchi elettronici hanno un blackout, si spegne tutto. Questo porta
a migliaia di morti e feriti. Gli Stati Uniti in ginocchio.
Ma ad indagare non
viene chiamata l’FBI o qualche agenzia governativa. Viene creato infatti una
commissione d’inchiesta con il compito di far luce sulla vicenda.
A guidare la commissione
viene arruolato l’anziano ex presidente George Mullen (De Niro). Alla commissione
vengono dati poteri speciali per scoprire che si cela dietro l’attacco, ed il
primo sospettato non può non essere che la Russia.
C’è un tema ricorrente
che ci dovrebbe fare riflettere. Abbiamo detto che a Mullen, e a tutta la
commissione, vengono dati poteri speciali, andando oltre la Costituzione degli
Stati Uniti. Poteri quasi assoluti (per fare un esempio, la commissione non ha
nessun bisogno di mandati firmati da nessun giudice per perquisizioni, i
sospettati vengono interrogati senza la presenza di un avvocato, avete presente
“hai diritto ad un avvocato”, qui non lo hanno). Ma cosa succede se ad un uomo
solo dai un potere così grande? Poteri quasi da dittatore?
Mullen/De Niro è un ex
presidente amatissimo, ma anziano (sembra aver qualche problema di memoria) con
un passato segnato da un lutto. Un ex Presidente che non ha accettato per
correre un secondo mandato, lasciando dietro una serie di interrogativi.
Se tutto questo non
bastasse, c’è Lizzy Caplan che interpreta Alexandra Mullen, figlia di De Niro, e
deputata degli Stati Uniti, che avrà il compito di controllare l’operato del
padre.
Dal giorno zero parte
la caccia ad una scomoda verità che molti vorrebbero non venisse svelato.
L’ultima scena con De
Niro davanti al Congresso riunito degli Stati Uniti che spiega le conclusioni
della commissione è una scena di grande impatto.