Estate
di morte
Tra
i thriller psicologici più avvincenti e famosi di Harlan Coben c’è "Estate
di morte" (titolo originale The Woods, i boschi, uscito negli Stati
Uniti nel 2007, mentre in Italia arriva l’anno successivo per Mondadori).
La
storia ruota attorno a Paul Copeland, procuratore della contea di Essex,
la cui vita è stata segnata da una tragedia avvenuta vent'anni prima, quando, durante
un campeggio estivo, quattro adolescenti si erano addentrati nei boschi nella
notte. Due furono trovati brutalmente assassinati, mentre degli altri due – tra
cui Camille, la sorella di Paul – non si seppe più nulla. La scomparsa di
Camille non solo ha segnato la vita di Paul, ma negli anni la ricerca della
ragazza scomparsa è stata quasi una missione per Paul
Il
passato bussa violentemente alla porta di Paul quando viene ritrovato il
cadavere di un uomo ucciso ai giorni nostri. Paul riconosce la vittima: è il
ragazzo che era scomparso insieme a sua sorella quella maledetta notte. Questo
significa che il ragazzo è rimasto vivo per vent'anni. Ma quello che spera Paul
è che forse anche Camille è ancora viva?
Coben
è un maestro assoluto del ritmo e lo dimostra anche in questo romanzo. Il libro
parte in quarta e la tensione non cala mai.
Altro tema spesso ricorrente
nei romanzi di Coben è quello di commistione tra passato e presente. Spesso nessuno
è davvero chi dice di essere e spesso il passato è una ferita che ha
ripercussioni importanti anche al presente. Ogni personaggio nasconde uno
scheletro nell'armadio e solo quando questi segreti verranno alla luce vediamo
la risoluzione di tutti i misteri.
Il libro intreccia poi perfettamente
il mistero del passato (cosa è successo nei boschi?) con un presente complicato
(Paul sta portando avanti un processo per stupro molto mediatico e
politicamente scorretto). I due fili finiranno per sfiorarsi e alle volte
sovrapposti.
I
colpi di scena si susseguono così rapidamente nelle ultime pagine ma tutto poi
ha una spiegazione.
Nel
2020 esce, su Netflix, una miniserie polacca molto fedele al libro, intitolata
proprio "Estate di morte" (The Woods).