martedì 31 marzo 2026

 True Crime

Albert DeSalvo

 


Tra il giugno 1962 e il gennaio 1964 Boston è stata paralizzata dalla paura. Erano gli anni in cui si aggirava nella città lo Strangolatore di Boston.

Albert DeSalvo nasce in Massachusetts il 3 settembre 1931. Figlio di due migranti, il padre di origine italiana mentre la madre dall’Irlanda. Il padre era un violento che picchiava la moglie (fu anche arrestato per le violenze) e costringeva il figlio ad assistere mentre lui aveva dei rapporti con delle prostitute.

Crescendo in questo contesto il giovane DeSalvo iniziò ben presto a torturare gli animali e compiere piccoli furti fino al 1943 quando fu arrestato proprio per furto con scasso, entrando per la prima volta in riformatorio (Albert aveva appena 12 anni). Uscito nell'ottobre 1944, iniziò a lavorare come ragazzo delle consegne. Ma già nell'agosto 1946 venne nuovamente arrestato, sempre per furto.

Scontata la pena, provò a cambiare vita arruolandosi nell’esercito. Venne inviato in Germania dove sposò una ragazza del posto. Finì il suo servizio con l’esercito nel 1958 quando fu congedato con onore.

Tonato alla vita civile, però, le cose non andarono bene e il 17 marzo 1960 venne arrestato per furto e condannato a due anni di carcere, scontando 11 mesi in carcere con la concessione della libertà condizionata.

Tornato in libertà viene fuori l’istinto violento di DeSalvo.

 

Tra il giugno 1962 e il gennaio 1964 tredici donne, di età compresa tra i 19 e gli 85 anni, furono trovate morte nelle loro case. Le vittime venivano violentate e strangolate, spesso con i propri indumenti (calze di seta o foulard), che l'assassino annodava intorno al collo con macabri fiocchi decorativi.

La firma del killer era psicologicamente devastante: non c'erano segni di scasso. L'assassino riusciva a farsi aprire la porta, convincendo le vittime della sua affidabilità e una volta dentro gli appartamenti, dava sfogo alla sua violenza

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Ma DeSalvo non fu subito sospettato per questi omicidi. Anzi.

Nello stesso periodo DeSalvo aveva compiuto diverse aggressioni sessuali, tanto da merita il soprannome di The Measuring Man (l’uomo delle misure) e The Green Man (l’uomo in verde). Nel primo caso perché si introduceva nelle case di giovani donne spacciandosi per un talent alla ricerca di future star e di voler controllare, appunto, le loro misure. Nel secondo caso invece, perché portava un vestito da lavoro verde, così da spacciarsi per un operaio quando si introduceva in casa di queste donne.

Nonostante questa scia di violenze, la polizia non collegò le violenze agli omicidi dello Strangolatore.

 

DeSalvo fu arrestato nel 1964 per le violenze dell’uomo in verde e rinchiuso nell'ospedale psichiatrico di Bridgewater. Qui aveva come compagno di cella George Nassar, anche lui un omicida psicopatico, al quale confessò, almeno secondo la testimonianza dello stesso George Nassar, di essere lo Strangolatore di Boston. Una confessione particolarmente dettagliata nella quale descriveva dettagli delle scene del crimine che solo l'assassino poteva conoscere. Tuttavia, molti rimasero scettici e non credevano fosse lui lo Strangolatore.

 

Il processo a DeSalvo si svolse nel 1967 e lo condannarono all’ergastolo, ma solo per le violenze sessuali del Green Man (non si è neanche sicuri del numero effettivo delle vittime, alcuni sostengono addirittura che fossero 2000 le donne aggredite). Contro di lui, a parte la testimonianza di George Nassar, non c’erano prove che fosse lo Strangolatore e il caso è, per molti anni, considerato aperto.

Albert DeSalvo morirà in carcere, nel 1973, accoltellato al cuore, non si troverà mai il suo assassino.

Con la sua morte, sembrava che la verità sugli omicidi di Boston fosse destinata a restare un mistero.

Ma nel 2013 una svolta nel caso dello Strangolatore grazie anche alle nuove tecnologie.

Infatti, la polizia conservava alcuni campioni di DNA prelevati dall’ultima vittima riconducibile allo Strangolatore, la diciannovenne Mary Sullivan.

Gli investigatori, dopo averlo confrontato con un nipote di DeSalvo e trovato una corrispondenza, decidono di riesumare il corpo di Albert per un confronto diretto. I test non lasciano dubbi, il DNA di DeSalvo era sulla scena dell'omicidio Sullivan.

Un caso chiuso?

Non esattamente. Infatti, ad oggi, sappiamo con certezza solo che DeSalvo è collegato all’ultima vittime, ma non siamo certi che sia lui l’autore degli altri delitti.

lunedì 30 marzo 2026

 In libreria

Il sangue degli architetti

Diego Lama



 

 

È lunedì mattina – maledetto, pensa Veneruso, come tutti quelli che Dio manda in terra – e il commissario ne ha già le tasche piene della vita e pure della morte quando bussano alla porta del suo ufficio: qualcuno ha ucciso l’architetto Lester Young, rovesciandogli addosso un busto di marmo dal Palazzo delle Belle Arti. Il colpevole si nasconde per forza nell’edificio, e il movente è chiaro: quel giorno si stava per assegnare l’appalto di un importante progetto cittadino, e Young era il vincitore annunciato. Veneruso concentra quindi le attenzioni sugli avversari della vittima… ma il quadro si complica in fretta, tra donne misteriose, faccendieri pieni di segreti e altri, pirotecnici assassinii. Chi c’è dietro al mistero? E qual è il movente? Veneruso scopre che la sua Napoli sta per scomparire, travolta da una trasformazione che prevede l’annullamento di interi quartieri e la costruzione di nuove aree, un orizzonte che per lui, allergico al cambiamento, equivale a un terremoto. Man mano che l’indagine proseguirà, sul palcoscenico si alterneranno amori infranti, rimpianti mai sopiti, eterni sogni di futuri più o meno possibili e tanta dolente tenerezza, tutti a consumarsi all’altare del Grande Nemico, il Tempo, che gira, gira, gira e gira, e forse, questa volta, presenterà il conto più temuto.

 

venerdì 27 marzo 2026

 true crime

Elisa Claps

 


Quello di Elisa Claps è un lungo caso investigativo che da Potenza ci fa arrivare fino a Bournemouth, nel Regno Unito. Una pagina oscura ed intricata dove la ricerca della verità non ha mai fermato i genitori di Elisa, ma con troppi segreti che ne hanno rallentato la scoperta.

Tutto inizia il 12 settembre 1993. Elisa è una ragazza di 16 anni che vive, con la sua famiglia, a Potenza. E il 12 settembre Elisa esce di casa. dice alla famiglia che sarebbe andata a messa, insieme ad un’amica e che sarebbe tornata per il pranzo. Ma non è così. In realtà, come confida ad un’amica, quel giorno ha un appuntamento con un ragazzo, Danilo Restivo. 

L'appuntamento è nella Chiesa della Santissima Trinità, nel centro storico di Potenza.

I familiari, non vedendola arrivare quando sarebbe dovuta finire la messa, si allarmano e poco dopo iniziano a cercarla. La sua amica, quella che doveva essere con lei a messa, spiega alla famiglia la verità, che Elisa non era andata con lei a messa ma che aveva un appuntamento con Restivo.

Restivo, però, non ha una bella fama in città. È considerato un ragazzo strano e bizzarro e tra le altre cose è solito tagliare ciocche di capelli ad ignare ragazze. Il fatto che Elisa fosse con lui è alquanto sospetto.

Interrogato dalle forze dell’ordine, però, Restivo sostiene che effettivamente quella mattina lui ed Elisa si erano incontrati, ma la ragazza era andata via quasi subito perché turbata.

Qui arrivano le prime incongruenze di un’indagine che ha troppi buchi.

Qui investigatori, infatti, prendono per buono il racconto di Restivo e non approfondiscono la sua storia. Per altro il ragazzo aveva una ferita alla mano che lui spiega come frutto di una caduta in un cantiere, e anche questo racconto viene preso per buono. Inoltre, gli inquirenti non perquisiscono la Chiesa della Santissima Trinità, l’ultimo luogo dove era stata vista viva Elisa.

Elisa è scomparsa e le indagini non portano a nulla, e non ci sono novità per anni.

Un primo colpo di scena arriva nel 1999 quando il caso viene tolto dalla procura di Potenza (dove il caso non era mai decollato, anzi, qualcuno sospetta che in Procura ci sia qualcuno che non ha intenzione di arrivare alla verità) e viene affidato tutto alla Procura di Salerno.

 

Il 12 novembre 2002 Heather Barnett viene uccisa a Bournemouth in Inghilterra. La donna viene ritrovata morta nel suo appartamento, con una ciocca di capelli tra le mani. Ma cosa c’entra l’omicidio di una donna in Inghilterra con Elisa Claps, scomparsa a Potenza? Il vicino di Heather è proprio quel  Danilo Restivo che anni prima era stato l’ultimo a vedere Elisa viva e che aveva lasciato Potenza. Gli inquirenti inglesi, forse più motivati di quelli di Potenza, iniziano una caccia all’uomo per trovare chi avesse ucciso Heather Barnett e si imbattono su Danilo. 

 

Intanto a Potenza una nuova svolta, inaspettata, ormai, fa riaprire il caso.

Il 17 marzo 2010 i resti di Elisa vengono ritrovati.  In maniera quasi casuale, durante dei lavori di ristrutturazione, il corpo di Elisa vengono ritrovati nel sottotetto della chiesa della Santissima Trinità. La chiesa dove era stata vista per l’ultima volta ma che non era stata mai perquisita dagli inquirenti. Dopo 17 anni, il corpo della ragazza viene ritrovato. E le indagini si riaprono.

Per altro più di un sospetto si aggira su Don Domenico Sabia, l’ex parroco della Santissima Trinità, che aveva sempre negato alla polizia di entrare in Chiesa.

 

Le nuove indagini, in Italia, portano quindi ad individuare come colpevole Restivo.

Restivo è quindi accusato per omicidio sia in Inghilterra che in Italia e si aprono due procedimenti distinti contro Restivo.

 

Il 30 giugno 2011 Restivo viene condannato all'ergastolo dal tribunale di Winchester, condanna che verrà ridotta quarant'anni di carcere nel novembre del 2012 dalla Corte d’Appello.

Contemporaneamente l’8 novembre 2011 inizia anche il processo in Italia. Restivo però non parteciperà in presenza al processo perché in carcere in Inghilterra. L’11 novembre 2011 la condanna a trent’anni in primo grado. Condanna che verrà confermata anche in Appello (24 aprile 2013) e in Cassazione (23 ottobre 2014).

 

Dal 2011 Restivo sta scontando la sua condanna nell’ HM Prison di Full Sutton per l’omicidio di Heather Barnett. Quando uscirà (nel 2051) si dovrà trasferire in Italia per scontare trent’anni in Italia per l’Omicidio di Elisa Claps.


giovedì 26 marzo 2026

 serie tv


Detective Hole





 

Dopo il film L’uomo di neve (tratto dell’omonimo romanzo uscito in Italia per le edizioni Piemme nel 2010), Netflix porta in TV un nuovo adattamento del personaggio iconico di Jo Nesbø, Harry Hole.

Hole appare per la prima volta nel 1997 in Il pipistrello (in Italia arriverà solo nel 2014 edito da Einaudi).

La serie tv, come quella letteraria, ruota intorno alla figura del detective della polizia norvegese Hole. Lui è un brillante investigatore, segnato però dalla morte di un suo collega anni prima, è solitario e taciturno, con pochissimi rapporti amicali e dedito all’alcol (in particolare il whiskey Jim Beam) e alla depressione.

In questo contesto il detective deve affrontare un caso delicatissimo.  Degli strani omicidi, infatti, colpiscono la sua città e lui è chiamato ad indagare. E molto presto Hole capisce che dietro i delitti si cela un’unica mano. A Oslo c’è un serial killer che deve essere fermato.

Ma a complicare la situazione è che Hole è affiancato in questa indagine da Tom Waaler (un’altra grandissima prova di Joel Kinnaman). Hole, infatti, pensa che Tom sia un poliziotto corrotto e pericoloso, mentre è stimato da tutta la centrale di polizia e si ipotizza per lui una prossima promozione.

Un serial killer e un polizotto corrotto sono due nemici non facile da combattere contemporaneamente.

Tutto questo in una Oslo scura e grigia.

Una serie che unisce molto la nuova tradizione del noir nordeuropeo, ma strizzando l’occhio al thriller adrenalinico statunitense.

Questa prima stagione è l’adattamento del quinto romanzo della serie La stella del diavolo (Einaudi 20117).

I romanzi di Jo Nesbø hanno venduto 55 milioni di copie in tutto il mondo tanto da essere uno degli scrittori nordici più apprezzati al mondo. Visto che Jo Nesbø firma anche la sceneggiatura della serie dovrebbe essere una garanzia della riuscita dell’operazione.


mercoledì 25 marzo 2026

 

Il banchiere del diavolo

 

 

Christopher Reich ha dato un nuovo volto a quello che possiamo chiamare il "financial thriller". Un modo di descrivere il mondo della finanza che ci lascia con il fiato sospeso fino all’ultima pagina. Tre le sue opere, nel 2003, esce "Il banchiere del diavolo" (The Devil's Banker) uno dei lavori più riusciti.

Adam Chapel, un talentuoso e onesto investigatore del dipartimento anti-riciclaggio, nella sua prima missione sul campo, sta seguendo una pista cercando di individuare il denaro riciclato dai terroristi arabi. Quando per identificare i sospetti e fare irruzione, una bomba uccide tutta la sua squadra. Chapel, deve ricominciare le indagini. Ma questa volta la sua indagine si fa molto più dura e non è più dietro una scrivania ma sul campo. E nella ricerca dell'organizzazione segreta che sta dietro il riciclaggio di denaro sporco è affiancato da a Sarah Churchill, una bellissima spia, ma la sua lealtà non è sicura. La coppia di investigatori deve trovare una misteriosa associazione capeggiata da un genio della finanza, Marc Gabriel, un uomo che riesce a riconvertire il denaro illegittimo utilizzando sofisticatissimi espedienti finanziari. Gabriel non muove eserciti, ma miliardi di dollari, finanziando attentati terroristici in tutto il mondo. La caccia all'uomo si sposta rapidamente dai lussuosi uffici di Zurigo alle strade polverose del Medio Oriente e ai centri di potere di Washington. Adam dovrà capire di chi fidarsi in un mondo dove il denaro cancella ogni etica.

Reich, nato in Svizzera, dopo aver frequentato la Georgetown University e l’Università del Texas, è tornato per un lungo periodo in Svizzera, dove ha lavorato nel mondo della finanza. Una lunga esperienza che ha messo a frutto nella scrittura. La sua capacità di spiegare meccanismi complessi (lavaggio di denaro, conti cifrati, transazioni offshore) senza annoiare il lettore è magistrale. Anche perché alcune dinamiche non sono sempre facili da comprendere, ma sono fondamentali per capire l’intreccio narrativo.

Altro punto di forza del romanzo sta nel creare tensione e azione anche su un tema, come quello finanziario, tutt’altro facile da descrivere. Non mancano pagine di azione pura, con sparatorie ed inseguimenti, ma anche tensione psicologica, con il sospetto costante tra i protagonisti e la lealtà alla missione.

Altro aspetto è anche la descrizione di un momento storico molto delicato. Infatti, il libro è poco e dopo gli attentati dell’11 settembre e Reich descrive molto nel dettaglio la paura occidentale, del finanziamento del terrorismo islamico.

martedì 24 marzo 2026



Figli

per i Bastardi di Pizzofalcone

Maurizio de Giovanni

  


Tornano i Bastardi di Pizzofalcone per la loro 13 storia

 È una calda notte di luglio quando in via Egiziaca a Pizzofalcone un’automobile investe Francesco Cascetta e scompare. Nessuno ha visto niente, non ci sono telecamere che aiutino a capire cosa è successo. Un’anziana insonne ha sentito un tonfo, si è affacciata al balcone e ha notato il corpo, tutto qui. È un mistero anche il motivo per cui l’uomo – noto medico patologo – si trovasse in quella zona a un’ora tanto tarda. Ma è subito chiaro che a uccidere Cascetta non è stato un pirata della strada: qualcuno lo voleva morto. Scoprire il colpevole sarà compito dei Bastardi, la piú sgangherata e abile squadra di poliziotti della città. Le pressioni, al solito, non mancano. Se da un lato il loro lavoro è sempre sotto esame da parte dei superiori, dall’altro la loro vita privata non smette mai di complicarsi.


venerdì 20 marzo 2026

 


Agatha Christie

A 50’anni dalla morte





Il 12 gennaio di cinquant’anni fa nella sua storica residenza di Winterbrook House, ci lasciava Agatha Christie. “Dopo Lucrezia Borgia, è la donna che è vissuta più a lungo a contatto col crimine", disse di lei Winston Churchill. Nata a Torquay, nella contea di Devon, nel 1890, ha esordito nella letteratura a trent’anni con Poirot a Styles Court. 56 anni e 66 anni romanzi dopo, l’ultimo romanzo scritto dalla più grande scrittrice di gialli conosciuta è Addio, Miss Marple, uscito postumo nell’ottobre del 1976. A questo vanno aggiunti anche 153 racconti, oltre ad opere teatrali, sceneggiature per la televisione e radiodrammi. E 6 romanzi rosa usciti con lo pseudonimo Mary Westmacott.

I suoi romanzi hanno avuto negli anni anche tantissimi adattamenti, sia sul grande che sul piccolo schermo. Pensando solo all’ultimo periodo c’è la serie Netflix I sette quadranti (tratto da The Seven Dials Mystery edito nel 1929 e adattato in una miniserie di tre puntate nel 2026) e, meno recentemente, anche i film con Kenneth Branagh nei panni di Hercule Poirot Assassinio sull'Orient Express (2017), Assassinio sul Nilo (2022), e Assassinio a Venezia (2023).


 

Per festeggiare al meglio questi cinquant’anni la Mondadori ha deciso di ripubblicare due raccolte di racconti: Delitti a Londra e Delitti in Campagna. 12 racconti con i protagonisti più famosi creati da Agatha Christie: Hercule Poirot, Miss Marple, Tommy e Tuppence, Harley Quin, Parker Pyne e Ariadne Oliver. Nel primo libro un’antologia di racconti ambientati a Londra, mentre nel secondo omicidi e misteri nascosti tra le colline e le coste del Devon e della Cornovaglia.