Figli
per
i Bastardi di Pizzofalcone
Maurizio
de Giovanni
Tornano i Bastardi di Pizzofalcone
per la loro 13 storia
Gialli, noir, thriller
Figli
per
i Bastardi di Pizzofalcone
Maurizio
de Giovanni
Tornano i Bastardi di Pizzofalcone
per la loro 13 storia
Agatha Christie
A 50’anni dalla morte
Il 12 gennaio di
cinquant’anni fa nella sua storica residenza di Winterbrook House, ci lasciava Agatha
Christie. “Dopo Lucrezia Borgia, è la donna che è vissuta più a lungo a
contatto col crimine", disse di lei Winston Churchill. Nata a Torquay,
nella contea di Devon, nel 1890, ha esordito nella letteratura a trent’anni con
Poirot a Styles Court. 56 anni e 66 anni romanzi dopo, l’ultimo romanzo
scritto dalla più grande scrittrice di gialli conosciuta è Addio, Miss
Marple, uscito postumo nell’ottobre del 1976. A questo vanno aggiunti anche
153 racconti, oltre ad opere teatrali, sceneggiature per la televisione e
radiodrammi. E 6 romanzi rosa usciti con lo pseudonimo Mary Westmacott.
I suoi romanzi hanno avuto negli anni anche tantissimi adattamenti, sia sul grande che sul piccolo schermo. Pensando solo all’ultimo periodo c’è la serie Netflix I sette quadranti (tratto da The Seven Dials Mystery edito nel 1929 e adattato in una miniserie di tre puntate nel 2026) e, meno recentemente, anche i film con Kenneth Branagh nei panni di Hercule Poirot Assassinio sull'Orient Express (2017), Assassinio sul Nilo (2022), e Assassinio a Venezia (2023).
Per festeggiare al
meglio questi cinquant’anni la Mondadori ha deciso di ripubblicare due raccolte
di racconti: Delitti a Londra e Delitti in Campagna. 12 racconti
con i protagonisti più famosi creati da Agatha Christie: Hercule Poirot, Miss
Marple, Tommy e Tuppence, Harley Quin, Parker Pyne e Ariadne Oliver. Nel primo
libro un’antologia di racconti ambientati a Londra, mentre nel secondo omicidi
e misteri nascosti tra le colline e le coste del Devon e della Cornovaglia.
Serial Killer
Carroll
Edward "Eddie" Cole
Alle 2:10 del 6
dicembre 1985 nella prigione di stato del Nevada Carroll Edward
"Eddie" Cole fu giustiziato tramite iniezione letale.
Era la fine di uno
spietato serial killer, condannato per l’omicidio di due donne in Nevada e tre
in Texas. Anche se si pensa che il suo primo omicidio sia stato nel 1947 quando
Cole aveva solo 8 anni.
Cole nasce a Sioux City
(Iowa) il 9 maggio 1938. Come spesso accade in questi casi, Cole non ha un’infanzia
felice ne serena, ma a differenza di molte storie simili, ad abusare
psicologicamente di lui è stata la madre Vesta. Infatti, mentre il padre era al
fronte per combattere nella Seconda guerra mondiale, la madre aveva iniziato a
intrattenere rapporti extraconiugali con diversi uomini e spesso si portava il
figlio in questi incontri amorosi, minacciandolo di ritorsioni se avesse
raccontato l’accaduto al padre. E gli abusi nei confronti del piccolo Carroll
non sono finiti. Oltre ad essere violenta con lui, lo vestiva anche da femmina.
A scuola, poi, veniva preso spesso in giro per il suo "nome
femminile".
In questo contesto
difficile per il giovane Cole compie il suo primo omicidio. È il 1947, Cole ha
8 anni e annega il piccolo Duane Eugene Owen (suo coetaneo) nel lago a
Richmond, in California. Per la dinamica le autorità hanno archiviato il caso
come incidente, ma Cole confesserà, anni dopo, aver commesso questo delitto.
La sua adolescenza era
stata contrassegnata da piccoli reati e fu anche arrestato per ubriachezza e
piccoli furti. Dopo il liceo provò a cambiare completamente vita arruolandosi nell'esercito
americano, ma nel 1958 fu congedato dopo aver rubato delle pistole. In questo
periodo cresceva in lui un odio feroce contro le donne, probabilmente sostitute
della madre. Un odio che lo portava a fantasie violente. All’inizio degli anni
60 venne rinchiuso in alcuni ospedali psichiatrici, dove gli venne
diagnosticato un disturbo antisociale di personalità. Il dottor Weiss, che lo
aveva in cura allo Stockton State Hospital, scrisse di lui: "Sembra aver
paura della figura femminile”.
Nell'aprile del 1963
venne rilasciato dall’ospedale. Si trasferì a Dallas, in Texas, e qui incontrò
e sposò Billie Whitworth una spogliarellista alcolizzata. Nonostante il
matrimonio, il suo odio nei confronti delle donne non scemò mai completamente
e, dopo due anni, il matrimonio finì. Cole aveva dato fuoco ad un motel
convinto che la moglie lo usasse per tradirlo. Fu quindi arrestato per incendio
doloso. Dopo il suo rilascio tornò in prigione per scontare una pena di cinque
anni dopo aver tentato di strangolare una bambina.
Scontata la pena, si
trasferì in Nevada, ma, ancora una volta, ebbe problemi con la giustizia dopo
aver provato a strangolare due donne. A quel punto tornò in una clinica
psicologica. Uscito dalla clinica andò a vivere a San Diego.
Ed è qui che inizia la
sua vita da Serial Killer. Il 7 maggio 1971 uccide Essie Louise Buck
strangolandola e abbandonandola nella sua auto.
Circa due settimane dopo una seconda vittima, una donna che però non è mai
stata identificata, Cole la seppellì in una zona boscosa. Racconterà, durante
le sue confessioni, che queste donne gli ricordavano la madre.
Nel 1973, sposò Diana
Faye Younglove Pashal, una barista, con gravi problemi di alcol. Il loro
rapporto ere però molto teso fin da subito e spesso Cole spariva per giorni. E
proprio durante queste sue assenze che commetteva gli omicidi.
Nel settembre del 1979,
Cole strangolò sua moglie. Un vicino chiamò la polizia e la trovarono avvolta in
una coperta ma conclusero che era morta a causa dell’eccessivo consumo di alcol.
A questo punto Cole
lasciò San Diego e si trasferì a Las Vegas. Qui incontrò Marie Cushman in un
bar. La sera stessa, dopo aver fatto sesso con lei, la strangolò.
Tornato a Dallas,
strangolò altre tre donne nel novembre 1980. Le autorità sospettarono di lui in
merito ad uno dei tre omicidi. Quando la polizia lo interrogò confessò tutto, affermando
di aver ucciso almeno quattordici donne in nove anni, ma aveva perso il conto e
sebbene potute essere anche di più.
Il 9 aprile 1981, Cole
fu condannato per tre omicidi commessi in Texas all’ergastolo e nel 1984
(l’anno della morte della madre) fu estradato in Nevada, dove fu processato e
condannato per lo strangolamento di due donne nel 1977 e nel 1979. Nell'ottobre
1984 fu condannato a morte.
E, come abbiamo già
detto, alle 2:10 del 6 dicembre del 1985 fu giustiziato.
In libreria
La
mossa del Re
Max
Seeck
Dopo
il Lettore fedele, torna il detective Jessica Niemi della polizia di
Helsinki.
Sulle
rive ventose di Seurasaari, un'isola al largo di Helsinki, viene ritrovato un
cadavere: la pelle ricoperta di vernice bianca, un pezzo degli scacchi
incastrato in gola. Poco dopo, alla polizia arriva una lettera anonima cifrata
che indica una mossa di scacchi e il luogo esatto dell'omicidio. È solo il
primo delitto, l'inizio di una sfida mortale. I crimini seguono una logica
precisa e gli indizi rimandano a simboli e strategie che sfuggono ai protocolli
investigativi. L'omicida non si limita a colpire: provoca, anticipa e orienta
l'indagine come su una scacchiera. Incapace di decifrare il disegno che unisce
i delitti, la polizia coinvolge Milo Perho, ex profiler dotato di un talento
unico nel leggere la mente dei criminali. Per fermare il killer, Milo è
costretto a collaborare con Stanislav, campione europeo di scacchi e suo
patrigno, l'unico in grado di interpretare il linguaggio strategico
dell'assassino. Ma l'indagine si trasforma presto in una sfida personale: ogni
mossa è calcolata, ogni indizio apre un nuovo livello di lettura, come se il
killer stesse conducendo Milo esattamente dove lui non vuole tornare: nel cuore
del suo passato. Milo capisce che non sta solo inseguendo un assassino. È stato
scelto come avversario. In questo gioco non esistono pedine innocenti. E la
partita è appena iniziata.
Ballard
Renée
Ballard (interpretata da una magnetica Maggie Q), nella serie è una detective
che sceglie di lavorare ai casi irrisolti, gestendo un'unità di volontari con pochissimi
fondi. La squadra lavora contemporaneamente a diversi casi, un immigrato
trovato morto in un motel, la sorella di un politico locale morta nel suo letto
uccisa da un predatore sessuale, tutti casi che non hanno avuto risposta per
anni e ora grazie all’intuito della Ballard e della sua squadra, avranno una
possibilità di avere una nuova indagine. A questo si aggiunge il pericolo di un
dipartimento corrotto, e poi c’è la storia personale della stessa Renée, con
l’accusa di molestie che l’anno allontanata dai piani alti della polizia di Las
Angeles.
Maggie
Q dà un’interpretazione molto intensa a Renée, una durezza mista a
vulnerabilità (anche sentimentale, nella prima stagione si parla molto del
padre morto) e, a differenza di Harry Bosch che è un veterano "vecchia
scuola", lei è più dinamica
Bosch
è un personaggio secondario nella serie, ma ha un ruolo importante, spesso
sembra infatti un mentore per la giovane detective e collabora attivamente alle
indagini nonostante sia "in pensione". La serie riesce a fare il
passaggio di testimone in modo naturale: Harry non ruba la scena, ma la sua
presenza dà continuità a tutto l'universo narrativo.
Il
nido del Corvo
Pierluigi
Pulixi
Pulixi sta diventando
una delle voci più interessanti nel noir italiani. Quest’anno ci ha regalato
due nuovi investigatori, protagonisti del su ultimo lavoro per adulti: Il
nido del Corvo, edito da Feltrinelli.
Il romanzo è la caccia
ad un killer misterioso. Ma tutto ruota, inevitabilmente, intorno ai due
protagonisti: Daniel Corbu (Corvo) e Viola Zardi. Il primo ha una storia
pesante di abusi alle spalle e sappiamo che è stato adottato, vive in campagna
con tutta la sua famiglia e ha un rapporto strettissimo con il padre
(gravemente malato), è anche molto religioso. La Zardi, invece, è ludopatica,
frequenta un ragazzo molto più giovane di lei, ma che sembra non amare fino in
fondo. E se Corbu è sempre preciso ed elegante, la Zardi è sempre trasandata.
Due figure così diverse non potevano che attrarsi, da un punto di vista
professionale. E poi c’è la Sardegna, un elemento tutt’altro che estraneo alla
narrazione, come abbiamo imparato a capire dalle storie di Pulixi. Una Sardegna
rurale e desolata, la penisola del Sinis e Oristano.
La storia inizia quando
il cellulare di Angela Floris viene riacceso. La donna era scomparsa sei mesi
prima e non si sapeva nulla di lei. Le indagini, capiamo abbastanza presto,
erano ferme fino a quell’inaspettato indizio. Ma quando arrivano sul luogo dove
era stato individuato il cellulare i due investigatori trovano anche un altro,
macabro, regalo, una mano tagliata.
Parte una caccia
all’uomo.
Quello che capiamo, fin
da subito, è una particolare perversione del killer verso le mani delel sue
vittime, tanto da essere chiamato Artista per come curava in maniera maniacale
le mani delle sue vittime.
In un recente articolo
apparso su La Repubblica, Pulixi scrive: “Per decenni, il pilastro della
serialità popolare è stato il personaggio iconico e ripetitivo: l'investigatore
infallibile alla Poirot, l'agente segreto intramontabile come James Bond, il
medico legale geniale in stile Kay Scarpetta. Il lettore cercava consolazione
nella reiterazione di una formula collaudata: stessa voce, medesimo mondo,
identica struttura rassicurante. Oggi, questo modello mostra le sue crepe. Il
pubblico, soprattutto quello più giovane, nutrito da narrazioni crossmediali
complesse, desidera sempre più profondità e interconnessioni. Non basta più
seguire le vicende di un singolo eroe. Si vuole esplorare l'universo in cui
quell'eroe vive, incontrare i personaggi di sfondo, vedere eventi da punti
prospettici multipli. Il modello classico della serialità, quello del
personaggio ricorrente che risolve casi o vive avventure in una successione
lineare di romanzi, non è più l'unico paradigma dominante”.
I personaggi di questa
storia hanno una profondità magistrale. Seguiamo l’evolversi della malattia del
padre del Corvo, le delusioni d’amore della Zardi. È una profondità che ci fan
ben sperare di un loro rapido ritorno su un nuovo caso. Grazie alla profondità
della descrizione dei personaggi riusciamo a capirne anche le decisioni e come
agiscono.
Sotto mentite spoglie
Sotto mentite
spoglie è il
settimo romanzo che vede come protagonista il vicequestore della questura di
Aosta Rocco Schiavone, creato da Antonio Manzini.
I libri di Manzini su
Schiavone sono tanti capitoli della vita di Schiavone. Quindi il romanzo parte
proprio da dove avevamo lasciato il Vicequestore e la sua squadra in Il
passato è un morto senza cadavere.
Sandra Buccellato era
stata rapita dalla sorella e salvata da Schiavone, trovandola però in pessime
condizioni. Ed è da lì che parte questo nuovo giallo di Manzini. Sandra è
ancora ricoverata e sta concludendo la fisioterapia, forse l’unica nota
positiva per Rocco che sta per affrontare un nuovo Natale su ad Aosta, uno dei
periodi peggiori per il poliziotto, anche per la presenza, nelle strade della
città, di cori che intonano canti natalizi.
A questo si aggiungono due,
anzi, tre casi.
Prima la rapina in una
banca, che porterà Schiavone nel ridicolo, anche dopo aver concluso le indagini
ed assicurato i malviventi alla giustizia. Ma il tempo di godersi la vittoria e
viene ritrovato un corpo senza nome nel lago. Iniziano subito le indagini per
capire chi è e perché è stato ucciso, ma nello stesso tempo un chimico di
un’importante casa farmaceutica sparisce nel nulla. Per Schiavone non ci sono
dubbi sulla priorità dei casi da seguire: per lui il caso importante è
l’omicidio, ma il questore, che deve dar conto anche alla politica, insiste per
la ricerca del chimico. Questo, infatti, lavora per un’importante azienda che
sta per mettere sul mercato un nuovo prodotto frutto di anni di ricerca, e la
mancanza del lancio della nuova medicina porterebbe a dei danni economici
enormi.
Così Schiavone deve
portare avanti le 2 indagini parallelamente, con gli uomini contati (per altro
con evidenti limiti come il solito D’Intino) e con l’aiuto esterno di Caterina
(spesso prestata dalla sezione in cui lavora, quello contro la violenza sulle
donne). Una grossa mano arriverà dai suoi amici romani. Furio e Brizio sentono
la mancanza del loro amico relegato ad Aosta e decidono quindi di andare su per
Natale, e daranno un grosso contributo alle indagini.
E, come spesso accade
con Manzini, le indagini di Schiavone sono anche la scusa per approfondire
tutti i personaggi creati da Mazini, a partire dallo stesso Schiavone. In
questo capitolo, infatti, Rocco appare più fragile, soprattutto nel suo
rapporto con Sandra. Come ogni personaggio seriale, i personaggi ricorrenti
devono crescere con il passare del tempo per dare sempre più corpo alle storie.
Vediamo quindi le pene d’amore di D’Intino, i dubbi di Scipioni, l’evoluzione
della nuova famiglia di Casella, il matrimonio di Fumagalli e la Gambino.
Anche in questo caso
poi, il romanzo non ha un vero finale. Certo, tutte le indagini sono finite ed
hanno una conclusione, ma si ha sempre la sensazione che la narrazione sia
quasi troncata, aspettando il prossimo capitolo della vita di Rocco.