lunedì 2 marzo 2026

 

La montagna nel lago

Jacopo De Michelis

 




Dopo il successo con La Stazione (Giunti 2022), De Michelis torna con un potente thriller, La montagna nel lago (sempre per Giunti).

La storia è ambientata nell’isola di Montisola, nel cuore del lago Iseo. Un’ambientazione particolare, e, come spesso accade (ne abbiamo parlato per il romanzo La Prova https://tuttiicoloridelcrime.blogspot.com/2026/02/la-prova-di-michael-connelly-questo.html ), fondamentale per la costruzione dell’intero romanzo. Montisola, infatti, non fa solo da sfondo alla narrazione, ma diventa fondamentale per l’itero intreccio narrativo. Un posto isolato, dove tutti si conoscono, dove tutti sanno mantenere un segreto.

Il romanzo si apre la sera del 3 settembre 1992 quando Pietro Rota, oramai trentenne, torna sull’isola dopo dodici anni di assenza. Ma il suo non è un ritorno di piacere, infatti torna a Montisola per aiutare il padre Nevio, sospettato dell’omicidio di Emilio Ercoli, il cittadino più ricco dell’isola.

Pietro aveva lasciato l’isola proprio per fuggire ad un destino che lo vedeva costretto a seguire le orme paterne, quelle di un pescatore che avrebbe chiesto poco alla vita, mentre lui, che aveva l’ambizione di diventare un famoso giornalista, decide di lasciare tutto e tutti e trasferirsi a Milano. Negli anni arriva la decisione di non sentire più il padre (nel libro il loro rapporto, molto distante, è molto approfondito). A Milano le sue ambizioni si scontrano però con la realtà, e l’unico impiego che trova è in un giornale di dubbia qualità che segue solo la cronaca nera.

Tornando all’omicidio, Ercoli è stato trovato morto in modo brutale, e le indagini sembrano puntare ovviamente verso Nevio, con cui aveva avuto da tempo frequenti contrasti (l’ultimo proprio la sera prima della sparizione di Ercoli) anche se nessuno a Montisola sa come sia nato questo contrasto mentre tutti i cittadini dell’isola sono legati (anche finanziariamente) ad Ercoli. A trovare il corpo era stato Cristian Bonetti, vigile urbano dell’isola, amico fraterno di Pietro quando erano giovani. Convinto dell’innocenza paterna, Pietro, insieme proprio all’amico ritrovato, intraprende un’investigazione informale per scagionarlo, scavando non solo nel presente ma, è chiaro fin da subito, anche negli oscuri segreti dell’isola. Anche Cristian aveva un sogno nel cassetto, quello di fare il poliziotto, sogno anche suo infranto (come quello di Pietro). Entrambi, quindi, vedono nella ricerca del “vero” assassino una forma di riscatto.  

Il ritorno di Pietro a Montisola diventa quindi fondamentale per la ricerca della verità e scagionare il padre ma diventa anche pretesto per un suo profondo esame di coscienza, trovandosi a dover affrontare i suoi fallimenti personali come giornalista, e anche ripensare alle sue scelte personali: l’amicizia e l’amore perduto, tutto abbandonato per seguire i suoi sogni.

 

Per raccontare tutto questo, De Michelis costruisce una trama in cui il tempo presente della narrazione (il 1992), passato recente (quando Pietro era fuggito via dall’isola) e passato storico (la Seconda guerra mondiale e i segreti che si celano in quegli anni) si intrecciano in un’unica narrazione.

Ma l’intreccio regge anche grazie a personaggi complessi. Pietro è un protagonista tormentato, che vuole fare i conti con il suo passato e vorrebbe superare anche i fallimenti di una vita, vorrebbe rimettere tutto a posto ed è consapevole anche che la risoluzione del caso avrebbe portato a superare molti problemi. Ma c’è anche un altro aspetto, l’arrivo a Montisola coincide anche con il fuggire da Milano, da un lavoro stretto e precario, ma anche da debiti che lo perseguitano, con la consapevolezza che lì è al sicuro. A mio avviso unico neo di questo personaggio è la dipendenza dalla cocaina, che ne descrive molto il carattere, ma forse sarebbe stato un personaggio ben riuscito anche calcando meno questo aspetto. Vicino a Pietro altro personaggio fondamentale è Nevio. È una figura enigmatica: pescatore rude, uomo di poche parole, simbolo di un mondo che cambia e non sempre accetta di farlo, sembra quasi infastidito dalla presenza sull’isola del figlio. Insieme a Cristian c’è poi anche Betta. I tre erano un trio molto legato, anche sentimentalmente. Betta è diventata anche la moglie di Cristian, ma le cose sarebbero andate diversamente se Pietro sarebbe rimasto nell’isola.

Il passato storico ha poi un peso fondamentale in tutto il romanzo. E De Michelis riesce a raccontare fatti realmente accaduti (come la presenza delle X flottiglia MAS sull’isola e ad inserirlo nella costruzione del giallo) al giallo che ha costruito.

 

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