La
montagna nel lago
Jacopo
De Michelis
Dopo il successo con La Stazione
(Giunti 2022), De Michelis torna con un potente thriller, La montagna nel
lago (sempre per Giunti).
La storia è ambientata nell’isola
di Montisola, nel cuore del lago Iseo. Un’ambientazione particolare, e, come
spesso accade (ne abbiamo parlato per il romanzo La Prova https://tuttiicoloridelcrime.blogspot.com/2026/02/la-prova-di-michael-connelly-questo.html ), fondamentale per la
costruzione dell’intero romanzo. Montisola, infatti, non fa solo da sfondo alla
narrazione, ma diventa fondamentale per l’itero intreccio narrativo. Un posto
isolato, dove tutti si conoscono, dove tutti sanno mantenere un segreto.
Il romanzo si apre la sera del 3
settembre 1992 quando Pietro Rota, oramai trentenne, torna sull’isola dopo
dodici anni di assenza. Ma il suo non è un ritorno di piacere, infatti torna a
Montisola per aiutare il padre Nevio, sospettato dell’omicidio di Emilio
Ercoli, il cittadino più ricco dell’isola.
Pietro aveva lasciato l’isola
proprio per fuggire ad un destino che lo vedeva costretto a seguire le orme
paterne, quelle di un pescatore che avrebbe chiesto poco alla vita, mentre lui,
che aveva l’ambizione di diventare un famoso giornalista, decide di lasciare
tutto e tutti e trasferirsi a Milano. Negli anni arriva la decisione di non
sentire più il padre (nel libro il loro rapporto, molto distante, è molto
approfondito). A Milano le sue ambizioni si scontrano però con la realtà, e
l’unico impiego che trova è in un giornale di dubbia qualità che segue solo la
cronaca nera.
Tornando all’omicidio, Ercoli è
stato trovato morto in modo brutale, e le indagini sembrano puntare ovviamente
verso Nevio, con cui aveva avuto da tempo frequenti contrasti (l’ultimo proprio
la sera prima della sparizione di Ercoli) anche se nessuno a Montisola sa come
sia nato questo contrasto mentre tutti i cittadini dell’isola sono legati
(anche finanziariamente) ad Ercoli. A trovare il corpo era stato Cristian
Bonetti, vigile urbano dell’isola, amico fraterno di Pietro quando erano
giovani. Convinto dell’innocenza paterna, Pietro, insieme proprio all’amico
ritrovato, intraprende un’investigazione informale per scagionarlo, scavando
non solo nel presente ma, è chiaro fin da subito, anche negli oscuri segreti
dell’isola. Anche Cristian aveva un sogno nel cassetto, quello di fare il
poliziotto, sogno anche suo infranto (come quello di Pietro). Entrambi, quindi,
vedono nella ricerca del “vero” assassino una forma di riscatto.
Il ritorno di Pietro a Montisola
diventa quindi fondamentale per la ricerca della verità e scagionare il padre
ma diventa anche pretesto per un suo profondo esame di coscienza, trovandosi a
dover affrontare i suoi fallimenti personali come giornalista, e anche
ripensare alle sue scelte personali: l’amicizia e l’amore perduto, tutto
abbandonato per seguire i suoi sogni.
Per raccontare tutto questo, De
Michelis costruisce una trama in cui il tempo presente della narrazione (il
1992), passato recente (quando Pietro era fuggito via dall’isola) e passato
storico (la Seconda guerra mondiale e i segreti che si celano in quegli anni)
si intrecciano in un’unica narrazione.
Ma l’intreccio regge anche grazie a
personaggi complessi. Pietro è un protagonista tormentato, che vuole fare i
conti con il suo passato e vorrebbe superare anche i fallimenti di una vita,
vorrebbe rimettere tutto a posto ed è consapevole anche che la risoluzione del
caso avrebbe portato a superare molti problemi. Ma c’è anche un altro aspetto,
l’arrivo a Montisola coincide anche con il fuggire da Milano, da un lavoro
stretto e precario, ma anche da debiti che lo perseguitano, con la
consapevolezza che lì è al sicuro. A mio avviso unico neo di questo personaggio
è la dipendenza dalla cocaina, che ne descrive molto il carattere, ma forse
sarebbe stato un personaggio ben riuscito anche calcando meno questo aspetto.
Vicino a Pietro altro personaggio fondamentale è Nevio. È una figura
enigmatica: pescatore rude, uomo di poche parole, simbolo di un mondo che
cambia e non sempre accetta di farlo, sembra quasi infastidito dalla presenza
sull’isola del figlio. Insieme a Cristian c’è poi anche Betta. I tre erano un
trio molto legato, anche sentimentalmente. Betta è diventata anche la moglie di
Cristian, ma le cose sarebbero andate diversamente se Pietro sarebbe rimasto
nell’isola.
Il passato storico ha poi un peso
fondamentale in tutto il romanzo. E De Michelis riesce a raccontare fatti
realmente accaduti (come la presenza delle X flottiglia MAS sull’isola e ad
inserirlo nella costruzione del giallo) al giallo che ha costruito.
Nessun commento:
Posta un commento