lunedì 9 marzo 2026

 


inganno di troppo



 

Harlan Coben non è solo un autore particolarmente prolifero di thriller, ma sembra particolarmente apprezzato anche da molti produttori (inglesi e francesi in particolare), tanto che da moltissimi suoi libri sono nate fortunate miniserie e sulla piattaforma Netflix c’è una sezione dedicata alle produzioni tratte dai suoi lavori.

Tra queste, dal 1° gennaio 2024, è uscito Un inganno di troppo (Fool Me Once il titolo originale della serie, tratto dall’omonimo libro edito in Italia da Longanesi).

La vita di Maya Stern è sconvolta in pochi mesi. È un’ex soldatessa allontanata dall’esercito (durante la serie vediamo diversi flashback dove la troviamo pilotare un elicottero e sparare dei missili durante una battaglia). Prima perde la sorella, uccisa durante una rapina in casa. E poi il suo amato marito, Joe, ucciso da dei rapinatori nel parco mentre passeggiavano.

Ma mentre si sta riprendendo da questi lutti vede il marito apparire in un baby monitor. Maya è comprensibilmente sconvolta. Parte da qui un’indagine parallela a quella della polizia per capire cose sia successo al marito, capire se quello che aveva visto era solo la sua immaginazione, se il marito fosse realmente morto. Per altro la registrazione della telecamera è stata fatta sparire dalla baby sitter che nega tutto. E insieme alla ricerca del marito anche scoprire chi avesse ucciso la sorella. Ma in tutto questo c’è anche un’indagine ufficiale della polizia, affidata al detective Sami Kierce, un poliziotto non più giovanissimo e, soprattutto, malato (in una delle prime scene lo vediamo perdere improvvisamente i sensi mentre era al volante). Maya poi deve scavare anche nei segreti della famiglia del marito. Joe, infatti, appartiene ad una ricca e potente famiglia inglese, proprietari di una grande azienda farmaceutica a cui capo c’è proprio la madre di Joe.

La serie, 8 puntate in tutto, con una media di 50 minuti a puntata (tranne l’ultima di soli 35 minuti) è scritta per tenerti con il fiato sospeso fino alla fine, strutturata con il cliffhanger (espediente narrativo che interrompe bruscamente una scena in un momento di alta tensione o colpo di scena rimandando la fine della scena alla puntata successiva).

I personaggi sono ben descritti e hanno una grande profondità, il rapporto tra Maya e la suocera, o per meglio dire, il loro conflitto, è ben descritto tanto che la protagonista sembra sempre sul punto di crollare (si gioca molto sulla possibilità che lei sia una donna instabile, segnata dalla guerra e finita con la morte della sorella prima e del marito dopo, mentre la suocera, si capisce, è una psicologa). Per altro non rimangono domande sospese, ma ogni mistero viene svelato alla fine (un bel finale inaspettato) e tutto si tiene insieme. Soprattutto la serie punta a un colpo di scena finale forte che chiude tutte le linee narrative senza lasciare buchi.

 

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