inganno di troppo
Harlan Coben non è solo
un autore particolarmente prolifero di thriller, ma sembra particolarmente
apprezzato anche da molti produttori (inglesi e francesi in particolare), tanto
che da moltissimi suoi libri sono nate fortunate miniserie e sulla piattaforma
Netflix c’è una sezione dedicata alle produzioni tratte dai suoi lavori.
Tra queste, dal 1°
gennaio 2024, è uscito Un inganno di troppo (Fool Me Once il titolo
originale della serie, tratto dall’omonimo libro edito in Italia da Longanesi).
La vita di Maya Stern è
sconvolta in pochi mesi. È un’ex soldatessa allontanata dall’esercito (durante
la serie vediamo diversi flashback dove la troviamo pilotare un elicottero e
sparare dei missili durante una battaglia). Prima perde la sorella, uccisa
durante una rapina in casa. E poi il suo amato marito, Joe, ucciso da dei
rapinatori nel parco mentre passeggiavano.
Ma mentre si sta
riprendendo da questi lutti vede il marito apparire in un baby monitor. Maya è
comprensibilmente sconvolta. Parte da qui un’indagine parallela a quella della
polizia per capire cose sia successo al marito, capire se quello che aveva
visto era solo la sua immaginazione, se il marito fosse realmente morto. Per altro
la registrazione della telecamera è stata fatta sparire dalla baby sitter che nega
tutto. E insieme alla ricerca del marito anche scoprire chi avesse ucciso la
sorella. Ma in tutto questo c’è anche un’indagine ufficiale della polizia,
affidata al detective Sami Kierce, un poliziotto non più giovanissimo e, soprattutto,
malato (in una delle prime scene lo vediamo perdere improvvisamente i sensi
mentre era al volante). Maya poi deve scavare anche nei segreti della famiglia
del marito. Joe, infatti, appartiene ad una ricca e potente famiglia inglese,
proprietari di una grande azienda farmaceutica a cui capo c’è proprio la madre
di Joe.
La serie, 8 puntate in
tutto, con una media di 50 minuti a puntata (tranne l’ultima di soli 35 minuti)
è scritta per tenerti con il fiato sospeso fino alla fine, strutturata con il cliffhanger
(espediente narrativo che interrompe bruscamente una scena in un momento di
alta tensione o colpo di scena rimandando la fine della scena alla puntata
successiva).
I personaggi sono ben
descritti e hanno una grande profondità, il rapporto tra Maya e la suocera, o
per meglio dire, il loro conflitto, è ben descritto tanto che la protagonista
sembra sempre sul punto di crollare (si gioca molto sulla possibilità che lei
sia una donna instabile, segnata dalla guerra e finita con la morte della
sorella prima e del marito dopo, mentre la suocera, si capisce, è una psicologa).
Per altro non rimangono domande sospese, ma ogni mistero viene svelato alla
fine (un bel finale inaspettato) e tutto si tiene insieme. Soprattutto la serie
punta a un colpo di scena finale forte che chiude tutte le linee narrative
senza lasciare buchi.
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