sabato 7 marzo 2026

 True Crime


William Henry Bury




William Henry Bury nasce il 25 maggio del 1859 a Staffordshire, in Inghilterra. Alcuni hanno addirittura provato a sostenere che sia lui il famigerato Jack lo squartatore. La cosa che sappiamo con certezza è che lo squartatore aveva ucciso le sue vittime nel 1888 e Bury verrà impiccato, per aver ucciso la moglie, nel 1889, ma, come vedremo, ci saranno altre somiglianze.

Il 10 aprile 1860 il padre, Henry Bury, morì in seguito ad un incidete mentre lavorava. La madre, probabilmente già depressa, venne ricoverata al Worcester County Pauper and Lunatic Asylum pochi mesi dopo, il 7 maggio 1860, e in questa struttura rimase fino alla sua morte, il 30 marzo 1864.

Senza più il padre e con la madre ricoverata in ospedale, William si trasferisce a Dudley, da uno zio materno, ma nel 1871 torna nel suo paese natale, quando venne iscritto alla Blue Coat, una scuola di beneficenza.

A sedici anni iniziò a lavorare, ma mai con stabilità. Prima un magazzino a Wolverhampton (una ventina di chilometri da Birmingham) e poi, nella stessa città. per un produttore di serrature da dove venne però licenziato per furto tra il 1884 e il 1885. Si sa poi che nel 1887 faceva il venditore ambulante a Birmingham. Ma le notizie sono scaerse.

Anche a Birmingham ebbe poca fortuna. Così decise di trasferirsi a Londra, dove arrivò nell’ottobre del 1887. Qui incontrò Ellen Elliot. William aveva conosciuto Ellen grazie a James Martin, per il quale lavoravano entrambi (Ellen come domestica e, probabilmente, prostituta).

Nel marzo 1888, Ellen e William vanno a vivere insieme e il 2 aprile 1888 si sposano, presso la chiesa parrocchiale di Bromley.

Bury viene descritto come un ubriacone violento, e più di una volta era stato colto nel minacciare la moglie, come il 7 aprile 1888, solo 5 giorni dopo il matrimonio, quando la padrona di casa, la signora Haynes sorprese Bury mentre minacciava con un coltello di tagliarle la gola. La coppia restò a Londra fino all’inizio dell’anno successivo, quando si trasferirono a Dundee in Scozia.

Il 10 febbraio Bury entra nella stazione di polizia di Dundee per denunciare il suicidio di sua moglie. La deposizione venne raccolta dal tenente James Parr. Secondo la testimonianza che Bury rilascia alle forze dell’ordine, la coppia avevano bevuto molto la notte prima e lui si era addormentato. Ma al suo risveglio, la mattina seguente, aveva trovato il corpo di sua moglie sul pavimento con una corda intorno al collo. Qui Bury dice di essere entrato nel panico e invece di chiamare un medico, aveva invece tagliato il corpo della donna e lo aveva nascosto in una cassa.

 

Parr era rimasto colpito dal racconto e portò Bury dal capo del dipartimento investigativo della stazione, il tenente David Lamb.  A quel punto Bury fu perquisito e venne trovato un piccolo coltello, un libretto di risparmio, la chiave di casa e alcuni gioielli della donna. Tutto fu confiscato in attesa delle indagini. Poi i poliziotti si recarono a casa di Bury dove, effettivamente, trovarono i resti mutilati di Ellen stipati in una cassa.

Dopo aver scoperto il cadavere della donna, Lamb tornò alla stazione di polizia e accusò William dell'omicidio della moglie.

L’autopsia fu eseguita da una equipe di cinque medici e conclusero che Ellen era stata strangolata e il suo assalitore era arrivato alle sue spalle. La sua gamba destra era rotta in due punti in modo da poter essere stipata nella cassa. Il corpo presentava ferite da arma da taglio.

Il capo della polizia inviò tutte le informazioni raccolte alla polizia metropolitana di Londra. Nel documento il capo della polizia descriveva nel dettaglio l’omicidio, soffermandosi in particolare sui dettagli della mutilazione della donna. Le informazioni, in particolare, erano per i poliziotti che stava investigando sui crimini di Jack lo Squartatore. Gli investigatori, pur non considerando Bury un sospettato credibile, vollero approfondire e in particolare l'ispettore Frederick Abberline interrogò alcuni testimoni a Whitechapel collegati allo stesso Bury,

Il 18 marzo 1889, Bury fu accusato dell'omicidio della moglie e si dichiarò non colpevole. Il processo si tenne davanti l'Alta Corte di Giustizia il 28 marzo. L'udienza durò 13 ore. Tra i testimoni dell'accusa c'erano la sorella di Ellen, Margaret Corney, l'ex datore di lavoro di William, James Martin, la padrona di casa londinese dei Bury, Elizabeth Haynes, il compagno di bevute di William, David Walker, il tenente Lamb e i dottori Templeman e Littlejohn che avevano fatto l’autopsia. La difesa basava la sua strategia sulla testimonianza del dottor Lennox, uno dei 5 medici che aveva fatto l’autopsia ma che era in disaccordo con gli altri medici. In particolare, secondo Lennox Ellen si era strangolata. Alle 22:05 il processo terminò e la giuria si ritirò per deliverare. Alle 22:40, tornarono con un verdetto unanime di colpevolezza e il giudice, Lord Young, emise la condanna a morte.

Bury venne impiccato il 24 aprile 1889.

Fu l'ultima esecuzione tenutasi a Dundee.

 



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