True Crime
Albert
DeSalvo
Tra il giugno 1962 e il
gennaio 1964 Boston è stata paralizzata dalla paura. Erano gli anni in cui si
aggirava nella città lo Strangolatore di Boston.
Albert DeSalvo nasce in
Massachusetts il 3 settembre 1931. Figlio di due migranti, il padre di origine italiana
mentre la madre dall’Irlanda. Il padre era un violento che picchiava la moglie
(fu anche arrestato per le violenze) e costringeva il figlio ad assistere
mentre lui aveva dei rapporti con delle prostitute.
Crescendo in questo
contesto il giovane DeSalvo iniziò ben presto a torturare gli animali e
compiere piccoli furti fino al 1943 quando fu arrestato proprio per furto con
scasso, entrando per la prima volta in riformatorio (Albert aveva appena 12
anni). Uscito nell'ottobre 1944, iniziò a lavorare come ragazzo delle consegne.
Ma già nell'agosto 1946 venne nuovamente arrestato, sempre per furto.
Scontata la pena, provò
a cambiare vita arruolandosi nell’esercito. Venne inviato in Germania dove
sposò una ragazza del posto. Finì il suo servizio con l’esercito nel 1958 quando
fu congedato con onore.
Tonato alla vita
civile, però, le cose non andarono bene e il 17 marzo 1960 venne arrestato per furto
e condannato a due anni di carcere, scontando 11 mesi in carcere con la
concessione della libertà condizionata.
Tornato in libertà
viene fuori l’istinto violento di DeSalvo.
Tra il giugno 1962 e il
gennaio 1964 tredici donne, di età compresa tra i 19 e gli 85 anni, furono
trovate morte nelle loro case. Le vittime venivano violentate e strangolate,
spesso con i propri indumenti (calze di seta o foulard), che l'assassino
annodava intorno al collo con macabri fiocchi decorativi.
La firma del killer era
psicologicamente devastante: non c'erano segni di scasso. L'assassino riusciva
a farsi aprire la porta, convincendo le vittime della sua affidabilità e una
volta dentro gli appartamenti, dava sfogo alla sua violenza
.
Ma DeSalvo non fu
subito sospettato per questi omicidi. Anzi.
Nello stesso periodo
DeSalvo aveva compiuto diverse aggressioni sessuali, tanto da merita il
soprannome di The Measuring Man (l’uomo delle misure) e The Green Man (l’uomo
in verde). Nel primo caso perché si introduceva nelle case di giovani donne
spacciandosi per un talent alla ricerca di future star e di voler controllare,
appunto, le loro misure. Nel secondo caso invece, perché portava un vestito da
lavoro verde, così da spacciarsi per un operaio quando si introduceva in casa
di queste donne.
Nonostante questa scia
di violenze, la polizia non collegò le violenze agli omicidi dello
Strangolatore.
DeSalvo fu arrestato
nel 1964 per le violenze dell’uomo in verde e rinchiuso nell'ospedale
psichiatrico di Bridgewater. Qui aveva come compagno di cella George Nassar,
anche lui un omicida psicopatico, al quale confessò, almeno secondo la
testimonianza dello stesso George Nassar, di essere lo Strangolatore di Boston.
Una confessione particolarmente dettagliata nella quale descriveva dettagli delle
scene del crimine che solo l'assassino poteva conoscere. Tuttavia, molti
rimasero scettici e non credevano fosse lui lo Strangolatore.
Il processo a DeSalvo
si svolse nel 1967 e lo condannarono all’ergastolo, ma solo per le violenze
sessuali del Green Man (non si è neanche sicuri del numero effettivo delle
vittime, alcuni sostengono addirittura che fossero 2000 le donne aggredite). Contro
di lui, a parte la testimonianza di George Nassar, non c’erano prove che fosse lo
Strangolatore e il caso è, per molti anni, considerato aperto.
Albert
DeSalvo morirà in carcere, nel 1973, accoltellato al cuore, non si troverà mai
il suo assassino.
Con
la sua morte, sembrava che la verità sugli omicidi di Boston fosse destinata a
restare un mistero.
Ma
nel 2013 una svolta nel caso dello Strangolatore grazie anche alle nuove
tecnologie.
Infatti,
la polizia conservava alcuni campioni di DNA prelevati dall’ultima vittima
riconducibile allo Strangolatore, la diciannovenne Mary Sullivan.
Gli
investigatori, dopo averlo confrontato con un nipote di DeSalvo e trovato una
corrispondenza, decidono di riesumare il corpo di Albert per un confronto
diretto. I test non lasciano dubbi, il DNA di DeSalvo era sulla scena
dell'omicidio Sullivan.
Un
caso chiuso?
Non
esattamente. Infatti, ad oggi, sappiamo con certezza solo che DeSalvo è
collegato all’ultima vittime, ma non siamo certi che sia lui l’autore degli altri
delitti.
Nessun commento:
Posta un commento