Il
banchiere del diavolo
Christopher Reich ha
dato un nuovo volto a quello che possiamo chiamare il "financial
thriller". Un modo di descrivere il mondo della finanza che ci lascia con
il fiato sospeso fino all’ultima pagina. Tre le sue opere, nel 2003, esce "Il
banchiere del diavolo" (The Devil's Banker) uno dei lavori più riusciti.
Adam Chapel, un
talentuoso e onesto investigatore del dipartimento anti-riciclaggio, nella sua
prima missione sul campo, sta seguendo una pista cercando di individuare il
denaro riciclato dai terroristi arabi. Quando per identificare i sospetti e
fare irruzione, una bomba uccide tutta la sua squadra. Chapel, deve
ricominciare le indagini. Ma questa volta la sua indagine si fa molto più dura
e non è più dietro una scrivania ma sul campo. E nella ricerca dell'organizzazione
segreta che sta dietro il riciclaggio di denaro sporco è affiancato da a Sarah
Churchill, una bellissima spia, ma la sua lealtà non è sicura. La coppia di
investigatori deve trovare una misteriosa associazione capeggiata da un genio
della finanza, Marc Gabriel, un uomo che riesce a riconvertire il denaro
illegittimo utilizzando sofisticatissimi espedienti finanziari. Gabriel non
muove eserciti, ma miliardi di dollari, finanziando attentati
terroristici in tutto il mondo. La caccia all'uomo si sposta rapidamente dai
lussuosi uffici di Zurigo alle strade polverose del Medio Oriente e ai centri
di potere di Washington. Adam dovrà capire di chi fidarsi in un mondo dove il
denaro cancella ogni etica.
Reich, nato in Svizzera, dopo aver frequentato la Georgetown University e
l’Università del Texas, è tornato per un lungo periodo in Svizzera, dove ha
lavorato nel mondo della finanza. Una lunga esperienza che ha messo a frutto
nella scrittura. La sua capacità di spiegare meccanismi complessi (lavaggio di
denaro, conti cifrati, transazioni offshore) senza annoiare il lettore è
magistrale. Anche perché alcune dinamiche non sono sempre facili da comprendere,
ma sono fondamentali per capire l’intreccio narrativo.
Altro punto di forza del romanzo sta nel creare tensione e azione anche
su un tema, come quello finanziario, tutt’altro facile da descrivere. Non
mancano pagine di azione pura, con sparatorie ed inseguimenti, ma anche tensione
psicologica, con il sospetto costante tra i protagonisti e la lealtà alla
missione.
Altro aspetto è anche la descrizione di un momento storico molto
delicato. Infatti, il libro è poco e dopo gli attentati dell’11 settembre e
Reich descrive molto nel dettaglio la paura occidentale, del finanziamento del
terrorismo islamico.
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