In libreria
La
vendetta di Odessa
Frederick
Forsyth e Tony Kent
Frederick Forsyth ex pilota della
RAF e giornalista investigativo, ha rivoluzionato il thriller contemporaneo
regalandoci dei capolavori come Il giorno dello sciacallo e Quarto protocollo.
Nel 1972 pubblica in Inghilterra The
Odessa File (in Italia esce l’anno successivo, per Mondadori con il titolo Dossier
Odessa).
Un giornalista investigativo di
Amburgo viene in possesso di un manoscritto nel quale un ebreo scampato al
campo di concentramento, e suicidatosi nel 1963, raccontava la sua vita e in
particolare descriveva i crimini di Eduard Roschmann, il capitano delle SS che
comandava il campo di concentramento di Riga-Kaiserwald, chiamato il boia di
Riga. Così il giornalista di imbatte in un’organizzazione segreta, Odessa
appunto. L’Organizzazione era composta da ex appartenenti alle SS e aveva lo
scopo di proteggere, reinserire nella vita civile e aiutare negli affari gli
uomini di Hitler scampati alla guerra.
Forsyth morirà il 9 giugno del
2025.
In questi giorni esce, in Italia
per Mondadori La vendetta di Odessa, seguito di Dossier Odessa. A concludere
il lavoro di Forsyth, lo scrittore inglese Tony Kent (in Italia lo abbiamo
conosciuto per Complotto mortale e Bersagli editi da Solferino).
Il libro:
Che cosa unisce l’omicidio di un senatore statunitense bruciato vivo nella sua casa a Washington, il massacro di un gruppo di tifosi dello Stoccarda da parte di un commando di islamisti e la morte di un anziano assassinato nel reparto demenza di un ospedale tedesco? Questi tre eventi, apparentemente scollegati, si rivelano invece le tappe iniziali di un conto alla rovescia verso l’apocalisse. Da una parte Vanessa Price, giovane e brillante membro dello staff di un senatore degli Stati Uniti, e dall’altra il giornalista e podcaster tedesco Georg Miller iniziano a poco a poco a collegare i puntini e si ritrovano bersagli di assassini professionisti. Le loro indagini, infatti, sono andate a sbattere contro il muro di Odessa, organizzazione clandestina che si credeva smantellata da tempo, ma che ha invece continuato per cinquant’anni a nascondere ex membri delle SS e a infiltrarli in tutti i ruoli strategici della società occidentale con un unico obiettivo: riportare il Führer sul tetto del mondo. Proprio nel momento in cui scopre che i nazisti, da una base militare spersa nella campagna tedesca, mirano addirittura alla Casa Bianca, Georg, con l’aiuto dell’ex membro dell’MI6 Scott Brogan, deve tentare di fermare il più catastrofico degli attacchi prima che cambi per sempre il corso della Storia. La vendetta di Odessa è un thriller potente, che intreccia realtà, attualità politica e grandi scene d’azione. Affiancato dalla penna di Tony Kent, Frederick Forsyth firma questo ultimo romanzo, in uscita a quasi un anno dalla sua morte, caratterizzato dallo stesso ritmo implacabile che l’ha reso celebre. Un romanzo che dimostra come gli errori del passato, se non vengono affrontati fino in fondo, possono sempre ripresentarsi a minacciare il futuro, e l’eredità letteraria di uno dei maestri della spy story e del thriller internazionale
Rispondendo alle domande di La Lettura
del Corriere della Sera Tony Kent racconta:
“La genesi del libro è venuta da
Fortsyth: anche quando si era fatto più anziano, lui era sempre al corrente di
ciò che accadeva nel mondo, non ha mai perso di vista la politica, era molto
interessato alla situazione internazionale. E ultimamente era diventato
abbastanza preoccupato dell’ascesa dell’estrema destra: non intendeva la Gran
Bretagna o l’Italia con il governo Meloni, intendeva l’Europa orientale, Paesi
come la Polonia o l’Ungheria, ma soprattutto la Germania, dove lo preoccupava l’AfD,
che è genuinamente un movimento di estrema destra. Prima c’erano tante cose che
in Germania non si potevano dire, per esempio era vietato negare l’Olocausto:
ma ora siamo arrivati a un punto dove l’AfD sostiene che non c’è niente di cui
scusarsi”.
E credo sia interessante che un
conservatore euroscettico e a favore della Brexit come è stato Fortsyth, abbia
avuto questi timori per la nostra epoca.
Nessun commento:
Posta un commento