martedì 3 marzo 2026

 In libreria

La vendetta di Odessa

Frederick Forsyth e Tony Kent

 

 


 

Frederick Forsyth ex pilota della RAF e giornalista investigativo, ha rivoluzionato il thriller contemporaneo regalandoci dei capolavori come Il giorno dello sciacallo e Quarto protocollo.

Nel 1972 pubblica in Inghilterra The Odessa File (in Italia esce l’anno successivo, per Mondadori con il titolo Dossier Odessa).

Un giornalista investigativo di Amburgo viene in possesso di un manoscritto nel quale un ebreo scampato al campo di concentramento, e suicidatosi nel 1963, raccontava la sua vita e in particolare descriveva i crimini di Eduard Roschmann, il capitano delle SS che comandava il campo di concentramento di Riga-Kaiserwald, chiamato il boia di Riga. Così il giornalista di imbatte in un’organizzazione segreta, Odessa appunto. L’Organizzazione era composta da ex appartenenti alle SS e aveva lo scopo di proteggere, reinserire nella vita civile e aiutare negli affari gli uomini di Hitler scampati alla guerra.

Forsyth morirà il 9 giugno del 2025.

In questi giorni esce, in Italia per Mondadori La vendetta di Odessa, seguito di Dossier Odessa. A concludere il lavoro di Forsyth, lo scrittore inglese Tony Kent (in Italia lo abbiamo conosciuto per Complotto mortale e Bersagli editi da Solferino).

Il libro:

Che cosa unisce l’omicidio di un senatore statunitense bruciato vivo nella sua casa a Washington, il massacro di un gruppo di tifosi dello Stoccarda da parte di un commando di islamisti e la morte di un anziano assassinato nel reparto demenza di un ospedale tedesco? Questi tre eventi, apparentemente scollegati, si rivelano invece le tappe iniziali di un conto alla rovescia verso l’apocalisse. Da una parte Vanessa Price, giovane e brillante membro dello staff di un senatore degli Stati Uniti, e dall’altra il giornalista e podcaster tedesco Georg Miller iniziano a poco a poco a collegare i puntini e si ritrovano bersagli di assassini professionisti. Le loro indagini, infatti, sono andate a sbattere contro il muro di Odessa, organizzazione clandestina che si credeva smantellata da tempo, ma che ha invece continuato per cinquant’anni a nascondere ex membri delle SS e a infiltrarli in tutti i ruoli strategici della società occidentale con un unico obiettivo: riportare il Führer sul tetto del mondo. Proprio nel momento in cui scopre che i nazisti, da una base militare spersa nella campagna tedesca, mirano addirittura alla Casa Bianca, Georg, con l’aiuto dell’ex membro dell’MI6 Scott Brogan, deve tentare di fermare il più catastrofico degli attacchi prima che cambi per sempre il corso della Storia. La vendetta di Odessa è un thriller potente, che intreccia realtà, attualità politica e grandi scene d’azione. Affiancato dalla penna di Tony Kent, Frederick Forsyth firma questo ultimo romanzo, in uscita a quasi un anno dalla sua morte, caratterizzato dallo stesso ritmo implacabile che l’ha reso celebre. Un romanzo che dimostra come gli errori del passato, se non vengono affrontati fino in fondo, possono sempre ripresentarsi a minacciare il futuro, e l’eredità letteraria di uno dei maestri della spy story e del thriller internazionale

 

Rispondendo alle domande di La Lettura del Corriere della Sera Tony Kent racconta:

“La genesi del libro è venuta da Fortsyth: anche quando si era fatto più anziano, lui era sempre al corrente di ciò che accadeva nel mondo, non ha mai perso di vista la politica, era molto interessato alla situazione internazionale. E ultimamente era diventato abbastanza preoccupato dell’ascesa dell’estrema destra: non intendeva la Gran Bretagna o l’Italia con il governo Meloni, intendeva l’Europa orientale, Paesi come la Polonia o l’Ungheria, ma soprattutto la Germania, dove lo preoccupava l’AfD, che è genuinamente un movimento di estrema destra. Prima c’erano tante cose che in Germania non si potevano dire, per esempio era vietato negare l’Olocausto: ma ora siamo arrivati a un punto dove l’AfD sostiene che non c’è niente di cui scusarsi”.

E credo sia interessante che un conservatore euroscettico e a favore della Brexit come è stato Fortsyth, abbia avuto questi timori per la nostra epoca.

 

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