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martedì 23 giugno 2026

 

Estate di morte




 

Tra i thriller psicologici più avvincenti e famosi di Harlan Coben c’è "Estate di morte" (titolo originale The Woods, i boschi, uscito negli Stati Uniti nel 2007, mentre in Italia arriva l’anno successivo per Mondadori).

La storia ruota attorno a Paul Copeland, procuratore della contea di Essex, la cui vita è stata segnata da una tragedia avvenuta vent'anni prima, quando, durante un campeggio estivo, quattro adolescenti si erano addentrati nei boschi nella notte. Due furono trovati brutalmente assassinati, mentre degli altri due – tra cui Camille, la sorella di Paul – non si seppe più nulla. La scomparsa di Camille non solo ha segnato la vita di Paul, ma negli anni la ricerca della ragazza scomparsa è stata quasi una missione per Paul

Il passato bussa violentemente alla porta di Paul quando viene ritrovato il cadavere di un uomo ucciso ai giorni nostri. Paul riconosce la vittima: è il ragazzo che era scomparso insieme a sua sorella quella maledetta notte. Questo significa che il ragazzo è rimasto vivo per vent'anni. Ma quello che spera Paul è che forse anche Camille è ancora viva?

Coben è un maestro assoluto del ritmo e lo dimostra anche in questo romanzo. Il libro parte in quarta e la tensione non cala mai.

Altro tema spesso ricorrente nei romanzi di Coben è quello di commistione tra passato e presente. Spesso nessuno è davvero chi dice di essere e spesso il passato è una ferita che ha ripercussioni importanti anche al presente. Ogni personaggio nasconde uno scheletro nell'armadio e solo quando questi segreti verranno alla luce vediamo la risoluzione di tutti i misteri.

Il libro intreccia poi perfettamente il mistero del passato (cosa è successo nei boschi?) con un presente complicato (Paul sta portando avanti un processo per stupro molto mediatico e politicamente scorretto). I due fili finiranno per sfiorarsi e alle volte sovrapposti.

I colpi di scena si susseguono così rapidamente nelle ultime pagine ma tutto poi ha una spiegazione.

Nel 2020 esce, su Netflix, una miniserie polacca molto fedele al libro, intitolata proprio "Estate di morte" (The Woods).

martedì 28 aprile 2026

 

Lazarus

 




Lazarus è una miniserie Pubblicata nell’ottobre del 2025 sulla piattaforma Prime Video, scritta dallo scrittore statunitense Harlan Coben insieme allo sceneggiatore inglese Danny Brocklehurst (già insieme alla serie Netflix “Un inganno di troppo”, anche se questa volta il prodotto per Prime non è un adattamento di un romanzo dello stesso Coben ma un lavoro originale).

La serie è ambientata in Inghilterra dei nostri giorni ma la narrazione ha un prologo che risale al 1998 quando Joel Lazarus, protagonista della serie, trova la sorella gemella Sutton assassinata.

C’è poi un salto di 25 anni e ci troviamo a oggi quando Joel “Laz” Lazarus è diventato uno psicologo forense, ripercorrendo le orme del padre. Il suo lavoro è quello di avere a che fare con pericolosi criminali, ma il dramma della morte della sorella è un trauma che difficilmente riesce a superare. Per di più, al termine di una complessa visita con un detenuto, la sorella più piccolo lo chiama per dirgli che il padre si era suicidato.

Da qui inizia un thriller psicologico intenso. Joel torna nella sua città natale, dove la sorella era morta e il padre si era appena suicidato. Qui inizia a sospettare che il padre non si fosse suicidato. Non solo il padre avrebbe lasciato un messaggio troppo criptico per essere considerato quello di un suicida, ma mettendo a posto il vecchio studio del padre, si presenta una vecchia paziente: Cassandra (Sianad Gregory). Laz rimane spiazzato perché Cassandra lo scambia per il padre e gli racconta i suoi problemi con il fidanzato. Questo incontro però lo turba, e non poco, così decide di cercare Cassandra, ma presto scopre che la ragazza era morta anni prima. La sensazione di aver incontrato una donna morta tanto tempo prima viene confermato quando nello studio del padre vede proprio il padre deceduto solo pochissimi giorni prima che gli spiega non solo che lui non si è suicidato ma che nei giorni successivi avrebbe visto altre persone morte.

Parte così l’indagine di Laz per capire cosa fosse successo al padre. Ma la morte del padre è collegata alla morte della sorella gemella.

Tutti i personaggi che ruotano intorno a Laz hanno sempre un ruolo importante nella narrazione, e non sono solo fantasmi che lui ritrova tornato nel paese natale: come Seth (David Fynn), amico di infanzia di Laz, diventato poliziotto, l’ex moglie Bella (Karla Crome), e la detective Alison Brown (Kate Ashfield) amica di lunga data del padre di Laz.

Coben e Brocklehurst riescono a dare un ritmo narrativo impressionante e quando si pensa di essere giunti ad un punto fermo della storia, ci si accorge che si è in un altro vicolo cieco e solo alla fine tutte le storie riescono a trovare una conclusione. Una serie da vedere fino in fondo.

 

lunedì 9 marzo 2026

 


inganno di troppo



 

Harlan Coben non è solo un autore particolarmente prolifero di thriller, ma sembra particolarmente apprezzato anche da molti produttori (inglesi e francesi in particolare), tanto che da moltissimi suoi libri sono nate fortunate miniserie e sulla piattaforma Netflix c’è una sezione dedicata alle produzioni tratte dai suoi lavori.

Tra queste, dal 1° gennaio 2024, è uscito Un inganno di troppo (Fool Me Once il titolo originale della serie, tratto dall’omonimo libro edito in Italia da Longanesi).

La vita di Maya Stern è sconvolta in pochi mesi. È un’ex soldatessa allontanata dall’esercito (durante la serie vediamo diversi flashback dove la troviamo pilotare un elicottero e sparare dei missili durante una battaglia). Prima perde la sorella, uccisa durante una rapina in casa. E poi il suo amato marito, Joe, ucciso da dei rapinatori nel parco mentre passeggiavano.

Ma mentre si sta riprendendo da questi lutti vede il marito apparire in un baby monitor. Maya è comprensibilmente sconvolta. Parte da qui un’indagine parallela a quella della polizia per capire cose sia successo al marito, capire se quello che aveva visto era solo la sua immaginazione, se il marito fosse realmente morto. Per altro la registrazione della telecamera è stata fatta sparire dalla baby sitter che nega tutto. E insieme alla ricerca del marito anche scoprire chi avesse ucciso la sorella. Ma in tutto questo c’è anche un’indagine ufficiale della polizia, affidata al detective Sami Kierce, un poliziotto non più giovanissimo e, soprattutto, malato (in una delle prime scene lo vediamo perdere improvvisamente i sensi mentre era al volante). Maya poi deve scavare anche nei segreti della famiglia del marito. Joe, infatti, appartiene ad una ricca e potente famiglia inglese, proprietari di una grande azienda farmaceutica a cui capo c’è proprio la madre di Joe.

La serie, 8 puntate in tutto, con una media di 50 minuti a puntata (tranne l’ultima di soli 35 minuti) è scritta per tenerti con il fiato sospeso fino alla fine, strutturata con il cliffhanger (espediente narrativo che interrompe bruscamente una scena in un momento di alta tensione o colpo di scena rimandando la fine della scena alla puntata successiva).

I personaggi sono ben descritti e hanno una grande profondità, il rapporto tra Maya e la suocera, o per meglio dire, il loro conflitto, è ben descritto tanto che la protagonista sembra sempre sul punto di crollare (si gioca molto sulla possibilità che lei sia una donna instabile, segnata dalla guerra e finita con la morte della sorella prima e del marito dopo, mentre la suocera, si capisce, è una psicologa). Per altro non rimangono domande sospese, ma ogni mistero viene svelato alla fine (un bel finale inaspettato) e tutto si tiene insieme. Soprattutto la serie punta a un colpo di scena finale forte che chiude tutte le linee narrative senza lasciare buchi.