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venerdì 3 aprile 2026

 

L’uomo dagli occhi tristi

Pierluigi Pulixi




 

L’esordio del commissario Vito Strega (uno dei personaggi preferiti da Pulixi) è del 2015 con Il canto degli innocenti (Edizioni E7O ripubblicato nel 2025 da Rizzoli). Ora torna, nell’ottavo volume della saga, con L’Uomo dagli occhi tristi (anche se in questa storia Strega ha un ruolo marginale). Anche in questo caso però la bravura di Piergiorgio è di inserire un complesso caso da risolvere nella vita vera dei protagonisti del romanzo, che, oltre ad affrontare l’indagine devono lottare con i propri demoni.

Siamo, naturalmente, in Sardegna, nella zona dell’Alta Ogliastra. Qui, sopra un’imbarcazione che va alla deriva in un lago, viene trovato il corpo di un giovane, particolarità, il ragazzo è travestito da donna. Vista la poca preparazione delle forze dell’ordine locali, ad indagare sull’omicidio vengono chiamate le ispettrici Mara Rais ed Eva Croce (le due fidate collaboratrici di Strega). Il loro compito però è quello di chiude il caso senza clamore. C’è infatti il rischio che questo caso vada a danneggiare una grossa inchiesta portata avanti dalla Direzione Distrettuale Antimafia della regione al cui centro c’è la figura di Daniele Enna. Enna non solo è il proprietario del motoscafo dove è stato ritrovato il corpo, ma è anche un politico in rampa di lancio, ex sindaco proprio di quelle zone, poi consigliere regionale e pronto alla candidatura come presidente della regione, ma soprattutto un politico amato dalla sua gente. Il sospetto degli inquirenti è che dietro la sua immagine pubblica si nasconda una rete di interessi e ricatti (Enna punta molto sul tema delle rinnovabili). Ma le due ispettrici devono anche combattere con i loro problemi personali. Mara, infatti, si trova al centro di un brutto divorzio con l’ex marito che vuole toglierle la possibilità di stare con sua figlia, mentre Eva deve affrontare un fantasma del passato di cui nessuno è a conoscenza. E se non bastasse le due donne sono seguite da qualcuno che ha mire di vendetta nei loro confronti.

Pulixi riesce ad alternare momenti di pura adrenalina con pagine più riflessive ma senza far venire meno la tensione. E, come spesso accade nei suoi romanzi, la Sardegna diventa quasi un personaggio aggiuntivo e non solo un palcoscenico dove si muovono i protagonisti. Le sue descrizioni fanno vedere una bellezza mozzafiato, ma non rinuncia mai a raccontare anche la Sardegna lontana dal turismo e rurale.

Il finale ci fa anche intuire di aspettarci un nuovo capitolo della storia, infatti, mentre il crimine viene risolto, i problemi di Mara Rais ed Eva Croce sono tutt’altro che risolti e coinvolgeranno anche Strega.

venerdì 13 marzo 2026


 

Il nido del Corvo

Pierluigi Pulixi



Pulixi sta diventando una delle voci più interessanti nel noir italiani. Quest’anno ci ha regalato due nuovi investigatori, protagonisti del su ultimo lavoro per adulti: Il nido del Corvo, edito da Feltrinelli.

Il romanzo è la caccia ad un killer misterioso. Ma tutto ruota, inevitabilmente, intorno ai due protagonisti: Daniel Corbu (Corvo) e Viola Zardi. Il primo ha una storia pesante di abusi alle spalle e sappiamo che è stato adottato, vive in campagna con tutta la sua famiglia e ha un rapporto strettissimo con il padre (gravemente malato), è anche molto religioso. La Zardi, invece, è ludopatica, frequenta un ragazzo molto più giovane di lei, ma che sembra non amare fino in fondo. E se Corbu è sempre preciso ed elegante, la Zardi è sempre trasandata. Due figure così diverse non potevano che attrarsi, da un punto di vista professionale. E poi c’è la Sardegna, un elemento tutt’altro che estraneo alla narrazione, come abbiamo imparato a capire dalle storie di Pulixi. Una Sardegna rurale e desolata, la penisola del Sinis e Oristano.

La storia inizia quando il cellulare di Angela Floris viene riacceso. La donna era scomparsa sei mesi prima e non si sapeva nulla di lei. Le indagini, capiamo abbastanza presto, erano ferme fino a quell’inaspettato indizio. Ma quando arrivano sul luogo dove era stato individuato il cellulare i due investigatori trovano anche un altro, macabro, regalo, una mano tagliata.

Parte una caccia all’uomo.

Quello che capiamo, fin da subito, è una particolare perversione del killer verso le mani delel sue vittime, tanto da essere chiamato Artista per come curava in maniera maniacale le mani delle sue vittime.

In un recente articolo apparso su La Repubblica, Pulixi scrive: “Per decenni, il pilastro della serialità popolare è stato il personaggio iconico e ripetitivo: l'investigatore infallibile alla Poirot, l'agente segreto intramontabile come James Bond, il medico legale geniale in stile Kay Scarpetta. Il lettore cercava consolazione nella reiterazione di una formula collaudata: stessa voce, medesimo mondo, identica struttura rassicurante. Oggi, questo modello mostra le sue crepe. Il pubblico, soprattutto quello più giovane, nutrito da narrazioni crossmediali complesse, desidera sempre più profondità e interconnessioni. Non basta più seguire le vicende di un singolo eroe. Si vuole esplorare l'universo in cui quell'eroe vive, incontrare i personaggi di sfondo, vedere eventi da punti prospettici multipli. Il modello classico della serialità, quello del personaggio ricorrente che risolve casi o vive avventure in una successione lineare di romanzi, non è più l'unico paradigma dominante”.

I personaggi di questa storia hanno una profondità magistrale. Seguiamo l’evolversi della malattia del padre del Corvo, le delusioni d’amore della Zardi. È una profondità che ci fan ben sperare di un loro rapido ritorno su un nuovo caso. Grazie alla profondità della descrizione dei personaggi riusciamo a capirne anche le decisioni e come agiscono.