L’uomo
dagli occhi tristi
Pierluigi
Pulixi
L’esordio del commissario Vito Strega
(uno dei personaggi preferiti da Pulixi) è del 2015 con Il canto degli
innocenti (Edizioni E7O ripubblicato nel 2025 da Rizzoli). Ora torna, nell’ottavo
volume della saga, con L’Uomo dagli occhi tristi (anche se in questa storia
Strega ha un ruolo marginale). Anche in questo caso però la bravura di
Piergiorgio è di inserire un complesso caso da risolvere nella vita vera dei
protagonisti del romanzo, che, oltre ad affrontare l’indagine devono lottare
con i propri demoni.
Siamo, naturalmente, in Sardegna,
nella zona dell’Alta Ogliastra. Qui, sopra un’imbarcazione che va alla deriva
in un lago, viene trovato il corpo di un giovane, particolarità, il ragazzo è
travestito da donna. Vista la poca preparazione delle forze dell’ordine locali,
ad indagare sull’omicidio vengono chiamate le ispettrici Mara Rais ed Eva Croce
(le due fidate collaboratrici di Strega). Il loro compito però è quello di
chiude il caso senza clamore. C’è infatti il rischio che questo caso vada a
danneggiare una grossa inchiesta portata avanti dalla Direzione Distrettuale
Antimafia della regione al cui centro c’è la figura di Daniele Enna. Enna non
solo è il proprietario del motoscafo dove è stato ritrovato il corpo, ma è
anche un politico in rampa di lancio, ex sindaco proprio di quelle zone, poi
consigliere regionale e pronto alla candidatura come presidente della regione,
ma soprattutto un politico amato dalla sua gente. Il sospetto degli inquirenti
è che dietro la sua immagine pubblica si nasconda una rete di interessi e
ricatti (Enna punta molto sul tema delle rinnovabili). Ma le due ispettrici
devono anche combattere con i loro problemi personali. Mara, infatti, si trova
al centro di un brutto divorzio con l’ex marito che vuole toglierle la
possibilità di stare con sua figlia, mentre Eva deve affrontare un fantasma del
passato di cui nessuno è a conoscenza. E se non bastasse le due donne sono
seguite da qualcuno che ha mire di vendetta nei loro confronti.
Pulixi riesce ad alternare momenti di
pura adrenalina con pagine più riflessive ma senza far venire meno la tensione.
E, come spesso accade nei suoi romanzi, la Sardegna diventa quasi un
personaggio aggiuntivo e non solo un palcoscenico dove si muovono i
protagonisti. Le sue descrizioni fanno vedere una bellezza mozzafiato, ma non
rinuncia mai a raccontare anche la Sardegna lontana dal turismo e rurale.
Il finale ci fa anche intuire di
aspettarci un nuovo capitolo della storia, infatti, mentre il crimine viene
risolto, i problemi di Mara Rais ed Eva Croce sono tutt’altro che risolti e
coinvolgeranno anche Strega.
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