Il libreria
Il silenzio che resta
di Giuliano Pasini
Una baracca oscura,
oltre un ponte. Una figura minacciosa avvolta nell'ombra e un bambino
addormentato sotto una coperta rossa. È così che Elena Dal Pozzo vede il figlio
Mattia, scomparso da quasi un anno, durante una seduta di ipnoterapia che
dovrebbe servire a farle rivivere un momento orrendo per accettarne l'esistenza
senza ricorrere al torpore farmacologico in cui si rifugia sempre più spesso.
Un tempo è stata una giornalista di valore e prospettiva, era brava. Quando è
arrivato Mattia, però, ha dovuto occuparsi della famiglia. Adesso lavora per
una piccola emittente locale, ascolta in loop Comfortably Numb dei Pink Floyd
per anestetizzare il dolore e tutte le sere cerca di farsi del male. Finché il
suo mondo crolla di nuovo. Una telefonata inattesa: una conferenza stampa
urgente in questura sembra preludere a qualcosa di grave. Nonostante lo stato
alterato, è costretta a muoversi. Viene annunciata la scomparsa di un altro
bambino. Nell'anniversario della sparizione di suo figlio. Nello stesso punto.
Il passato è pronto a trascinarla di nuovo nell'abisso. Anche perché a guidare
le indagini è sempre Santo Mixielutzi, noto in questura come
"Sfinge". Un uomo dallo sguardo cupo e dalle poche parole, che sembra
non cedere nemmeno davanti al dolore. Un vero professionista che nasconde però
un segreto, sepolto sull'isola dove è nato.
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