lunedì 2 febbraio 2026

 TRUE CRIME


CAROL MALTESI, IN LINEA CON L'ASSASSINO




Quante volte ci siamo imbattuti, nel mondo letterario, nel classico giornalista investigatore? Pensiamo a Mikael Blomkvist, inventato da Stieg Larsson e protagonista della serie Millennium, o a Jack McEvoy di Michael Connelly, e, per restare in Italia, a Saverio Lamanna di Gaetano Savatteri, protagonista dei romanzi ambientati a Màkari e diventati anche una serie TV. E quando una storia che sembra uscita da un libro diventa realtà? In questa storia gli ingredienti ci sono tutti, anche il giornalista investigatore.

Ma andiamo con ordine.

Il 20 marzo del 2022 un uomo sta camminando spensierato lungo una strada di montagna in provincia di Brescia. Ad un certo punto scorge quattro sacchi, quelli per la spazzatura per intenderci, in un dirupo. È infastidito più che arrabbiato. Non era infatti la prima volta che quel dirupo veniva scambiato per una discarica da qualche vandalo che passava nella zona. Siamo a Borno, un paesotto di neanche 2500 persone a quasi mille metri di altezza sul livello del mare. L’uomo decide di andare a vedere cosa ci fosse in quei sacchi. Ma quello che scopre è raccapricciante: lì dentro c’è un corpo smembrato.

Intervengono subito le forze dell’ordine. Ma il lavoro non è semplice. Il corpo, come abbiamo detto, era stato smembrato, e probabilmente anche tenuto in un congelatore, e in questo modo sarà difficile capire quando è avvenuto l’omicidio. Ma il problema principale è anche dare un mone a quel corpo.

E qui entra in scena il nostro giornalista/investigatore.

Andrea Tortelli è il direttore del giornale online BsNews.it, un piccolo giornale locale, e appena saputa la notizia Tortelli la copre con alcuni servizi. Parla dei tatuaggi, 11 in tutto, e li descrive sul suo giornale. I lettori commentano la notizia apparsa on-line, ma alcuni fanno qualcosa di più, contattano Tortelli e gli segnalano che quei tatuaggi sono simili a quelli di una certa Charlotte Angie, una ragazza di 26 anni, attrice hard, il cui vero nome, scoprirà in pochi minuti Tortelli, è Carol Maltesi. Possibile quindi che il corpo ritrovato nel dirupo sia quello di Carol? Andrea decide di approfondire e scopre che da un po' di tempo la ragazza sembra scomparsa, tanto che non posta, sui suoi social, da un po' di tempo.

Trova il suo numero di telefono e la chiama, ma la ragazza non risponde. Così le manda un messaggio. Inaspettatamente però al messaggio ha una risposta. Così Andrea inizia ad avere uno scambio di messaggi.

Intervistato da Vanity Fair Tortelli spiega: «Dopo qualche ora di indagine mi era già chiaro che le coincidenze tra il cadavere ritrovato a pezzi a Borno e l’attrice hard Charlotte Angie erano troppe», e prosegue «C’era una possibilità su milioni che, nell’arco di qualche centinaio di chilometri, esistessero due donne con medesimo peso, altezza, età e numerosi tatuaggi coincidenti in punti precisi del corpo. Ma, di fronte quell’unica possibilità, ho deciso, per dovere, di fare l’ultima verifica, prendendo contatto diretto con l’utenza telefonica di Carol». Tornelli, che cercava conferme alla morte della ragazza, alla fine aveva iniziato a chattare con una persona, e se all’inizio pensava che la ragazza fosse viva e stesse comunicando con lui, ad un certo punto aveva chiaro che a rispondergli era, probabilmente, l’assassino. A quel punto era davanti ad un dilemma: scrivere l’articolo della vita oppure prendere tutto il materiale raccolto e andare dalle forze di polizia e denunciare la cosa?

«Quando ho capito che a rispondere era lui - invece di scrivere subito un articolo con i nomi oppure indagare ancora e addirittura presentarmi sotto casa sua - mi sono fermato, ho deciso di mettere in ordine tutti gli elementi che avevo a disposizione e, quindi, di andare in caserma, facendo prevalere la tutela delle persone che stavano intorno a Carol e l’interesse della Giustizia al mio».

Da quell’esperienza Andrea Tortelli ha scritto il libro “Sulla tua pelle” edito da Giunti.

 

Ma cosa era successo?

Carol Maltesi era nata nel 1995, era una giovane di Busto Arsizio, madre di un bambino piccolo. Aveva iniziato a lavorare come commessa in un negozio ma era scoppiata la pandemia del Covid e, come molti, aveva perso il proprio lavoro. I pochi soldi che guadagnava con il sostegno al reddito non erano sufficienti per vivere, così si è avvicinata al mondo del cinema per adulti e della piattaforma OnlyFans, dove era conosciuta, come abbiamo visto, con lo pseudonimo di Charlotte Angie.

Carol abitava a Rescaldina, in provincia di Milano. Qui incontra Davide Fontana, un bancario e foodbloger, un suo vicino di casa. Con lui ha una relazione. E con lui, Carol, gira anche diversi filmati per il suo pubblico. Anche dopo la fine della loro storia il rapporto tra i due rimane cordiale, e alle volte continuano a girare video insieme.

Nell’ultimo periodo della sua vita, però, Carol aveva deciso di trasferirsi e lasciare la provincia di Milano. Il suo desiderio era quello di andare a vivere nel veronese, dove viveva il figlio.

Ma tutto finisce l'11 gennaio 2022.

Secondo la ricostruzione processuale, Fontana convince Carol a girare un video bondage. In verità, secondo quanti dimostrato in sede processuale, lo stesso Fontana aveva creato diversi profili falsi su OnlyFans e con uno di questi, aveva commissionato un video particolare dove lui avrebbe dovuto legare e incappucciare la ragazza. Davide quindi segue quelle istruzione, quelle che in pratica aveva dato lui stesso, e lega la donna ad un palo che era nella stanza da letto. Si fa anche dare il pin per sbloccare il telefono. Mentre la donna è legata e incappucciata, Fontana la colpisce ripetutamente alla testa con un martello e successivamente le infligge una coltellata alla gola. Uccidendola.

Nel leggere la ricostruzione processuale delle ore dopo l’omicidio, sembra vedere un uomo che si muove con estrema lucidità e organizzazione. Il suo pensiero, a quel punto, è quello di occultare il corpo della ragazza. Prova a bruciarlo, ma senza riuscirci. A quel punto lo seziona in 15 parti e ripone i resti in un congelatore acquistato appositamente su Amazon.

Ma non solo, nei mesi successivi (ricordiamo che l’omicidio dovrebbe essere stato compiuto l’11 gennaio e il corpo è stato ritrovato a marzo inoltrato) Fontana cerca in tutti i modi di farsi passare per Carol. Due mesi di inganni nel quale utilizza il cellulare di Carol per rispondere ai messaggi di amici, parenti e del padre di suo figlio, fingendo che lei stia bene e che si sia trasferita all'estero (per lavoro andava spesso a Praga per esibizioni dal vivo o voglia cambiare vita. ma non solo, continua a pagare le bollette e l'affitto della casa di Carol utilizzando il conto corrente della stessa ragazza.

Come abbiamo visto il 22 marzo viene trovato il corpo e pochi giorni dopo Tortelli scoprirà che la ragazza ritrovata era Carol.

In breve tempo i carabinieri individuano Fontana che confessa l’omicidio.

 L’iter processuale

Fontana viene condannato a 30 anni di reclusione. La Corte d'Assise di Busto Arsizio esclude l'aggravante della crudeltà e dei motivi abietti. Nelle motivazioni, i giudici definiscono Carol Maltesi come una donna "disinibita", suggerendo che Fontana avesse agito perché si sentiva "usato" da lei. Queste parole scatenano un'ondata di indignazione pubblica per quello che viene percepito come un colpevolismo verso la vittima. Un parziale colpo di scena anche nel processo arriva però con la Corte di Cassazione che aveva parzialmente annullato la sentenza di secondo grado chiedendo di stabilire se ci fossero le aggravanti per la premeditazione dell’omicidio. Nel secondo processo d’appello i giudici hanno quindi riconosciuto le aggravanti condannando Fontana all’ergastolo.

 

 



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