La
trilogia di Marcus e Sandra
Donato Carrisi
Tra il 2011 e il 2016 Donato
Carrisi dà alle stampe (edito da Longanesi) la trilogia con protagonisti il
penitenziere Marcus e l’agente della polizia esperta di foto-rilevazioni,
Sandra Vega, dando vita ad una storia che è un perfetto mix tra thriller ed esoterismo,
con sfondo Roma.
Il primo volume della trilogia ci
aiuta a capire su quale strada ci vuole portare Carrisi, infatti Il
tribunale delle anime si riferisce alla Penitenzieria Apostolica, un
organismo reale della Santa Sede e della Curia Romana, il cui compito è ben
descritto sul loro sito:
All’interno della
articolata struttura curiale, la Penitenzieria Apostolica occupa il primo posto
tra gli “Organismi di giustizia”, che con il loro servizio cooperano, ciascuno
per il proprio foro di competenza, alla missione propria della Chiesa: «annunciare
ed inaugurare il Regno di Dio ed operare, mediante l’ordine della giustizia
applicato con equità canonica, per la salvezza delle anime, che nella Chiesa è
sempre la legge suprema» (Papa Francesco, Cost. ap. Praedicate Evangelium, VI,
Organismi di giustizia, art. 189, § 1).
La scomparsa di Lara non è un caso come gli altri. Lo sanno bene Marcus e
Clemente. Marcus è un Penitenziare e Clemente è la sua guida. Marcus è un
investigatore infallibile ma ha anche un grande problema, ha una profonda
amnesia. Il sospetto è che dietro la scomparsa di Lara ci sia Jeremiah Smith,
anche lui, come Marcus, membro della penitenzieria, ma soprattutto un serial
Killer, appena ricoverato al policlinico Gemelli di Roma.
Ad indagare sulla scomparsa di Lara anche Sandra
Vega, una foto rilevatrice della polizia scientifica.
L’incontro tra Sandra e
Marcus sarà al centro di tutte le storie.
Infatti, dopo aver
risolto il caso legato a Lara, i due si trovano, loro malgrado, ancora insieme
ne Il cacciatore del buio. Questa volta bisogna indagare sulla morte di
una suora all’interno del Vaticano e si deve dare la caccia ad un killer
spietato che sembra sapere troppi segreti.
La trilogia si conclude con Il maestro delle ombre. Questa volta Marcus si trova in pericolo ma
riesce a sopravvivere. Il problema è che non ricorda quasi nulla degli ultimi
giorni (qualcosa di più del suo passato, ma con molti buchi). Mentre sta
provando a rimettere insieme i pezzi viene chiamato a ripulire la scena di una
morte accidentale all’interno del Vaticano, ma si accorge che questa
morte ha un qualche legame con quello che gli è accaduto negli ultimi giorni (Marcus
si era trovato imprigionato e aveva rischiato di morire). Per ricostruire come
si era messo in pericolo scoprirà torbidi segreti. Tutto questo mentre Roma è
immersa nel blackout totale e
sembra avverarsi un’antica profezia.
Una domanda che sembra aleggiare in
tutte le storie è se il male sia una forza necessaria per bilanciare il bene.
Infatti, non è la lotta tra bene e male ad essere centrale nella riflessione di
Carrisi, ma qualcosa di più. La presenza del male è quasi per scontata, alle
volte quasi necessaria, utile per dimostrare come il bene possa contrastarla
(ma non vincerla). I protagonisti si trovano spesso davanti ad un dilemma,
seguire la vendetta o perseguire la giustizia?
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